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domenica 30 dicembre 2012

Vendetta

Capita di andare a trovare dei parenti che non vedi da mesi,
di parlare con gioia del tuo gatto che ha solo due anni e
che questi in risposta ti raccontino una storia raccapricciante.

C'era una volta una famiglia felice: marito, moglie e due figli.
C'era anche un gatto bianco e nero, un trovatello a cui tutti erano molto affezionati.
La loro vita scorreva serena, piu`o meno come quella di tanti.
Finche`un giorno, uno sfortunato incidente stradale ne cambio`la sorte.
I genitori persero la vita e i due orfani ed il gatto furono affidati ad uno zio.
Purtroppo quell'uomo era molto severo, ma piu`di tutto non sopportava il doversi occupare della bestia.
Percio`, qualche anno dopo, stufo dell'ingrato compito, decise di vendicarsi.
Mentre i bambini erano ancora a scuola, catturo`l'animale e lo uccise.
Poi lo puli`, lo fece a pezzi, lo adagio`in una pentola e lo cucino`.
Quando fu ora di cena, lo offri`ai due poveri orfani e osservo`soddisfatto e malvagio i due bambini che mangiavano inconsapevolmente l'amato gatto.
Solo quando ebbero finito, mentre avevano ancora davanti il piatto sporco, gli confesso`l'orrendo misfatto e assaporo`fino in fondo il gusto dell'atroce vendetta attraverso gli occhi smarriti e disperati delle vittime.

venerdì 28 dicembre 2012

La pratica degli avanzi

25 dicembre
"Nonna, che profumino. Cosa ci hai preparato per pranzo?"
"Molte cose buone che dopo potrete portare a casa vostra ed anche il vitello tonnato che vi piace tanto"
"Mmm. Mettiamoci subito a tavola".
Otto ore dopo.
"Mamma, restiamo qui anche a cena?"
"Si`. La tradizione prevede di finire gli avanzi; c'e`ancora del vitello tonnato, se lo vuoi"

26 dicembre
Ora di pranzo.
La famiglia si appresta a mangiare brodino, frutta e vitello tonnato.
A cena:
pane casareccio, un salame, una mousse di prosciutto cotto, un po'di insalata russa, e in un angolo, in un contenitore di carta argentata, ancora lui, il vitello tonnato.

27 dicembre ore 14.00, la famiglia felice e`miracolosamente sopravvissuta dopo aver consumato l'ultimo boccone dell'innominabile pietanza.
Dal frigorifero fanno ancora capolino:
la caponata, l'arrosto al vino rosso, l'altra mousse di prosciutto cotto,  una scarola, almeno mezzo chilo di formaggi, una confezione di salmone affumicato e quindici polpette previdentemente congelate.

lunedì 24 dicembre 2012

Malanni e pace nel mondo

Un esercito di virus e batteri si e`abbattuto sulla famiglia felice.
Le vittime in pochi giorni hanno consumato centinaia di fazzoletti di carta rigorosamente riciclata, litri di sciroppo per la tosse a base di bava di lumaca, chili di compresse e supposte di tachipirina, ettolitri di fermenti lattici e migliaia di caramelle balsamiche.
Nonostante cio` continuano a tossire e a starnutire, qualcuno a vomitare.

Venerdi`.
Mammacanta affrontava la bolgia cittadina, coperta come un palombaro, in cerca degli ultimi regali, Pisolo dormiva, tramortito dalla febbre, accanto alla birba piccola stroncata dalla nausea e birba grande si consolava intonando canti natalizi.
Sabato.
Mammacanta partiva all'alba, con un carico di cortisone, insieme al resto della compagnia, alla volta di Venezia, per il consueto concerto di Natale e ritornava a notte fonda, convinta di sentirsi meglio.
Domenica.
Pisolo aveva ancora la febbre, Brontolo prendeva la seconda dose di antibiotico, Mammacanta tossiva e Cucciolo continuava a gorgheggiare.

"Per favore, se smetti di cantare ti faro`usare il mio DS finche`vorrai"
"Affare fatto!"
"Lo sapevo, io e il mio Nintendo porteremo pace e serenita`nel mondo!"

BUON NATALE A TUTTI!!!

mercoledì 19 dicembre 2012

Due giorni

Ed ecco che,
dopo aver cantato nella doccia, sotto l'ombrello, nel letto, in mezzo alla neve, a tavola, con la bocca piena, durante il telegiornale, in macchina e al supermercato, le due birbe hanno finalmente potuto farlo nel luogo concordato, cioe`a scuola, durante lo spettacolo organizzato in occasione del Natale.
Due giorni di bambini cantanti, vestiti con un jeans ed una maglietta rossa;
di occhi sgranati, di bocche spalancate, di timidezza che commuove e di voce rotta dall'emozione;
di macchine fotografiche, telecamere, telefonini, qualunque mezzo utile ad immortalare l'attimo.
Due giorni di festa, urla, risate, chiacchiere gridate, corse, auguri, brindisi e pandoro;
di cioccolatini, biscotti senza glutine, coca cola e patatine;
di maestre stanche e soddisfatte e di genitori fieri.
Due giorni cosi`intensi da lasciare muta la rumorosa birba grande e cosi`tesi da far dire a quella piccola: "Mamma, mentre cantavo mi sentivo un robot e quando ho finito non avevo piu`le ossa".

lunedì 17 dicembre 2012

Qua e la`

Pisolo, guardando la birba grande saltellare nonostante una giornata intensa, con lo spirito di chi si sente ancora giovane, ha usato un' esclamazione tipica della terza eta`:
"Eh, ragazze. Quando avevo gli anni che ha lei, saltavo i fossi di traverso"

"Ho deciso. Da domani andro`in ufficio come Bossi"
"Cioe`?"
"In canottiera; non ho piu`neanche una camicia pulita"

Ospitando un'amica.
Pisolo: "Ragazze, e`tardi, dovete separarvi, ognuno a casa sua"
Cucciolo: "Nooo, daai. Possiamo guardare prima un cartone, poi lei va ed io recupero la tonta che sta a casa loro?"
"No. Anzi, vai subito a chiamare la tonta, cosi`facciamo uno scambio culturale!"

Rileggendo la lettera per Babbo Natale.
Cucciolo: "Ho scelto un gioco con dentro tutto: microscopio, telescopio, kit scientifico..."
Brontolo: "Bello! C'e`pure il microonde?"

Quando si tratta di amore fraterno Brontolo non si risparmia.
"Ditele di smettere di cantare. Se io fossi sua madre l'avrei gia`buttata fuori e messa con la testa nella pattumiera cosi`canterebbe ai topi!"

sabato 15 dicembre 2012

Saudagi

E`normale vedere dei ragazzini alti un metro e mezzo uscire dalla scuola piangendo perche` e`l'ultimo giorno di cinque anni trascorsi insieme e immaginare che li`devono aver vissuto momenti bellissimi.
E`normale guardare la tua birba che ha appena finito il primo anno e pensare che quel giorno per voi e`ancora lontano.
E`normale che lei ti chieda cosa ci sia da piangere e che tu le risponda "lo capirai al momento giusto".
E`normale che il tempo passi in fretta, i dinosauri si alternino con le tabelline, gli egiziani con le equivalenze e che quei bambini si trasformino in ragazzini.
E`normale che tu e la birba dobbiate continuare il cammino intrapreso e scegliere una nuova scuola e che le maestre debbano preparare il programma per i loro prossimi alunni.
E`normale pensare che e`arrivato l'ultimo Natale di questa classe e constatare che se per te ci sono pensieri tristi per loro c'e`nostalgia.
E`normale rassicurare la tua bambina che piange, si sente sola e ha paura del futuro.
E`normale piangere con lei.
E` normale.

mercoledì 12 dicembre 2012

Doveva succedere

Approfittare dell'invito di un'amica e ritrovarsi soli in un meraviglioso casale in Toscana.
E`una giornata bellissima. Ci sono anche dei cavalli.
L'amica li adora, propone una passeggiata in tre ma Mammacanta non sa cavalcare, Pisolo invece accetta; sorprendentemente si dichiara esperto.
I due si allontanano in groppa a dei magnifici esemplari.
Mammacanta ne approfitta per leggere, poi mangia qualcosa, poi fa una passeggiata, poi legge ancora, poi si mette seduta sul secondo gradino di pietra della scala che conduce alle camere da letto e aspetta.
Ancora una volta lui la sorprende, sta scendendo dal piano superiore ma lei e`certa di non averlo visto arrivare a cavallo.
Profuma di bagnoschiuma.
"Ehi, quando siete arrivati?"
"Un'oretta fa, siamo entrati dal retro"
"Ah"
"Mi ha fatto vedere la sua stanza"
"..."
"Poi abbiamo fatto la doccia e adesso sono qui. Tu come hai passato il tempo?"
"La doccia, insieme?"
"Si`. Sai come succede. Stavamo parlando e poi..."
"Hai fatto bene. Ti sei divertito?"
Ma cosa sto dicendo? Divertito?  Sono impazzita? Perche`, con me non si diverte?  Dovrei dargli uno schiaffo, un calcio, prenderlo a morsi.
"Diciamo, abbastanza"
"Abbastanza? Ah guarda. Eccola li`, indossa ancora l'accappatoio, avviciniamoci. Allora? Ho saputo che vi siete divertiti a cavallo e nella doccia. Ti ringrazio, Lui ne aveva proprio bisogno"
"Ma ti sei offesa? Non credevo ti sarebbe dispiaciuto. E`stata tutta colpa mia, Lui non voleva"
" Non voleva?!"

Fedifrago, fedifrago, fedifrago!
E`l'accusa che rivolgo da due giorni all'innocente Pisolo a causa dell'incubo da cassola.


lunedì 10 dicembre 2012

Curvatura astrale, panini duri e cervi giganti

Venerdi`.
Birba piccola tornava da una festa "cinema e panino" e alla domanda :"Ti sei divertita?" rispondeva :"Si`, anche se l'aria sapeva di cavoli, gelato ammuffito e piedi puzzolenti".

Sabato a cena.
Pisolo tentatava di spiegare al resto della famiglia come gli scienziati pensano che un giorno si potra`raggiungere la parte opposta dello spazio. In particolare si soffermava sul concetto di curvatura astrale e dava alcune delucidazioni circa la velocita`della luce. La conversazione raggiungeva il culmine mentre le creature abbandonavano la tavola per andare a giocare con la wii, lasciando Mammacanta come unica spettatrice del coinvolgente monologo.

Domenica sera.
Mentre Pisolo e lo Zio Fester dagli spalti di San Siro assistevano ibernati alla partita Inter-Napoli, Mammacanta dal divano di casa controllava gli zaini delle creature e trovava: una pera ammuffita, una carota annerita e due panini duri.
Alle 22.00 andava a letto ma, preoccupata per l'incolumita`del consorte, restava sveglia ad aspettarlo. Alle ore 11.45 il tifoso varcava la soglia di casa e lei crollava addormentata.

Questa mattina ore 6.00, temperatura esterna -2.5*, Mammacanta si svegliava e, in stato catatonico, accompagnava Cucciolo a scuola per la gita a Mantova.
Incontro ore 7.15, partenza prevista ore 7.30.
Partenza effettiva ore 9.00 perche` l'assicurazione del pullman era scaduta.

Attualmente, riportate a casa le membra congelate, Mammacanta sta seriamente valutando la proposta della birba piccola:
"Mamma, se mi compri quel cervo gigante ti lascio dormire nel mio letto per dieci giorni".

venerdì 7 dicembre 2012

Domani concerto in Brianza

Non sara` un'esibizione difficile, ne`ci saranno ospiti illustri.
Si tratta di tradizionali canti natalizi eppure Mammacanta e`tesa e intrattabile.
E`gia`concentrata sulle arie che dovra`cantare, e` completamente assorta.
Il suo cervello ripete note e parole una dietro l'altra, sottolinea imprecisioni e ricomincia daccapo.
Lei ha resistito fino a mezzogiorno poi e`entrata nel pallone.
Trascorrera` il pomeriggio distrattamente, parlera`poco e dormira`male.
Domani mattina si alzera` presto, preparera`il pranzo al resto della famiglia ed uscira` ancora in trance.
Ritrovera`il senno solo quando avra`raggiunto la meta.

Mammacanta non si abituera`mai all'ansia da palcoscenico.

mercoledì 5 dicembre 2012

Mi fa male la testa

C'e`una birba sdraiata sul divano, ha lo sguardo languido e malinconico, il viso pallido e stanco, la fronte che scotta; ha la febbre.
Geme abbracciando la sua papera preferita e si dondola avvolta in una coperta di pile color verde mela.
Da tre giorni, Mammacanta cucina solo brodino, passato di verdure e pan cake, legge racconti che parlano di mostri e creature spaventose, si gode amorevolmente queste ore trascorse insieme a lei e mette alla prova la sua resistenza all'assillo.
Perche`la birba piccola puo` ripetere la stessa frase centinaia di volte consecutive, senza il minimo tentennamento, riesce ad essere cosi`insistente da ridurre in cenere l'interlocutore.
"Mi fa male la testa".
La birba piccola adora i pupazzi e dorme immersa tra papere di ogni dimensione, ne ha una feticcio, grande quasi quanto lei, a cui e`riservato un posto a tavola.
"Mi fa male la testa".
E`una sentimentale, appassionata.
E`quella che, quando ha scoperto che il vitello tonnato si prepara con la carne di un cucciolo, ha pianto disperatamente.
E` quella che ha trascorso i 45 minuti che separano la stazione da casa in un sofferente silenzio,  perche`aveva visto due affamati senzatetto dividersi una tavoletta di cioccolato.
"Mi fa male la testa".
Ha occhi grandi e rotondi che adorano i dettagli, che scrutano il mondo desiderosi di trovare il particolare che rende le cose speciali; occhi che cercano l'unicita`nelle persone e la tenerezza negli animali.
"Mi fa male la testa".
Lei e` permalosa oltre l'immaginabile, non porta rancore ma mette il muso.
"Mi fa male la testa".
Dice quello che pensa attraverso i disegni.
Lei e`quella che tutte le sere, appena ha finito di mangiare, fa il giro del tavolo e va a sedersi in braccio a Mammacanta per fare scorta di carezze per la notte.
"Mi fa male la testa"
"Adesso anche a me"

lunedì 3 dicembre 2012

Di fidanzati, pipi` ed esondazioni

Birba grande: "MI FA SOL  DO SI LA SOL RE ...
Pisolo: "Birba piccola, con quei capelli mi sembri la figlia illegittima di Nino D'Angelo"
"Chi e`Nino D'Angelo?"
"RE MI FA  SI LA SOL MI"
"Un cantante melodico napoletano"
"E` bello?"
"MI FA SOL  DO SI DO RE LA"
"Non proprio, pero` ha un taglio di capelli molto particolare"
"Ah"
"E`successo qualcosa di interessante a scuola in questi giorni?"
"Si`eccome. Quasi tutta la scuola si e`fidanzata. Nella seconda C si amano tutti, c'e` addirittura una bambina che manda le lettere d'amore al mio compagno pazzo, quello che fa sempre casino. Si vede che e`pazza pure lei. Poi, un altro, siccome si vergognava di alzare la mano per chiedere di andare in bagno, si e`messo a saltellare sulla sedia e quando ha smesso e `stato un vero guaio perche`l'aveva fatta!"
"MI FA SOL  DO SI DO RE LA"
"Poi ieri abbiamo fatto anche una lezione con i volontari della protezione civile che ci hanno raccontato di quando c'e` stata l'allagazione..."
"Esondazione"
"Eh, si`. Pensa che l'acqua e`entrata in un negozio di mobili antichi e li ha sciolti tutti!"
"DO DO SI  SOL SI RE DO"
"Ma questa non la smette piu`di cantare! La prossima volta che andiamo dal dentista chiedigli un apparecchio per i denti che fa stare anche zitta!"

venerdì 30 novembre 2012

Questione di gusto

"Pisolo, come sto vestita cosi`, ti piaccio?"
"Abbastanza"
"Come, abbastanza!? Stai dicendo che io per te non sono bella?"
"Nooo. Tu sei bellissima ma quelle scarpe..."
"Queste scarpe?"
"Senti, sono orribili. In fatto di scarpe abbiamo gusti completamente diversi; preferisco le sneakers"
"Certo"
"Preferisco le ragazze in jeans e sneakers"
"..."
"Preferisco lo stile acqua e sapone"
"Certo"
"Insomma, preferirei che ti vestissi cosi`"
"Fammi capire. Se io facessi una coda di cavallo, mettessi il jeans e un paio di all star, che peraltro ho nell'armadio, tu saresti soddisfatto?"
"Si`"
"Quindi, se passeggiando mano nella mano, incontrassimo una bella ragazza con un paio di scarpe col tacco a spillo, una mini mozzafiato e un trucco da cat woman, tu non la noteresti neanche?"
"Bhe`, prima guarderei lei perche`una bella ragazza non puo`passare inosservata ma poi preferirei te!"

giovedì 29 novembre 2012

Il tempio del fai da te

Palline di polistirolo, cartoncini, matite colorate, tempere, colle, pennelli, candele, perline, cordoncini, ghirlande dorate, nastri d'argento, fondo gesso, carta vetrata, fissativo, gancini, vernice di finitura satinata, acrilico oro antico e 25 tavolette di legno.
Ieri, Mammacanta scorrazzava felice dentro il supermercato del bricolage con in tasca la lista della spesa ed in mano il carrello da riempire.
Fuori diluviava ma lo scrosciare dell'acqua sul tetto del capannone rendeva l'atmosfera ancora piu`romantica.
Dopo un'ora, al termine del giro in giostra, saliva in auto con il carico di meraviglie e si dirigeva verso la meta della merce acquistata; territorio di manualita`e sperimentazione: la scuola delle creature.
Parcheggiava poco lontano e si accingeva a completare la sua missione.
Scopo del gioco, attraversare un guado, sotto la pioggia battente con raffiche di vento a 500 km/h, una zavorra di 2000kg, la borsa sulla spalla e l'ombrello in mano:
Mammacanta fa un bel respiro, trattiene il fiato come se dovesse immergersi e parte; arranca in uno stato di equilibrio precario, scivola sulle foglie bagnate, guarda i suoi stivali trasformarsi in canotti, osserva il vento rovesciare l'ombrello e intrufolarsi sotto la sciarpa, sente la pioggia lavarle la faccia ma non demorde, non ha alternativa.
Raggiunge la meta in uno stato pietoso, consegna il carico di meraviglie e torna a casa felice di aver partecipato e curiosa da morire perche`non ha la piu`pallida idea di quello che bambini e maestre faranno con tutta quella roba.

martedì 27 novembre 2012

Ladri

Si racconta che tre loschi individui si aggirino nel quartiere in cerca di appartamenti da svaligiare.
Che, complici il buio e gli abiti scuri, riescano indisturbati ad entrare e a portar via soldi e gioielli.
Sembra che qualcuno li abbia visti scavalcare la ringhiera di un balcone e scappare, messi in fuga da un allarme.
Che il capo del trio sia un ex galeotto e che siano gli stessi che quest'estate hanno rapinato alcuni negozi della zona.
Dicono che una signora sia stata affiancata, mentre rientrava in casa dal lavoro.
Che sia stata costretta ad aprire la porta, a restare seduta e a guardare in silenzio, mentre le portavano via tutto.
Dicono che sia stata fortunata, perche`avrebbero potuto farle del male.

"Mamma, era una signora anziana e sola?"
"Eh, si`"
"Come nonna M.?"
"Forse"
"Beh, con lei non avrebbero scampo! Se dovessero entrare in casa sua, saprebbe cosa fare...io me la immagino. Toglierebbe la maglietta, resterebbe in canottiera e farebbe una di quelle mosse di Karate`.......iaa...taa...pum!"

domenica 25 novembre 2012

Stoccolma: la nebbia, le botte e i km

Accade di lasciare la macchina nel parcheggio dell'aeroporto di Bergamo e di accorgersi che in biglietteria ci sono il poster e l'orologio del Duce.
Accade di assistere increduli alla lotta per accaparrarsi i posti sull'aereo, che il pilota tenti due volte l'atterraggio, che, a causa della nebbia, ad un passo da terra, sia costretto a ridecollare, e che faccia sbarcare i passeggeri in una landa desolata, a 100km dall'aeroporto previsto, cioe`200km dallo stadio.
Accade di dover restare un' ora sull'aereo atterrato, di prendere un pullman per raggiungere l'altro aeroporto e di essere scortati dalla polizia.
Accade che il tifoso anomalo, lo ZioFester e l'Elettricista decidano di fare una pausa caffe`, al bar della stazione, prima di salire in metropolitana per raggiungere lo stadio e che da li`, assistano attoniti all'aggressione ad un gruppo di tifosi napoletani che non aveva avuto la loro stessa fortunata idea e allora accade che decidano di raggiungere lo stadio con un taxi.
Accade di dover assistere alla partita dal settore sbagliato, in mezzo agli svedesi.
Accade di dover percorrere 180 km in taxi per raggiungere l'albergo, di poter mangiare solo un panino con gamberetti e salsa rosa, di passare la notte in un letto a castello con il mal di stomaco, e di fare la doccia nel bagno comune a tutto il piano.
Accade di dormire solo 4 ore, di arrivare a casa sani e salvi e di decidere che questa e`l'ultima trasferta.

mercoledì 21 novembre 2012

Topi contro fate

Brontolo: "Mamma, le fate esistono veramente?"
"Certo che esistono!"
"Esistono anche gli elfi, i folletti, gli gnomi, ecc. Vero?"
"Si`, tesoro"
"Allora perche` i miei denti viene a prenderli un povero topino, mentre quelli di A. li prende una fatina?"
Ecco, infatti, perche`? I miei denti li prendeva un modesto topolino; la sera, prima di andare a letto, nascondevo l'amata reliquia in un piccolo buco nel muro, che poi trovarne uno era una faticaccia, e lui, durante la notte, veniva a prenderla. I denti gli servivano per costruire la casetta in cui andare a vivere con la sua famiglia felice. E guarda che fine ha fatto, povero topo, lavoratore a contratto, licenziato senza giusta causa. Cosi`mentre lui scorrazza disoccupato, io devo inventare un scusa ragionevole per convincere mia figlia.
"Dunque, a pensarci bene, io non ho mai visto topi ne`fatine prendere i tuoi denti, sono certa che qualcuno li porta via ma non saprei dirti con certezza chi, il mistero si infittisce, non credi?"
Cioe`tra le doti di una mamma ci deve essere anche quella di saper inventare, in un attimo, storie plausibili e convincenti, ergo Mammacanta approfitta dell'occasione per 'autostimarsi' senza remore.

lunedì 19 novembre 2012

Un brutto voto

Cucciolo: "Posso mangiare una caramella che`, ormai, la settimana di punizione e`scaduta?"
Brontolo: "No"
"E`scaduta!? Ti ricordi quando e`iniziata?"
Brontolo: "Lunedi`"
"Infatti, lunedi`hai preso 5 in geografia"
Cucciolo: "Dai"
"No"
"Pero`ho suonato bene il sax...caramella per la tosse? ronf"
"Senti, finche` frequenti la scuola elementare, non esiste che prendi un voto inferiore all'8, quindi, puoi avere un premio se ti impegni per avere un 10, ma ti becchi una punizione se prendi meno di 8. Hai capito? Punita, a meno che, tu prenda un sette nonostante un impegno enorme, perche`in tal caso, avresti comunque dimostrato buona volonta`; capire i concetti non e`sufficiente, in geografia devi imparare a memoria i dati e i termini esatti e, per riuscirci, devi ripeterli tante e tante volte; alcuni di quelli, ti resteranno nella testa per sempre e ti serviranno quando dovrai imparare cose ancora piu`complesse; in piu`, considera anche, che conoscere molte parole aiuta ad esprimersi e a farsi capire. Sono sicura che in futuro, ringrazierai le tue maestre per averti insegnato tante cose e per essere state cosi`esigenti".

Mammacanta compiaciuta ha terminato la sua predica mammesca, intanto, Pisolo era andato a stravaccarsi sul divano, per guardare comodamente la partita di rugby, Brontolo era sprofondata tra i suoi Lego, in cameretta, e Cucciolo, guardandola con aria annoiata, le ha risposto:
"Mamma, sai qual e` la cosa piu`divertente? Che l'unica risposta giusta e` stata quella che ho messo a caso!"

venerdì 16 novembre 2012

Tween: ne`bambina ne`donna

Un figlio preadolescente ti mette in discussione,
ti fa perdere il controllo,
ti fa sentire in colpa.
Un figlio preadolescente ti mostra i tuoi difetti,
ti fa chiedere dove hai sbagliato,
ti fa sentire vecchio.
Un figlio preadolescente ti ferisce con lo sguardo,
ti pesa le parole,
ti manca di rispetto.
Un figlio preadolescente lotta con le emozioni,
ha pensieri cupi,
e`confuso.
Un figlio preadolescente non accetta consigli,
ti esclude,
si ribella.
Un figlio preadolescente non e`piu`un bambino,
non e`ancora un ragazzo,
e non sa chi e`.
Un figlio preadolescente ti fa sciogliere il cuore in un pure` di fragole.


mercoledì 14 novembre 2012

Di alberi, orecchini e bide`

"Allora, che avete fatto oggi a scuola?"
Cucciolo: "Io sono stanchissima, ho passato tutto il giorno in giardino a cercare alberi"
"Perche`? State preparando un lavoretto con le maestre?"
"No, dovevo massaggiarmi la schiena"
"..."
"Oggi, durante l'intervallo lungo, I. mi ha fatto vedere i suoi orecchini di lapislacciuli, sono bellissimi, li vorrei anch'io. Ha detto che da grande vorrebbe fare la fumettista e vivere in alta montagna, in mezzo alla neve e agli animali, in una baita di legno costruita da lei. Ci siamo messe d'accordo, lei farebbe i disegni e io scriverei la storia, perche`da grande vorrei fare la scrittrice"
"Ma, non dovevi fare la scienziata?"
"Eh si`, scrittrice o scienziata, non lo so"
"Ah...ha detto anche che non vorrebbe avere figli perche`le bastano i suoi fratelli piccoli. La capisco benissimo!"
Brontolo: "Adesso parlo io! Lo sapevi che nella mia classe ci sono due bambini che vanno sempre in Germania e che dormono solo in alberghi di lusso?"
"E tu come fai a saperlo!?"
"L'ho capito da sola, perche` hanno detto che in camera c'era il bide`. La maestra dice che in Germania ci sono solo negli alberghi di lusso. Ti rendi conto, nelle case non ci sono, fortunati loro!"

lunedì 12 novembre 2012

Ho vitto la ttoria di Gesu`

Allora.
Gesu`e`uccito fuori dalla chiesa.
Adesso e`crecciuto.
Ma non l'ho vitto, ma quando e`uccito dalla chiesa non l'ho vitto.
Lo hanno portato ppena nato, non Gesu`quello crecciuto.
Poi, tanto che non era ancora motto, tanto tanto tento te..tanto tempo fa, non lo avevano ancora ammazzato.
Poi pero`, lo sai che lui era poverino?
Perche`camminava sempre calzo, perche`non aveva i soldi per comprassi le...le carpe.
Lo hanno picchiato ma lui non piangeva tanto mentre lo picchiavano, faceva solo ahi, e basta.
Ma per tutta la notte rimane senza calzini. I calzini, poverino non ce l'aveva. Era tutto nudo. Pero`le mutandine ce l'aveva, eh.
Pero`poi, si e`messo un vestito bellissimo ed e`uccito.
Le persone hanno slacciato quei cosi, poi hanno levato l'elattico e hanno fatto quello a un altro signore.
Poi lui e`uccito, poi si e`messo tutti i vettiti ed e`vivo.
Pero` poi diventano tutti felici, eh.
Ma perche` poi, non lo ammazzano piu`.
Perche`pensavano che loro non lo dovevano ammazzare, pero`gli altri non lo avevano ammazzato, invece loro si.
Poi c'e`un Gesu`bambino che va in cielo ma... ma vicino alla chiesa c'era un altro Gesu`.
Perche` poi c'e`un Gesu`tutto vettito che entra nella sua chiesa, perche`poi non era quel Gesu`che entra nella chiesa, poverino, percio`non lo avevano ammazzato.

Ma pero`ormai l'hanno ammazzato.
E fine della storia.

(Heather, la nipote ballerina, quattrenne)

sabato 10 novembre 2012

Indovinelli

A tavola.
"Allora, sentite, vediamo se sapete rispondere, qual e`la cosa che sta nel mare senza bagnarsi?"
"La nave"
"Ma dai, la nave si bagna"
"I pesci"
"Nooo"
"L'acqua"
"Nooo, riprova, inizia con la c"
"Aaaaa, lo so"
"Allora dillo, qual e`?"
"Ho finto, non lo so, mi arrendo"
"Vi arrendete tutti?"
"Ci arrendiamo"
"La cartina geografica"
"Bello, dai, ancora un altro"
"Qual e`la cosa che fa paura ai pesci?"
"Questa la so, e` la pesca"
"Esatto, adesso un altro indovino"
"Indovino?! Indovinello, casomai"
"Eh, si` indovinello"
"Ecco, allora, qual e`la cosa che non si vede e basta?"
"Sara`la cosa piu` ovvia"
"Dai provateci, inizia con bu.."
"Burro"
"No, bu-gli"
"..."
"Forza! Bugli.."
"O"
"Esatto buglio"
"...."

giovedì 8 novembre 2012

Perdizione ai grandi magazzini

Una volta c'era il foro, oggi c'e` il centro commerciale.
In Brianza, purtroppo, spuntano come i funghi, vengono ampliati e migliorati costantemente.
Sono il tempio dello shopping a 360*.
Qualunque cosa tu stia cercando, li`potrai trovarla.
Ieri Mammacanta era proprio in uno di quei posti, alla ricerca dell'oggetto introvabile.
Passeggiava tra i negozi, accompagnata dal suo rovinoso senso dell'orientamento, conversando avvincentemente con ZiaClara, circa il rifiuto di alcune loro coetanee a dotarsi dell'email e, si perdeva, cercando di memorizzare improbabili punti di riferimento.
Quando, improvvisamente, un uomo le ha preso la mano e, dopo averla accarezzata e massaggiata maliziosamente, ha alzato lo sguardo sornione e le ha chiesto, guardandola dritto negli occhi:
"Piacevole, vero?"
Mammacanta, che nel frattempo non era riuscita a fare altro che guardare incredula la sua mano, ha deglutito e ha risposto:
"Abbastanza. Cosa cerca di vendermi?"
"Un trattamento eccezionale per la bellezza delle sue mani" ha detto lui, indietreggiando lentamente verso il bancone pieno di creme, spugnette e scatolette.
Mammacanta ha rifugiato le mani nelle tasche e lo ha lasciato parlare per qualche minuto.
Poi ha declinato la richiesta e ha ripreso la sua ricerca, evitando prontamente di attraversare ancora quel corridoio.
Ecco, Mammacanta non ha gradito quell'invadenza.

martedì 6 novembre 2012

Emozioni da film

Durante i quattro giorni di vacanza bagnata, appena trascorsi, la famiglia felice si e`dedicata alle sue attivita`preferite: oziare e guardare films.
Il primo novembre e`trascorso letargicamente.
Dopo aver superato indenne i festeggiamenti per Halloween, Mammacanta e`stata assalita da 'pigronite acuta' ed ha trascinato nell'oblio tutti i componenti della famiglia.
Venerdì.
Spinta dal desiderio di vedere Paranorman, e`uscita dal torpore ed ha convinto le creature ad andare al cinema ma ha dovuto soccombere alla maggioranza che ha preferito Gladiatori di Roma.
A Mammacanta il film non e`piaciuto molto, ma ha trovato divertente il tentativo di rappresentare l'universo femminile attraverso il seno: da quello giovane di Lucilla, a quello florido di Diana, a quello floscio della maga Circe e, comunque, e` stato subdolamente premiante ascoltare i commenti del dopo proiezione, tipo: "Sarebbe stato meglio andare a vedere Paranorman".
Sabato.
Pisolo ha suggerito al resto della famiglia di dare un'occhiata al canale Focus, una vera scoperta che ha tenuto tutti incollati al televisore nonostante i morsi della fame e l'arsura alla gola.
Ma il momento piu`alto e`stato domenica sera.
Comodamente stravaccati sul divano, i quattro incoscienti hanno acceso la tv, inserito il dvd e dato inizio alla serata piu`straziante dell'anno: Hachiko, la storia struggente dell'amicizia tra un cane ed il suo padrone.
Mammacanta ha iniziato a piangere silenziosamente appena ha intuito il finale, Cucciolo e Brontolo, invece, hanno resistito fino all'ultima scena.
Il film si conclude con i riferimenti alla storia vera da cui e`tratto e, a quel punto, le creature non hanno piu`potuto trattenere il pianto.
La famiglia felice ha rimuginato un po' sulla questione e, poi si e`coricata tristemente, in una valle di lacrime.

domenica 4 novembre 2012

Qua e la`

Cucciolo:
"Quest'estate la dottoressa che mi ha curato le placche ha usato una linguetta ruvida e appiccicosa, l'ha attaccata alla lingua e ha tirato. Se guardi bene, te ne accorgi, la mia lingua si e`allungata!"
Brontolo:
"Figurati. Non e` niente! Con me ha usato una ventosa!"

"Vado ad allenarmi perche`a 50 anni dovro` avere ancora il fisico di un 30enne, a 60 anni anche, a 70 anni ancora, a 80 anni...be`, purtroppo, mi sa che saro` solo un 80enne"
"E, secondo te, io dovrei improvvisamente ritrovarmi un 80enne nel letto?"

Pisolo: "Avete fatto tutti i compiti?"
Brontolo: "Si`"
Cucciolo: "Certo, non mi credi?"
Pisolo: "No, perche`tu con i compiti sei come lei con l'igiene del culo. Inaffidabile"

venerdì 2 novembre 2012

Frattaglie

Cinque streghe ed una principessa ragno hanno occupato la casa di Mammacanta.
Sono entrate senza bussare, brandendo lacca colorata per capelli ed eyeliner nero.
Si sono intrufolate nel suo bagno e l'hanno schiavizzata perche`le rendesse ancora piu` terrificanti.
Poi si sono dirette in cucina, dove hanno avvelenato i muffins, aggiunto vermi all'insalata, rovesciato teschi di animali nel succo d'arancia e bevuto sangue di pipistrello.
Con del materiale trafugato, hanno fabbricato delle batbuste e sono uscite a spaventare i vicini che, paralizzati dal terrore, non hanno avuto il coraggio di aprire la porta.
Ciononostante sono tornate indietro con un discreto bottino, composto soprattutto di caramelle, cioccolatini e mandarini.
Non contente, sono andate ancora in cucina e hanno prodotto dei lecca lecca di cioccolato bianco e granella di ossa che hanno divorato avidamente.
Infine sono scappate via lanciando grida spaventose e risate malefiche.

Mammacanta, succube, ha obbedito e osservato in silenzio tutte le loro mosse.
Solo quando si e`sentita al sicuro, ha potuto ripulire la casa, dalle frattaglie lasciate sul pavimento.

martedì 30 ottobre 2012

Tentativo temerario

Mammacanta ha scoperto la presenza di una scuola per parrucchieri, a pochi passi da casa sua.
Un posto dove i ragazzi hanno bisogno di fare pratica e, in cambio di clienti impavide, sono disposti a lavorare quasi gratis.
Non serve prenotare, basta presentarsi entro le 15, dal lunedi`al venerdi`.

Primo piano, in fondo, a sinistra.
Mammacanta e Zia Clara varcano la soglia.
Davanti ai loro occhi ci sono una decina di ragazzi timidi ed impacciati.
C'e`quello che si nasconde dietro un ciuffo lungo e unto; quella che ha dei capelli stupendi, che pero` non sono suoi, sono incollati; quella dark con il viso pallido, lo smalto nero e la bocca violacea.
Al soffitto, le stesse lampade al neon che illuminavano il banco del liceo, dove Mammacanta ha trascorso l'adolescenza.
In un angolo, un armadio pieno di teste e parrucche.
Finalmente arriva il momento dello shampoo, segue il bagno di colore ed infine la piega, su una poltrona tipo da sala meeting, col tavolino ribaltabile a fianco, che Mammacanta usa per aggrapparsi mentre la studentessa inesperta tenta di strappale i capelli dal bulbo.
Mammacanta finge indifferenza al dolore, poi comincia a tenersi il collo, poi le scappa un gemito.
Alterna occhiate doloranti, verso Zia Clara, ad occhiate alla sua testa, ancora mezza bagnata, e fa il conto dei minuti che mancano alla fine della tortura.
L'allieva e`tenace, merita comprensione.
Inaspettatamente, al termine del trattamento, le clienti sono entrambe soddisfatte.
Tornano a casa con una piega perfetta, l'aria compiaciuta, un sorriso bonario e qualche macchia di colore sulle orecchie.

sabato 27 ottobre 2012

Igiene

"Brontolo, ti sei lavata, prima di andare a letto?"
"Nooo"
"Vai"
"Guarda che io l'ho gia`fatto ieri sera, mica mi devo lavare tutti i giorni"
"Si`, invece"
"Uffa, che tortura questa cosa della pulizia. Fcciamo un accordo?"
"Sentiamo"
"Io, adesso mi lavo il sedere ma i denti li lavo domani, eh?"
"Va bene"
"Siii. Stringiamoci la mano. Affare fatto!"
...

"Ehi, brava Brontolo, sei stata velocissima... Hai usato il sapone, vero?"
"Certo! Non ci credi? Annusa!"

venerdì 26 ottobre 2012

Cuore di mamma

Ieri pomeriggio Mammacanta e Cucciolo sono sprofondate nell'abisso isterico della preadolescenza.
Un alternarsi di "Mamma, aiutami", "Mamma, faccio da sola", "Mamma, ti odio", "Mamma, scusa, ti voglio bene".
Pare che l'affermazione di se`passi anche attraverso la negazione della mamma.
Cinque ore di urla e battaglia emotiva, poi, finalmente, e`calato il silenzio.
Un vuoto assordante, come dopo una serata in discoteca.
Mammacanta si e`sdraiata sul letto, ha tirato su l'amato piumino e si e`arrotolata su un fianco abbracciandosi le ginocchia.
Avrebbe voluto dormire ma non riusciva a smettere di pensare a quel filo che lega una madre al suo bambino e che, lentamente, si srotola come un gomitolo.
Lo ha sentito, per la prima volta, quando Cucciolo ha iniziato a camminare,
si guardavano felici e sicure:
quei piedini l'avrebbero portata ovunque, con loro avrebbe scoperto il mondo.
La seconda volta e`stata il primo giorno di asilo,
mentre il filo si srotolava, loro procedevano orgogliose e piene di aspettative:
era il momento dell'amicizia e della solidarieta`.
La terza e`stata all'ingresso nella scuola elementare,
continuava ad allungarsi ma loro erano fiduciose e disponibili:
all'orizzonte si vedevano autonomia e accenni di liberta`.
Finche`, nel giorno in cui Cucciolo ha compiuto dieci anni, il filo e`finito, ha smesso di srotolarsi, lasciado entrambe con in mano un capo che non intendono lasciare e che resta costantemente teso.
Qualche volta pende da un lato, altre resta in equilibrio, altre si impiglia scatenando l'abisso isterico. Cucciolo strattona forte, piu`forte che puo`, ma non vuole che il filo si spezzi, ne`che Mammacanta lasci la presa.
Sono giorni di grida e di resistenza, di liberta`che fa paura.
Giorni di coraggio e di sfide, di ricerca di se`.
Giorni di amore, di odio e di indipendenza.
Giorni che riducono in poltiglia il cuore di Mammacanta.

martedì 23 ottobre 2012

Cercasi fantasia

"Hai deciso che regalo vorresti da Babbo Natale?"
"Io quest'anno, non voglio nente!" Brontolo e`arrabbiata,
"Perche`? Non hai nemmeno un desiderio?"
"Veramente uno ce l'ho!"
"Sentiamo"
"Dei vestiti nuovi e una manicure, per la Befana, e una pozione magica che faccia ringiovanire, per Babbo Natale"
"Eh, gia`. Ne avrebbero proprio bisogno"
"Si, mamma, lui e`vecchissimo. Quella volta che lo abbiamo visto, era curvo ed aveva la voce stanca.
Pensi che potrebbe morire?" chiede con un nodo in gola,
"No. Lo escludo. Babbo Natale e`magico. Non morira`mai.
Non ti devi preoccupare, sta bene, ha tanti amici folletti ed abita in una casa di legno bella ed accogliente"
"Si`... Pensi che potrei diventare un folletto?"
"Non saprei. Forse, folletti si nasce"
"Allora esistono mamme, papa`e bambini folletti?"
"Forse" risponde mammacommossa,
"Sai mamma, mi piacerebbe fare un giro sulla slitta"

(Eh no, la slitta no! 
Cosa mi invento adesso?
Che non c'e`abbastanza spazio?
Che se dovesse portare a spasso tutti i bambini del mondo morirebbe di fatica?
Che ai mortali non e`concesso salirci?
C'e` qualcuno che ha una buona risposta da suggerirmi?)

sabato 20 ottobre 2012

La maledizione del piumino

Giovedì. In Brianza soffia un vento freddo, il termometro segna 10*.
Mammacanta ha preparato tutto e sospira la prima notte d'autunno sotto il piumino caldo:
lenzuola tolte, coperte lavate e stese ad asciugare, federe sostituite, sacco in posizione.
A questo punto, dovrebbe andare a ritirare il piumino in lavanderia ma la ricevuta e`nel portafoglio di Pisolo e lui e`in ufficio.
Ore 19.00.
La speranza varca la soglia di casa, Mammacanta arraffa il biglietto e inizia a correre:
entra in macchina, raggiunge la lavanderia, vede le luci accese, parcheggia, scende e click...click...click...
La chiave non funziona, l'auto non si chiude.
Dopo aver armeggiato nervosamente, risale in macchina, riparte, rifa` il giro dell'isolato e riparcheggia;
stavolta davanti al negozio, cosi`puo`controllare l'auto.
Scende, si volta ed eccola li`la lavanderia, solo che adesso, e`chiusa.
Ore 23.
Mammacanta e Pisolo stanno dormendo infreddoliti sotto tre copertine di pile e un copriletto di cotone.

Venerdi`ore 17, piove, il termometro segna 13*.
"Buonasera, devo ritirare il piumino, posso pagare con la carta?"
"No, purtroppo".
Ore 23.
Mammacanta sta aggiungendo un altro strato: la coperta di uncinetto della bisnonna.

Sabato ore 11.30, splende il sole.
Pisolo, armato di buona volonta`e di ricevuta, si dirige, a piedi, verso la lavanderia.
Perde ogni speranza, quando si accorge che, ha con se`solo la custodia di cartoncino, vuota.
Lo scontrino e`scivolato fuori ed e` rimasto nel portafoglio di Mammacanta.
Ore 23, 12*.
I due si apprestano a trascorrere la notte nei lettini con le creature.

giovedì 18 ottobre 2012

Il canatto

Ci sono gatti che passeggiano leggeri sulla neve mentre il termometro segna -17*.
Ci sono gatti che affrontano impavidi le creature del bosco e che, a volte, non tornano piu`a casa.
Ci sono gatti che vivono randagi, mangiano di tutto e dormono sotto la pioggia.
Ci sono gatti che attraversano la strada segnando territori vastissimi.

E poi ci sono gatti che escono solo se non piove e se non fa troppo freddo,
che hanno paura della propria ombra e le prendono dal vicino e dal suo gatto,
che pretendono di dormire sotto il piumino,
che sono convinti di essere il padrone e segnano il confine della casa e del giardino,
che non catturano un topo nemmeno in sogno,
che sanno giocare a nascondino e
che chiedono continuamente coccole.

Ecco, questo e`il canatto che la famiglia felice ha portato a casa.

mercoledì 17 ottobre 2012

Musica e piattini

Mammacanta riflette sulla musica di casa sua.
Negli ultimi tre anni, Cucciolo ha imparato a leggere lo spartito, riconosce le note velocemente ed e`in grado di suonare, a prima vista, brani non semplicissimi.
Da quando ha iniziato ad esercitarsi con il sax, si e`appassionata ancora di piu`e Mammacanta si diverte a figurarsi il momento della gloria:
la creatura si esibisce, e`bellissima, i capelli sono mossi dal vento, le luci tutte puntate su di lei, suona un assolo travolgente, davanti ad un pubblico estasiato e compiaciuto.

Brontolo, dal canto suo, dopo aver provato la chitarra e la batteria, ha deciso di dedicarsi al pianoforte. Non perde occasione per farsi dare qualche lezione dalla nonna M e torna a casa sempre piu`entusiasta. Se continua cosi`, bisognera` cercare un maestro e un piano e il posto dove metterlo e i soldi per comprarlo...
Ed eccola li`la grande pianista, capace di creare inimmaginabili dissonanze, con dita aggraziate e veloci che corrono lungo la tastiera, confondendo gli animi degli ascoltatori.

E dai, lasciamola sognare!
In fondo, Mammacanta sa bene che, quello che la musica puo`dare e`molto piu`della gloria.
Esprimersi attraverso il suono e` la continua ricerca del bello e della perfezione, e`un'alternarsi di emozioni, di gioia e sofferenza, e`un viaggio dentro se`che dura tutta la vita.

"Pisolo, hai visto? Le nostre creature hanno la mia stessa passione. Ti immagini la scena? Io canto, una al piano, l'altra al sax "
"Si`. Io sono dietro col piattino!"

lunedì 15 ottobre 2012

Conversazione ossea

Tra Brontolo e Cucciolo

"Come fanno i palloncini a volare?"
"Sono riempiti di un gas piu`leggero dell'aria"
"Allora gli uccelli volano come i palloncini?"
"No, usano le ali e hanno le ossa cave"
"Che significa cave?"
"Che sono vuote, cosi`sono piu`leggeri"
"Che schifo. Le vorrei anch'io le ossa cave"
"Beh, si spezzerebbero subito"
"Lo sai che un mio compagno di classe aveva un amico che, saltando sul letto, ha fatto una capriola in aria, la testa ha sbattuto contro il soffitto ed e`morto"
"..."
"Lui invece, stava morendo strozzato da un pezzo di pane, per fortuna si e`salvato"
"Ah. Hai notato che, in questo periodo, le maestre hanno tutte il mal di schiena?"
"E`vero, anche le mie"
"Si capisce da come camminano, passeggiano nei corridoi piegate in avanti e con le mani poggiate dietro, sono storte, facci caso"

domenica 14 ottobre 2012

Pericolo

"Pronto"
"Eh"
"Ciao suocera, tutto bene?"
"Eh"
"Cerchi Pisolo?"
"Eh, mm"
"Che succede, non puoi parlare?"
"Eh"
"C'e` qualcuno li`con te?"
"Eh"
"Oddio, sei in pericolo?"
"Eh"
"Ok, ho capito, chiamo la polizia, stai tranquilla, arriviamo subito!"


Mammacanta deve smetterla di mangiare pesante a cena.
Questi incubi sono devastanti.

mercoledì 10 ottobre 2012

Calcio femminile

Brontolo vorrebbe frequentare un corso di calcio ma Mammacanta ha qualche perplessita`.
E` tormentata dall'immagine della sua bambina che corre dietro ad un pallone, in un campo enorme, al freddo o sotto la pioggia. Pensa che, in una squadra mista, non sarebbe risparmiata dai falli tipici di questo sport e le sembra di vederla, fra qualche anno: una ragazzina poco aggraziata, con cosce muscolose e polpacci torniti.
Lo scorso anno, sperando che con una prova, avrebbe cambiato idea, Mammacanta l'ha iscritta ad un corso di calcetto.
Quella ne e`uscita ancora piu`convinta e lei ancora piu`confusa, dopo averla guardata mentre correva con il pallone tra i piedi, superava tutti e tirava dritto in porta.
Gool, gridavano i compagni, anche se poi, mangiavano il limone perche`"lei e`una femmina".
Brontolo e` sicura della sua scelta come degli altri atteggiamenti anticonvenzionali tipici del suo carattere.
Ad esempio, per via dei capelli corti, la gente crede sia un maschio e raramente qualcuno le fa dei complimenti. Le piacciono gli abitini colorati ma preferisce indossare i pantaloni, che ritiene molto piu` comodi.
Sembra che l'opinione degli altri, sul suo aspetto, non le interessi.
Mammacanta e`contenta dell'autostima di Brontolo ma resta molto indecisa, allora cerca di convincerla a provare un altro sport, cercando di rivedere nei suoi occhi quella stessa grinta che mostra quando insegue il pallone.
Quindi, dopo aver provato e scartato arti marziali, tennis e basket, restano ancora atletica e scherma, a cui si aggiungono un corso di disegno oppure di teatro oppure qualche lezione di musica.
Mammacanta si informa, appunta giorni ed orari, corre a destra e a manca, cerca di incastrare tutto e finisce sul campo di atletica nel giorno sbagliato, al corso di disegno mezz'ora dopo e si perde nei vicoli e nelle traverse brianzole perche`non ha il minimo senso dell'orientamento.

lunedì 8 ottobre 2012

La scrivania

Sabato pomeriggio, mentre le creature si divertivano ad una festa al cinema, Mammacanta e Pisolo sono andati in cerca di una scrivania per la cameretta.
Tempo a disposizione tre ore.

Prima tappa, un capannone dove si trovano mobili antichi e vintage, di dubbia provenienza che piacciono tanto a Mammacanta.
In pochi minuti di ricerca, gli intrepidi si sono imbattuti in alcuni oggetti davvero strani:
una sorridente statua di Marilyn a grandezza naturale,
un toro di plastica gigante, vestito come Elvis Presley,
un'asse di tortura e una gogna.
Ma nessuna scrivania.

Seconda tappa Lissone, terra di prestigiosi mobilieri.
A dieci minuti dalla partenza, Mammacanta e Pisolo erano invischiati nella bolgia di automobilisti in coda che, ogni sabato, migra dalla ridente brianza. Tutti rigorosamente bloccati, causa lavori ad interminabili cantieri fantasma.
Quando hanno raggiunto le meta, erano gia`cosi`provati dal percorso che avrebbero comprato qualunque cosa, pur di non tornare a casa a mani vuote.
Il negoziante deve averlo intuito perche`li ha puntati e sommersi di parole.
In men che non si dica, i due avevano gia`visto tutte le scrivanie, gli scrittoi e le consolle, presenti nei tre piani di esposizione ed anche numerosi modelli, ordinabili dal catalogo.

Allo scadere delle tre ore, Mammacanta e Pisolo erano nel parcheggio del cinema, con la scrivania nel bagagliaio e una domanda nella testa:
da dove saranno arrivate e dove finiranno l'asse di tortura e la gogna?

venerdì 5 ottobre 2012

450g di Pisolo all'AVIS

Ieri sera Pisolo, ha eseguito il suo rito serale del dopo ufficio:
- togliere l'abito scomodo per indossare una tuta,
- calzare un paio di morbide pantofole,
- lavare le mani,
- raggiungere Mammacanta e le creature, in cucina,
- fare il resoconto della giornata lavorativa.

"Ragazze, dovete sapere che vostro padre, in questo periodo, e`diventato un genio del multitasking. In ufficio riesce a fare cose che mai avrebbe creduto di fare. Mi faccio paura da solo!"

Mammacanta sapeva perche` Pisolo si sentiva cosi`fiero di se`.
Questa mattina, per la prima volta, sarebbe andato all'AVIS, a donare il sangue.

"Hai preso da mangiare e da bere?" gli ha chiesto Mammacanta prima che uscisse
"Non ti preoccupare, li` c'e`un bar, mi offriranno la colazione" ha detto lui.
Appena arrivato ha dovuto rispondere ad alcune domande, poi lo hanno fatto accomodare in una grande stanza, su una delle tante poltrone in fila.
"Non mi faccia male perche` questa e`la prima volta e potrebbe essere anche l'ultima!" ha esclamato, guardando la dottoressa brandire l'ago.
Il sangue ha iniziato a defluire in una sacca che dondolava su una piccola bilancia posta accanto alla poltrona.
Quando il peso ha raggiunto i 450g, ha smesso di dondolare, un allarme ha suonato e qualcuno ha sfilato l'ago.
Fatto.
Pisolo e`arrivato a casa un po' stordito ma soddisfatto.
Ha pranzato avidamente e adesso, manco a dirlo, sta dormendo come un ghiro!

mercoledì 3 ottobre 2012

Preadolescenza

Mammacanta tenta affannosamente di ricordare qualcosa della sua preadolescenza.
Ma le tornano in mente solo la compagna di banco che le pizzicava le cosce e la prof d' italiano alla quale deve il piacere per la scrittura.
Poi niente, il vuoto.
Era il periodo in cui frequentava la scuola media, possibile che abbia dimenticato tutto?
Vorrebbe ricordare come si sentiva, cosa provava, come guardava il mondo, se lo guardava, che aspettative aveva, uno straccio di emozione che possa aiutarla adesso.
Adesso che si ritrova in casa un angelo posseduto.
Cucciolo ha dieci anni, e`una preadolescente.
Alterna stati di grazia a crisi di nervi, esplode in clamorose sceneggiate che sfociano in lacrime di pentimento.
Ha continui sbalzi d'umore, ha caldo quando fa freddo e freddo quando fa caldo.
Si cambia tre volte al giorno, lasciando vestiti ovunque.
Usa spesso un tono indisponente e fa sempre il contrario di quello che le si dice.
Mammacanta deve attingere alla poca pazienza che possiede, respirare profondamente e digerire il magone, perche` e` veramente difficile accettare che quella bambina amorevole, bisognosa di attenzioni e indifesa che ha accudito, coccolato e rassicurato, adesso le dica, sbattendo la porta:
"Tu non mi capisci, io ti conosco meglio di quanto tu conosca me!"

lunedì 1 ottobre 2012

Maestri

Brontolo: "Oggi il maestro P e`entrato nella nostra classe ed ha abbracciato la mia maestra di ita, ma io so che lei deve sposare un altro!"
Cucciolo: "Ah, si`. E`venuto anche da noi ed ha abbracciato la maestra di mate"
B :"Lo sapevo, quello ci prova con tutte!"

Cucciolo
"La maestra di mate adora le melanzane. Io le ho detto che tu le cucini benissimo, quando non ci metti troppo aceto!"

Brontolo
"Mamma, l'alito degli animali puzza?"
"Eh, si`. Perche`me lo chiedi?"
"Perche`oggi, la maestra di religione ci ha raccontato che il bue e l'asinello scaldavano il Bambinello con il loro fiato. Allora mentre lo fiatavano lo puzzavano?!"

Mammacanta sta seriamente riflettendo sulla licenza poetica di Brontolo e sugli anni buttati cercando di insegnarle a parlare, in compenso, crede di aver finalmente intuito uno dei motivi dei sorrisi complici che le insegnanti delle sue creature si scambiano quando la incontrano.

sabato 29 settembre 2012

Lo scarto

"Mamma, quella giacca e`stupenda!"
"Eh, si`. Questa e`speciale, sapessi quanti anni ha. L'ha cucita la stessa sarta che ha fatto il mio abito da sposa. La prima volta che l'ho indossata e`stato quindici anni fa, era il mio primo giorno da moglie e ...."

Cucciolo si allontana annoiata e Mammacanta puo` tornare a rovistare nell'armadio, alla ricerca di altri capi datati, possibilmente piu`vecchi di quella giacca.
Intanto pensa al cappotto anni '60 color verde bottiglia, che sua madre le mostra sempre con orgoglio, pensa alle foto ingiallite della bisnonna in divisa da tennista e si convince che e`bello conservare tutto.
Mammacanta fatica a separarsi dalle cose, inciampare in oggetti che le ricordano storie dimenticate e`un piacere di cui non vuole privarsi.
Ultimamente, pero`ha proprio esagerato:
- gli armadi scoppiano di vestiti-ricordi,
- il ripostiglio e il solaio sono diventati un limbo, pieno di cose che non servono piu`ma che non si possono buttare,
- in cucina c'e`ancora la prima pentola acquistata con Pisolo, che ormai ha il coperchio rotto e i manici consumati,
- nella vetrina, in sala, fanno bella mostra di se`i lavoretti fatti dalle creature, durante i tre anni di asilo.

Mammacanta ha rimandato troppo, ha bisogno di chiedere aiuto alla zia Durbans', quella con il sorriso perfetto.
Di solito funziona cosi`:
zia Durbans' si mette seduta di fronte a Mammacanta, come un giudice severo, la osserva mentre fa lo scarto.
"Fammi vedere. Cos'e` quella roba che stai conservando nella scatola? Non avrai mica il coraggio di indossarla ancora?! Quante volte l'hai messa quest'anno?"
"Ehm....mai" risponde Mammasommessa
"Buttala!" esclama zia Durbans' categorica
"Dici? Non e`cosi`male, potrebbe tornare di moda" resiste Mammasupplica
"Buttala, e`orribile!"

Zia Durbans'e`inflessibile e Pisolo solerte si affretta a far sparire tutto.
La casa si svuota in men che non si dica.
Serve solo un po' di coraggio.

giovedì 27 settembre 2012

Spendere senza sensi di colpa

Brontolo e`stata invitata ad una festa di compleanno tripla.
Tre festeggiati, tre torte, tre regali.
Questa mattina, percio`, Mammacanta e`andata in centro alla ricerca dell'idea perfetta.
Ha attraversato la piazza del mercato, zigzagato tra le bancarelle, schivato le biciclette, dribblato i passanti e, finalmente, ha raggiunto la sua libreria preferita.
Mammacanta adora la letteratura per ragazzi, e`rimasta venti minuti in contemplazione dello scaffale.
Si e`lasciata incantare dai colori delle copertine, dalle magnifiche illustrazioni, dal profumo della carta, ha letto avidamente qualche pagina e non ha resistito, oltre ai tre regali, ha comprato anche due libri per le creature.
E` uscita dalla libreria con la coscienza pulita e la certezza di aver speso bene il suo denaro.
Poi, attratta da un paio di pantaloni in vetrina, e`entrata nel megastore di Zara.
Un salto nel vuoto, dal tempio della cultura a quello del consumismo.
C' erano soprabiti, cappelli e cappottini che facevano l'occhiolino all'autunno, Mammacanta ha osservato e riflettuto ma non ha comprato, invece, e` entrata nel reparto bambini e ne e`uscita con un maglioncino e due sciarpette colorate per le creature.

Conclusione.
Mammacanta e`tornata a casa soddisfatta ma si sta ancora domandando, come mai si sente in colpa a fare shopping per se`, mentre riesce a trovare sempre degli ottimi motivi per spendere per le birbe.

martedì 25 settembre 2012

Carenza di ferro

"Ma quanto sei distratta ultimamente?! Potresti avere una carenza di ferro, come durante la gravidanza. Dovresti far controllare il sangue"
"Mamma, SEI INCINTA?"
"..."
"Io un fratellino lo vorrei"
"Ragazze, date retta a me, non vi conviene. Significherebbe notti insonni per tutti.
Brontolo non potrebbe piu`venire a sedermisi in braccio dopo cena perche`troverebbe il posto occupato e Cucciolo avrebbe un altro piccolo rompiscatole tra i piedi"
"Ah. No. Allora e`meglio di no"
"Ecco, sta' a vedere che, adesso che le ho convinte, scopro di essere incinta"
"Cosa!?" ha risposto Pisolo mentre uno spicchio di mela gli sfuggiva di mano e cadeva nel piatto della caponata
"Scherzavo, sai che sarebbe quasi impossibile"
"Manomale" ha sospirato, recuperando e inghiottendo in un solo boccone il grosso pezzo di mela intriso di sugo agrodolce.

sabato 22 settembre 2012

Di salsicce ed allucinazioni

Durante questa settimana.

Pisolo, dopo essere tornato indenne dalla riunione di condominio ha esordito dicendo:
"Di' la verita` , sono il tuo SuperEnalotto"
e Mammacanta gli ha risposto: " Direi piuttosto, il mio Win For Life".

Brontolo, dopo un'abbondante cena a base di salsicce con patate, ha sognato di accarezzare dei cani-salsiccia scodinzolanti, con occhi garandi e languidi, che sbucavano felici dal suo armadio.

Cucciolo, da quando e`rientrata dalla vacanza in colonia, ha le allucinazioni: crede di vedere ovunque i suoi compagni di avventure.
"Mamma, la ragazza nuova che arrivera`in classe domani, ha lo stesso nome di una che c'era al Polsa, forse e` proprio lei, domani lo scopriro`"

Mammacanta e`in perfetta forma.
Ieri la sua faccia deve essere stata emblematica dello sconforto quando, mentre salutava le creature che si allontanavano con lo scuolabus, si e`accorta di avere ancora in mano lo strumento di Cucciolo.

giovedì 20 settembre 2012

Compleanno con ferito

Mammacanta e Cucciolo hanno citofonato, preso l'ascensore e raggiunto l'appartamento di V, la festeggiata.
La porta era aperta e sul pianerottolo si stava svolgendo questa scena.

F teneva, appoggiata sopra un occhio, una borsa del ghiaccio e ripeteva: "Non vi preoccupate, non mi fa male, non chiamate mia madre, voglio restare alla festa"
V piangeva: "Perche`, perche`e`successo proprio adesso? Perche`proprio alla mia festa? Stavamo solo giocando, non e`stata colpa mia, non e`stata colpa di nessuno!"
La mamma della festeggiata tremava :" Mannaggia, ha sbattuto contro un pilastro, si e`voltata di scatto, stava correndo, ha perso pochissimo sangue, l'ho medicata subito, dovremmo portarla al Pronto Soccorso?"

Mammacanta e gli altri hanno esitato, cosa bisognerebbe fare in questi casi?
Hanno pensato di chiamare la mamma, ma l'avrebbero spaventata piu`del necessario.
Sarebbe arrivata di li`a poco, probabilmente era gia`in cammino per raggiungere la figlia; la ferita non stava sanguinando e la bambina era perfettamente cosciente.
Alla fine hanno deciso di far controllare il taglio alla guardia medica li` vicino e di aspettare la madre.

"Non preoccuparti cara, tua mamma sta arrivando, non e`grave ma dovra`portarti al Pronto Soccorso per far medicare la ferita"
"No, per favore, io sto benissimo, non voglio approfondire questa faccenda" ha risposto la fanciulla cercando di sfuggire ai punti di sutura.

Quando mamma M e`arrivata, F si e`messa a piangere, sfogando finalmente la paura.
M ha ringraziato ed e`andata via subito.
Adesso F sta bene ma le hanno messo sei punti.

martedì 18 settembre 2012

Scelte

"Allora ciao, buon lavoro, giustooo?"
"Sbagliato, ho lavorato solo per qualche mese, poi sono tornata alla mia vita da casalinga"
"Ma dai. Non lo sapevo. Cosa e`successo, il professore e`scomparsoo?"
"No, il professore sta benissimo. E`vivo e vegeto"
"Allora perche`hai smesso, non ce la facevi, ti stancavi troppooo?"

Mi stancavo? Io non ce la farei? Tu invece ce la fai.

"Cara mamma wonderwoman, instancabile lavoratrice part-time, donna dalle molteplici qualita`, con un'autostima grande come l'Everest, cosa ti fa pensare di essere migliore di me? Perche`continui a lavorare se preferiresti fare la casalinga? Perche`ti senti autorizzata ad elevarti a giudice della vita altrui? Perche`mi offendi? E soprattutto, perche`non ti fai gli affari tuoi?"
Immagina di dire Mammacanta, invece si morde la lingua e dice:
"Ce la facevo come puoi farcela tu, con la differenza che io non ho una nonna full-time a disposizione."
E basta, solo questo.

Mammacanta e`tornata a casa e ha rimuginato per ore su quella conversazione e sul perche`della sua scelta.
Si considera fortunata perche`ha avuto la possibilita`di scegliere ma non e`una ricca ereditiera, ne`ha sposato un uomo facoltoso.
Mammacanta non oserebbe mai credere, tantomeno dire, che una donna che ha scelto diversamente da lei, non ama altrettanto la sua famiglia ne` che ha preferito il lavoro per sfuggirle.

lunedì 17 settembre 2012

Ah...l'amore

In casa Mammacanta si respira un'aria pesante.
La scuola ha riaperto da soli tre giorni e le due creature hanno gia`il cuore spezzato.
Mammacanta rimugina sugli uomini.
Evidentemente il tipo sciupafemmine e`tale dalla nascita.

Ogni scarrafone e`bell' a mamma soia, recita un detto napoletano, perciò Mammacanta pensa che le sue creature siano: bellissime, simpaticissime, intelligentissime e (modestamente) di buona famiglia.
Ugualmente, per il suddetto assioma, lo saranno i fanciulli oggetto del loro amore, ma...

Caso Cucciolo.
Dalla prima elementare, la bambina e`invaghita di un morettino simpatico e vivace che, inizialmente, ha corrisposto il suo interesse ma che, ultimamente, la prende e la lascia a giorni alterni.
Caso Brontolo.
Da due anni, la creatura muore dietro ad un biondino che, dire che ha numerose fidanzate e`riduttivo. Lui, a soli 8 anni, ha praticamente un harem dal quale, ogni mattina, seleziona una compagna con cui trascorrere la giornata.

Quando le due fasi critiche si accavallano, tempeste e uragani distruttivi si abbattono sulla famiglia felice.
Cosi`non si puo`andare avanti.

"Bambine mie, non metto in dubbio che questi figlioli siano tipi brillanti ed eccezionali ma non potete farvi trattare cosi`. Cucciolo, non e`accettabile che tu perda la testa in questo modo per un pischello che a malapena ti arriva al naso! Mentre tu, Brontolo, non puoi negare che il tuo adorato abbia le orecchie troppo grandi!
Voi due avete bisogno di affinare il gusto e di puntare in alto.

Questi sono i fratelli Hemsworth.



Da oggi, ognuna di voi, prima di addormentarsi, dovra`guardare la foto sul comodino e augurarsi l'amore di un uomo altrettanto bello, ricco, bravo e famoso!"


domenica 16 settembre 2012

Fastidio del week end

Sabato ore 6.00
TUMP!
Mammacanta e Pisolo si svegliano di soprassalto.
TUMP TUMP
E`un rumore di passi.Troppo pesanti per essere di un bambino.
RUMBLE...RUMBLE...RUMBLE
Qualcuno armeggia in cucina, trascina una sedia, lancia qualcosa sul tavolo, siede.
Silenzio.
TUMP...TUMP...TUMP
Eccolo di nuovo. Cammina lungo il corridoio.
Mammacanta e Pisolo si alzano senza far rumore e di soppiatto vanno a controllare.
THUD THUD....THUD THUD....THUD THUD
Proviene dal bagno, ma non c'e`nessuno.
Nessuno in corridoio.
Nessuno in cucina.
E`il vicino, il tizio scorbutico e irritabile che abita sopra di loro.
Mammacanta e Pisolo tornano a letto, sdraiati supini a guardare il soffitto.
THUD THUD....THUD THUD....THUD THUD
Questo rumore è inconfondibile, e`il suono emesso della lametta che colpisce il lavandino.
Il vicino fa la barba.
Ore 7.00
Accende la radio.
Mammacanta e Pisolo sbuffano e si rigirano al ritmo di canzoni improbabili.
SWOSH...SWOSH
Riempie la vasca e fa il bagno.
Qualche minuto di silenzio e poi SLAM!
Ore 8.30, l'essere molesto esce sbattendo la porta.
Scende le scale con in mano una sigaretta fumante, pavoneggiandosi nelle sue scarpe rumorose.
Una nuvola di fumo invade l'aria, attraversa le fessure delle porte ed entra negli altri appartamenti.

Il vicino prende a calci i gatti,
taglia le siepi con il trinciapollo,
getta mozziconi di sigaretta dove capita e continua indisturbato perche`nessuno riesce a impedirglielo.

giovedì 13 settembre 2012

La lista

Ieri mattina Mammasnaturata ha spedito le creature a scuola con l'autobus.
Ieri pomeriggio, colta dal famoso senso di colpa, e`andata a prenderle di persona.

"Mamma, stamattina sul pullman eravamo solo in cinque"
"Ah"
"Abbiamo potuto sederci dove ci piaceva! Che fortuna!"
"Gia`. Che fortuna"

Mentre rimuginava sui suoi inutili sensi di colpa, Mammacanta ha aperto gli zaini e controllato i diari.
Sapeva esattamente cosa cercare: la lista, il papiello napoletano, la spataffiata brianzola.
Cioe` l'elenco preciso di tutto il materiale, necessario alle creature, per affrontare, come si deve, l'anno scolastico, ovvero l'elenco preciso dei km e delle ore di coda che Mammacanta dovra`fare nei prossimi due giorni.

"Mamma, mi raccomando. Ha detto la maestra che il flauto deve esere unito e che deve avere un solo buco"
"Ovvio"

mercoledì 12 settembre 2012

Danza del ventre e nostalgia

Primo giorno di scuola dopo tre mesi di vacanza.
Sveglia ore 6.00,
caffe`a letto, come da copione,
quattro chiacchiere con Pisolo e la giornata puo`cominciare.
E comincia benissimo.
Niente corse ne`discussioni, tutto fila liscio come l'olio.
Le tre piissime arrivano rilassate alla fermata.
Le birbe salgono sullo scuolabus e salutano contente.
Mammacanta torna in casa, chiude la porta alle sue spalle e ...
Vai, vai, vai, inizia la danza del ventre, un ballo che sembra piuttosto quello dell'orso Balu`ma che rende perfettamente l'idea..tararara` tararara`.
Bello...ma il divertimento dura poco.
La casa e`vuota, silenziosa e calma; le creature mancano.
Aspetta un attimo.
Fino a ieri dovevi farti largo scavalcando i puzzle, le costruzioni, le bigotte di Cucciolo, i ferri e la lana, i cartoncini e la colla appiccicati al pavimento, e ora, ti fai prendere dalla nostalgia e dall'ansia della solitudine? Non scherziamo.
Adesso tu vai al bar dalle amiche che ti aspettano e, quando torni, sistemi tutto questo casino!


"Ciao, ragazze, che mi raccontate di queste vacanze?"
F "Abbiamo trascorso le ultime due settimane in giro a fare Ecocardiodoppler a colori e Tronchi aortici senza sforzo. G non sta molto bene, all'inizio eravamo spaventati ma poi i dottori hanno concluso che si tratta di una nevrite ottica e ci siamo rilassati un po'. Io invece ho fatto una tac e ho scoperto di avere un' ernia discale"
"..."
D " Noi abbiamo rimandato le ferie, mia madre ha avuto una leggera ischemia"
"..."
M " Io ho esultato perchè il bambino molesto della classe di A ha cambiato scuola ma ho appena scoperto che e`stato sostituito da uno altrettanto molesto"

A questo punto Mammacanta puo`tornare a casa a crogiolarsi nella nostalgia.

martedì 11 settembre 2012

Un tifoso anomalo

Pisolo e` un nordico DOC, figlio di mamma piemontese e padre lombardo.
E` nato e vissuto nella ridente Brianza, eppure, se gli chiedete qual e`la sua squadra del cuore, vi rispondera`senza esitare: "Napoli".
L'ardore dei tifosi Napoletani lo ha contagiato.

Londra, 14 marzo 2012, ottavi di finale Champions League, partita di ritorno, Chelsea-Napoli.
Pisolo indossa orgogliosamente la maglia azzurra di Zuniga e cerca di confondersi tra i tifosi del sud ma il suo accento nordico lo tradisce.
"Scusa, ma tu di dove sei?"
"Brianza"
"Ah. E che ci fai qua?
"Tifo Napoli"
"Ah"

Zuniga sta giocando malissimo, il tifoso meridionale lancia occhiate di disapprovazione e rammarico al brianzolo.
Al termine della pessima partita, i giocatori escono dal campo distrutti e afflitti.
4 -1 una sconfitta clamorosa.
Pisolo si alza, riabbottona la giacca a vento e fa un cenno di saluto all'amico tifoso.
"Sient'amme`, quann arriv a cas', chesta magliett' bruciala"

Prossima tappa.
Stoccolma, 22 novembre 2012, Europa League, Aik Solna-Napoli.
Biglietto aereo fatto.

lunedì 10 settembre 2012

Magie e salvataggi

A tavola, Brontolo da` il via alle riflessioni sul Natale.
"Mamma, alcuni miei compagni di classe dicono che Babbo Natale non esiste ma si sbagliano perche` invece io l'ho visto. Ti ricordi quella volta, a casa degli zii? Arrivo`con la sglitta, parcheggio`nel balcone ed entro` con un sacco pesantissimo, pieno di regali. Povero zio, mentre tutto questo succedeva, lui era in bagno"
"Si`, peccato"
"Mamma, ma perche`Babbo Natale deve essere cosi`vecchio? Fa un po' pena, e`curvo, ha la voce stanca"
Gia`. Perche`?
Perche`, caro amore di mamma, tu diventi grande, vedi cose da grandi e fai domande da grandi, mentre Babbo Natale e`una storia da piccoli e allora vorrei dirti la verita` ma significherebbe ammettere che non sei piu`la mia piccolina, che e`finita la magia, che non dovro`piu`alzarmi a notte fonda per creare l'incantesimo e che al mattino, non vedro`piu` la tua faccia stupita.
No, lasciami ancora questo Natale, prometto che sara`l'ultimo:
"Purtroppo il tempo passa per tutti, anche per lui"
"Mamma, il dente!" farfuglia Cucciolo con le mani dentro la bocca
"..."
"Sta cadendo..e`caduto...eccolo! Questo vale almeno 5€!" esclama estraendo orgogliosamente il molare destro, stretto tra pollice e indice.
Si`, perche`, da quando le e`stato svelato il mistero del topolino, Cucciolo affronta la dipartita dei denti con lo stesso spirito con cui gioca una partita a Monopoli.
La decenne ha fatto affari d'oro, menomale che, ormai le sono rimasti solo i molari.
"Mamma, lo so, i topolini costruiscono le loro case con i nostri denti, ma intanto, quelli che prendono, dove li conservano?" riattacca Brontolo
E`la fine. Ha capito. Sa tutto. Adesso che rispondo?
"Li conservano in grotte che scavano apposta sotto terra, vero mamma?" recupera Cucciolo
"Verissimo!" queso salvataggio in corner mi costera` almeno 2€.

sabato 8 settembre 2012

Mamma

Che bella parola.
Cosi`ricca di significato, melodiosa, familiare, facile da dire.
Mammacanta ripensa ai giorni trascorsi cercando di insegnarla alle sue creature.
Dopo tutta la fatica fatta per partorirle, era fermamente convinta di meritare quel primo posto.
L'allenamento era costante.
Soprattutto doveva assicurarsi che non gli venisse in mente di dire prima papa`.

"mma.mma"
"aaa"
"mma.mma"
"mm"
"brava, popolotta, riprovaci. mma.mma"
"mmma"
"mma.mma"
"MMA.MMA" rispondeva, finalmente, la creatura.
Applausi, standing ovation, fiori, bis!
Mammacanta aveva raggiunto il suo scopo.

Oggi.
"Maammaaa?"
"Sii`?"
"Mi dai l'aacquaa?" ordinano mentre impasta il pane,
"Maammaaa?"
"Sii`?"
"Posso andare in baagnoo?" chiedono tanto per chiedere,
"Maammaaa"
"Sii`?"
"Ho fatto una cacca strana, vieni a vedeeree?" propongono mentre sta mangiando,
"Maammaaa"
"Dimmi"
"Vedi, e`colpa tua che non rispondi subito; ho dimenticato quello che volevo dire"
"Maammaaa"
"Che c'e`!?"
"Non so che fare"
"Maammaaa"
"Eh!"
"Non ho sonno"
www.parlandosparlando.com

Qui scatta la follia.
Mammacanta incolla i piedi al pavimento in perfetto aplomb, sente il diaframma abbassarsi, riempie i polmoni e canta.
Canta con tutta l'ansia che ha in corpo.
Canta una nota cosi`lunga e acuta da raggiungere l'ultima ottava del pianoforte e anche l'ottavo piano del palazzo accanto:
"BaaaaaaaSTaaaaaaaa"

Scommetto che l'avete sentita.

giovedì 6 settembre 2012

Il rito cinese

Mammacanta e`una donna del sud.
E`cresciuta mangiando la pasta fatta in casa di NonnoArchimede e le torte di Nonnarassegnazione, e`abituata al profumo del ragu`della domenica, adora le albicocche del Vesuvio e le uova delle galline di Vincenzo che razzolano libere e che, se vuoi fare il brodo, le devi acchiappare.
La prima volta che e`venuta a trovare Pisolo a Milano, lui ebbe la brillante idea di portarla a cena in uno dei ristoranti cinesi piu`famosi della citta`.
Mammacanta assaggio`tutto con la predisposizione di chi vuole far felice una persona cara ma finse spudoratamente quando disse:
 "Che buono, non me lo aspettavo!".
Fu una grande dimostrazione d'amore durante il pasto e un gran mal di stomaco durante la notte.
Negli anni seguenti sono andati molte volte a mangiare 'cinese'.
Hanno cercato un posto dove lo cucinassero meglio e, in effetti, tra il cibo spazzatura di McDonald's, la pizza frisbee egiziana e il kebab, e`il meno peggio.
Fatto sta che ormai e`diventato un rito propiziatorio: l'anniversario si festeggia al ristorante cinese.
Le due birbe partecipano volentieri, ormai sono abituate e rassegnate.

Ieri mattina Mammacanta e Pisolo si scambivano gli auguri e si davano appuntamento alle 19.30 per il rito.
"Dovrei farcela, lo sciopero dei mezzi pubblici terminera`alle 17 ma probabilmente il primo treno arrivera`alle 18".
Alle 17.30 pioveva a dirotto,
alle 18 Brontolo si faceva male ad un piede, tanto da non poterlo appoggiare a terra, Mammadottoressa cospargeva l'alluce di pomata all'arnica e lo copriva con del ghiaccio,
alle 19 con fatica, Mammacanta infilava a Brontolo un paio di jeans e i calzini,
alle 19.30 Pisolo telefonava dicendo che avrebbe ritardato e Mammarassegnata accendeva la tv,
alle 20.30 lo sposo arrivava, baciava la sposa, abbracciava le birbe, caricava in spalla Brontolo con una scarpa si e una scarpa no e conduceva la famiglia felice verso il suo destino.

mercoledì 5 settembre 2012

Una lunga storia d'amore

Tropea, estate del 1994, la radio trasmetteva "Serenata rap" di Jovanotti.
Lei tornava per il decimo anno consecutivo, avrebbe trascorso li`le vacanze estive.
Partendo, aveva salutato il ragazzo perfetto: fiori, cioccolatini, abbracci, parole d'amore, dediche. Troppo perfetto. Si annoiava.
Lui, invece, avrebbe dovuto partire con gli amici per le Canarie ma, all'ultimo momento, avevano cambiato meta. Si lasciava alle spalle una storia di anello e promessa di matrimonio.
Lei e Lui si incontrarono come s' incontrano tanti: ci si stringe la mano dimenticando i nomi un attimo dopo.
Stessa compagnia, stessa spiaggia ma ognuno per la sua strada.
Fu un'estate bellissima e fini`presto.
Lei guardava gli amici partire uno dopo l'altro ma sapeva che si sarebbero rivisti presto.
Si erano dati appuntamento a settembre, a Bergamo ad una festa di arrivederci.
Insieme alla sorella e alla cugina bionda (alias Durban's per lo splendido sorriso), approfitto`del passaggio dell' affascinante istruttore di tennis che tornava a casa con la sua Y10.
Attraversarono l'Italia da sud a nord, un viaggio infinito con tamponamento incluso e si presentarono alla festa.
Il giorno dopo furono ospitate a casa di Lui e li`restarono tutta la settimana.
Lei e Lui parlarono a lungo, si raccontarono del passato, della famiglia, dei sogni; risero e fecero progetti, come se si conoscessero da sempre.

Un anno dopo, settembre 1995, Lei abitava in Brianza, in una casa presa in affitto, insieme alla cugina Durban's.
Come Thelma e Louise erano partite per inseguire un sogno.
Sacrifici, pochi soldi e un lavoro precario non le avevano fermate.

Settembre 1996, fu di nuovo estate sulla stessa spiaggia.
"Ho deciso, ritorno a casa, dalla mia famiglia per riprendere da dove ho lasciato. Ho riflettuto e sono sicura, sei l'uomo giusto per me ma devo andare avanti.Tu, intanto, prendi tutto il tempo che vuoi per decidere"  gli disse ma Lui aveva gia`deciso.
Mammacanta e Pisolo si sposarono il 5 settembre del 1997.

martedì 4 settembre 2012

Sara`

Mammacanta e`la solita distratta.
Era sicura che le scuole avrebbero riaperto il 10 settembre.

"Lunedi`mattina non mi cercate perche`non mi troverete. Saro`al bar con le amiche che non vedo da quando la scuola ha chiuso".

Invece riapriranno mercoledi`.
Non che sia un dramma ma una delusione si`.
Mammacanta non vede l'ora di riprendere la sua routine invernale.
Sveglia presto, corsa al pullman, caffe`con le amiche, spesa al mercato km0, lezioni di canto e tepore sotto il piumino dopo una giornata fredda.
Magari quest'anno riesce a fare anche un po' di sport.
E con quel riesce s'intende che superi la pigrizia atavica che la contraddistingue, cosa affatto facile.

Settembre e`il mese dei progetti, quelli che le restano attaccati alle calcagna durante tutto l'anno e che inevitabilmente lo resteranno anche per l'anno successivo, quelli che, se va bene, realizza solo a meta`.
Percio`Mammacanta ha preso una decisione.
Questa volta non ne fa.
Quel che sara`sara`.

lunedì 3 settembre 2012

La carovana

Quattro adulti e quattro bambine passeggiano allegramente lungo il viale alberato.
Una signora bionda, magra, ferma sulla soglia della cartoleria, osserva la carovana avvicinarsi ed entrare.
Un rapido scambio di sguardi chiarisce le aspettative.
Panico e fiuto per gli affari contro panico e determinazione a comprare solo il necessario.
1."L'astuccio della mia squadra del cuore!"
2."Io voglio la borsetta di Trilly"
3."Bello, il diario di Cappuccetto Rosso"
4."Posso prendere la penna magica?"
"Bambine, non toccate non toccate, un attimo un attimo, si`si`,va bene va bene".
Dieci minuti di mani dappertutto, voci squillanti, richieste esagerate, cose che cadono e scuse.
La carovana esce dal negozio mentre la signora bionda torna sulla soglia.
Ogni creatura porta con orgoglio una bustina di successi appesa al polso.
Ogni adulto sorride soddisfatto del risultato ottenuto.

"Adesso che facciamo?" esultano le bambine
"Dobbiamo andare al panificio a comprare i panini per il viaggio di domani"
1."Prendiamo un pacco di tarallini?"
2."Buone le treccine con le mandorle!"
3."Voglio un po' di pane"
4."Mamma, mamma, hai visto? Ci sono le patatine dei Muppets"
"Chi ha pagato? Abbiamo pagato?" chiede Mammacanta confusa mentre esce
"Vogliamo andare a casa" risponde il coro molesto.
La confusione regna sovrana.
Le creature parlano senza pause, litigano, discutono, commentano, ridono, corrono, gridano.
I quattro adulti sono sopraffatti dal caos.
"Non sono ancora stanche" sentenzia Mammacanta
"Potremmo andare a salutare M" suggerisce NonnoArchimede, afferrando saldamente una di loro.
Il gesto viene ripetuto anche dagli altri e cosi`, in fila per due, la carovana riparte.
Purtroppo il tentativo di invasione fallisce miseramente; l'amica di nonna e`uscita.
Non resta che soccombere e riportare a casa il manipolo di creature impazzite.

venerdì 31 agosto 2012

Il senso della misura

Ha capelli neri che accarezza formando riccioli con le dita.
Ha un viso tondo con guance rosa e due occhi grandi, color nocciola che, ogni tanto, spalanca con aria sorniona.
Ha un'andatura sicura, passi piccoli e spediti; imita un portamento principesco.
Ha la musica nel sangue, soprattutto nei piedi.
E`un'adulatrice, accoglie tutti con un abbraccio.
E`alta meno di un metro ma sa come farsi rispettare.
E`la nipote ballerina, altrimenti detta Heather.

"Ciao papa`, lo sai che siamo tutti a casa dei nonni?" con quel 'tutti' intende se stessa, sua sorella, sua mamma cioe`ZiaClara, Cucciolo, Brontolo e Mammacanta. Nonni compresi siamo otto.
"Lo so"
"Dormiamo tutti qui, tu dove dormi?"
"A casa nostra, domani devo andare a lavorare" risponde ZioFester dispiaciuto
"Menomale perche`qui non c'e`piu`pazio"

giovedì 30 agosto 2012

Quattordicimilaseicentesimo

Nonnarassegnazione e NonnoArchimede compiono 40 anni di matrimonio.
40 anni di invenzioni e profumi di piatti speciali, di maglioncini scollo a V e abiti colorati, di cappelli Borsalino e capelli rossi, di scarpe comode e tacchi alti, di caccia al polpo e di nuotate a rana.
Manco a dirlo il 14600esimo giorno insieme merita una celebrazione speciale, infatti...

ore 10.00
Dopo aver ricevuto gli auguri di rito, la nonna si avvia felice verso la spiaggia.
Lungo il breve tragitto, scivola e cade.
Il bagnino la soccorre, ha un ematoma ed un taglio sul ginocchio.
Insieme ad un aitante animatore la trasporta sul lettino, le medica la ferita e le consiglia di metterci del ghiaccio.
10.20
Mammacanta e le creature raggiungono l'ombrellone e trovano Nonnarassegnazione sdraiata e dolorante. Sul ginocchio tiene una busta di plastica piena di ghiaccio che si scioglie e gocciola.
10.40
Una processione di parenti, amici e bambini si avvicenda ai piedi del lettino del ferito:
"Auguri...ma cos'ha fatto al ginocchio? Peccato, proprio oggi"
"Nonnina, ti fa male? Non ti preoccupare, passa subito" esclama consolatoria la nipote piu`piccola
"Ma il nonno dov'era mentre cadevi? Puo`dimostrare la sua innocenza?" chiede sornione ZioFester
"40 di questi giorni" verrebbe da dire ma non e`il caso.
11.00
E`necessario rifare le medicazione.
NonnoArchimede non sopporta la vista del sangue, di solito perde i sensi, percio`viene spedito in farmacia a comprare le garze di connettivina. Ritornera` con un bernoccolo sulla testa che si e`procurato entrando in auto. Ormai la simbiosi e`d'obbligo.

Nonnarassegnazione ha trascorso l'ultimo giorno di vacanza seduta, sorseggiando schweppes al limone e aperitivi analcolici, mangiando snacks e osservando il resto della famiglia fare il bagno.

lunedì 27 agosto 2012

La canoa

Appuntamento alle 18, andiamo in gelateria a mangiare una squisitezza che fa solo Ciccio sul mare.

Sono tutti emozionati ma Mammacanta ha un motivo in piu`.
Il 5 settembre lei e Pisolo festeggeranno 15anni di matrimonio ed e`esattamente sulla spiaggia di fronte alla gelateria che , il 5 settembre di 18anni fa, si sono conosciuti.
Da allora, Mammacanta non e`piu`tornata e adesso le sembra bellissimo poter condividere con le bambine l'inizio della loro storia.

Nonni, zii, amici e bambini si fermano davanti alla vetrina dei gelati.
Non ci sono molti gusti ma quelli che si vedono sembrano buonissimi.
Seguendo una ricetta che e`un segreto di famiglia, viene preparata una cialda a forma di canoa e su questa, ancora calda, vengono messi tre gusti.
Dopo qualche minuto, eccole nel piatto. Un trionfo dei sensi.
Le narici annusano il profumo dell'impasto ancora fumante, gli occhi osservano i gusti sciogliersi lentamente, la mano impugna il cucchiaino, rompe il primo pezzo e lo porta alla bocca che, finalmente, puo`fare il suo dovere.

Un piacere cosi`profondo che, nonostante gli anni trascorsi, e`rimasto intatto nei ricordi di Mammacanta.

domenica 26 agosto 2012

La solita telefonata

Succede sempre cosi`.
Nonnarassegnazione si accomoda sulla sedia.
Intanto, NonnoArchimede, da vero gentleman, prende il cellulare e si muove attento, alla ricerca del punto in cui il segnale e`piu`forte.
Quando lo trova srotola il cavo, monta l'auricolare e lo passa alla nonna che, mentre lo infila nell'orecchio, solleva le gambe poggiandole su un'altra sedia.
Un cenno di approvazione al nonno e`il segnale che puo`comporre il numero.

"Pronto, mammina?"
"..."
"Sono io, Nonnarassegnazione, come stai?"
"..."
"a.a.a.a"
"..."
"e.e.e"
"..."
"mmm"
"..."
"ah, si`"
"..."
"a.a"
"..."
"a.a"
"..."
"vabbe`-vabbene"
"..."
"e.e"
"..."
"vabbe`"
"..."
"cia`-ciao"
"..."
"cia`"

Fatto.
Di fronte all' incredulita`generale, Nonnarassegnazione sfila l'auricolare e, con disinvoltura, lo riconsegna al nonno che lo riavvolge e rimette tutto a posto.
Non e`chiaro se, almeno lui, abbia capito qualcosa. Nessuno fa domande. Di certo Bisnonna sta bene.

sabato 25 agosto 2012

Storie di muscoli

Zio Fester, marito di Zia Clara, nonche`cognato di Mammacanta e`un lavoratore indefesso, amante della musica e dello sport; per tenersi in forma frequenta assiduamente la palestra.
Per loro, lui e`il cliente dell'alba, quello che arriva in tuta ed esce in giacca e cravatta; una trasformazione tipo quella di Superman in Clark Kent.

"Il mio Zio Fester e`bellissimo" tiene a precisare Zia Clara da quando si sono conosciuti, ormai 20anni fa.

Per non deludere le aspettative, e`arrivato al mare in forma smagliante, guadagnando il trofeo del papa`piu`muscoloso della baia.
Tutto sotto controlllo, fino a ieri, quando...un omaccione nerboruto, testa pelata, faccia cattiva, camminata tipo 'vedete di fare quello che vi dico', si e`presentato sulla battigia esibendo pose da star del body building.
I villeggianti sono rimasti attoniti, i ragazzi sono stati assaliti dallo sconforto, i bambini hanno cercato consolazione tra le braccia delle mamme, Cucciolo, Brontolo, nonni, amici e figli degli amici hanno lanciato un'occhiata di stupore all'essere erculeo ed una consolatoria allo Zio Fester.
Lui: " Avete visto quello?"
"Chi? Quello con i pettorali di Hulk, le braccia di He man e le spalle di Wolverine? Si`lo abbiamo visto!!"

venerdì 24 agosto 2012

La Baia delle mamme

In questo villaggio s' incontrano molte mamme.
Spingono passeggini carichi, accudiscono piccole pesti, cantano ninnananne a tutte le ore.
Mammacanta, dopo aver superato quei momenti pazzeschi, e` in uno stato di passaggio, nella fase della quiete prima della tempesta dell'adolescenza.
Da questo stato inaspettato, osserva; questo e`quello che vede.

Mamme sudate sulla battigia e papa`sudati in palestra;
mamme che cambiano costumini bagnati e papa`che cambiano campo da gioco;
mamme impegnate in estenuanti sfide contro la corrente per trascinare affollati bolidi galleggianti e papa`impegnati in estenuanti sfide a ping pong.
A dire il vero ogni tanto incontra anche dei papa`intenti a spingere passeggini occupati da piccoli puliti, cambiati, sfamati ma assonnati.

Mammacanta pensa che molte mamme concedono tanta liberta`ai padri ma non ne prendono un po' per se`.

giovedì 23 agosto 2012

Domande difficili

Due giorni fa, Brontolo in aereo

"Mamma, mamma, stiamo volando sopra le nuvole!"
"Si`amore, guarda, da qui le case sembrano minuscole"
"Ma, puo`succedere che incrociamo un uccello e lo spelliamo tutto?"
"..."
"Poveri uccelli. Quanto e`lungo lo scivolo giallo?"
"Abbastanza, dato che deve arrivare fino all'acqua"
"Wow! Da quassu`fino a li`, allora e`lunghissimo!"
"No, serve in caso di ammaraggio"
"Ah...ma che vuol dire?"
Per favore, c'e uno psicologo a bordo? Dovrei spiegare a mia figlia che cos'e`un ammaraggio.
Dovrei dirle, cioe`, che l'aereo potrebbe guastarsi ed essere costretto ad atterrare dove capita; per esempio in mezzo al mare.
Che potremmo dover indossare un salvagente ed utilizzare una delle uscite di emergenza per metterci in salvo. Vorrei anche, gia`che ci sono, chiedere agli assistenti di volo, cosa succede dopo aver raggiunto lo scivolo ed aver gonfiato 'il salvagene posto sotto la nostra poltrona', perche`e`sicuramente la domanda successiva che mi fara`mia figlia.
"Buongiorno. Gradite da bere?"
"Buongiorno. Sarebbe fantastico se poteste offrirmi qualcosa di alcolico ma mi accontento anche di un caffe`. Grazie".

Adesso lo so. Preferisco le domande sul sesso.

mercoledì 22 agosto 2012

Stancarsi per meritare riposo

Domenica
Mammacanta riapre la porta della stanza in fondo e con coraggio e ottimismo si mette a svuotare le valigie. Dentro ci sono due settimane di vita spensierata e una montagna di panni che vengono diligentemente divisi per colore, invadono la casa e riducono Mammacanta in schiavitu`.

Lunedi`
La famigliafelice si ributta nella chiassosa routine quotidiana affrontando un percorso a tappe simbolo di un'esistenza spregiudicata e dissoluta:
Decathlon-Rossopomodoro-Ikea.

Martedi`
Sveglia presto e corsa in Comune, bisogna rifare le carte d'identita`, sono scadute tutte a luglio. Mammacanta sperava di utilizzare il suo passaporto ma non si puo`, adesso i minori devono averne uno proprio.
Nel pomeriggio la stanza in fondo e`affollatissima. Si riempiono ancora valigie.
"La signora Mammacanta e`desiderata alla cassa - dice Brontolo parlando nel diffusore del fon - non ti sembra un microfono?"
"Si`ma adesso posalo"
"Mamma, mamma, guarda, beeellee. Queste scarpe con il tacco sono tue, me le regali?" esclama Cucciolo
Tu, piccolo essere a cui ho cambiato pannolini, cantato ninnananne, preparato sbobbe di ogni colore. Fino a ieri giocavi con le bambole, dovevi essere vestita e pettinata perche`non eri in grado di farlo da sola. Oggi, puzzi ancora di latte e vorresti le scarpe col tacco?
"No"
"Pace e bene" replica Brontolo con le mani giunte e la coppa del reggiseno, in testa.

Da quando e`tornata a casa, Mammaschiava ha lavato, stirato, messo a posto e pulito, recuperando i 15 giorni di assenza e lavorando in anticipo per i prossimi 15.

Adesso si trova a Capo Vaticano con Cucciolo, Brontolo, nonni, zii, cugine, amici e figli degli amici e
nessuno riesce piu` a schiodarla da quel piccolo scoglio in mezzo alla laguna.

domenica 19 agosto 2012

Domani e`un altro giorno

La famiglia felice sosta davanti al cancello elettronico dei box mostrando gia` evidenti segni della sindrome depressiva post ferie.
Sguardi affranti e demotivati fissano i tappetini dell'auto.
Silenzio.
Pisolo parcheggia in mezzo al corridoio di passaggio:
"La metto dove mi pare, tanto, oggi qui non c'e`nessuno!"
Brontolo scende sconsolata, abbraccia la sua papera e Mammacanta, e si avvia verso la porta di casa.
Cucciolo vince il dispiacere stilando l'elenco di tutte le cose che vorrebbe fare l'anno prossimo.

La casa e`intatta.
Ne` calamita`naturali ne` incauti ladri ne` vicini impazziti hanno osato profanarla.
In compenso, il piccolo fazzoletto di giardino si e`trasformato in una foresta.

Mammacanta sistema le valigie nella stanza in fondo e chiude la porta, 'Dopotutto, domani e`un altro giorno'.

venerdì 17 agosto 2012

Ciao (quasi) a tutti

E`arrivato il momento di tornare a casa.
Piove.
La famiglia oggi non e`molto felice.
Brontolo negli ultimi giorni e`stata risucchiata dal vortice degli inebetiti innamorati del neonato famoso, lo ha seguito ovunque ed ora piange in silenzio.
Cucciolo fa il giro del maso per salutare,
raccoglie i complimenti di chi l'ha sentita esercitarsi con il sax e da a tutti appuntamento all'anno prossimo, per il concerto del secolo.
Pisolo e`impegnato con il rituale della partenza:
chiudere e gettare sacchetti di rifiuti.
Ha iniziato alle 11, smettera`solo prima di salire in macchina, cioe`alle 15.
Creamy ha capito tutto, entra ed esce dal trasportino in attesa che qualcuno la riporti a casa.
Mammacanta sistema le ultime cose e mette tutto in valigia, anche quello che andrebbe buttato, perche`non trova la spazzatura.
E`stata bene qui.
Ha dormito, letto, mangiato, ha visto uno scoiattolo, un concerto blues e vari spettacoli teatrali.
Ha preso il sole in pantaloncini e canottiera e si vede, perche`ha la pancia e il sedere bianchi.
Si consola guardando Pisolo che e`nerissimo fino alla caviglia perche`ha tolto le scarpe solo di notte.

Arrivederci,
arrivederci ai nonni del piano di sopra,
a Mattia e famiglia,
alla coppia con neonato famoso,
agli anziani proprietari,
a fisico asciutto, alla moglie che divora km e ai figli uno e due.

"Che dite creature, abbiamo salutato tutti?"
"Mancano i francesi ma se facciamo piano non ci sentono"

giovedì 16 agosto 2012

Il vuoto sotto i piedi

"Bisogna prendere la funivia pero`si mangia benissimo" dice il nonno del piano di sopra.
Quale oscuro motivo spinge operosi cittadini in vacanza ad andare a mangiare in posti sperduti e quasi irraggiungibili?
Deve trattarsi di un istinto atavico, perche`eccola la`, la funivia, 70% di pendenza; un ascensore sospeso nel vuoto.
600m in tre minuti tra le raffiche di vento.
Si`ma, ci saranno gia`salite centinaia di persone. Non saro`la prima ne`l'ultima. Se puo`salirci il neonato famoso, posso farlo anch'io.
Pisolo e il nonno di sopra sono pronti a percorrere a piedi il sentiero che conduce alla cima.
Mammacanta saluta sospirando, come fosse un addio, prende per mano le bambine e si dirige verso la cabina del panico.
Entrano.
Le porte si chiudono, il mezzo parte e partono anche i film-pensieri:
1. l'ascensore si sgancia, precipita, Mammacanta abbraccia le bambine per proteggerle dall'impatto, ma muoiono tutti
2. tg1, tragico incidente per una famiglia in vacanza in Trentino, si spezza il cavo della funivia, muoiono la madre e le due bambine, salvo per miracolo il padre che non e` salito
3. il mezzo si blocca a meta`del percorso, resta sospeso nel vuoto, dondolato dal vento, per diverse ore.
Al ritorno c'e`anche Pisolo.
Mammacanta chiude gli occhi:
la cabina trasporta 7 persone in ogni giro, se percorre la tratta in tre minuti, quanta gente raggiunge la cima del monte in 8 ore?
"Adesso posso dirtelo - dice Pisolo scendendo dal mezzo - e`sicuramente la peggiore funivia che abbia mai visto!"

martedì 14 agosto 2012

L'enigmatica famiglia francese

Questa mattina, quando sono scese in giardino, Cucciolo e Brontolo hanno trovato una brutta sorpresa.
Accanto alla capanna che avevano costruito insieme ai bambini francesi, c'erano una croce ed una lapide:
"Qui giacciono, morte, Cucciolo e Brontolo"
Mammacanta ha strabuzzato gli occhi e ha riletto piu`volte la scritta.
Nei successivi dieci secondi ha valutato la situazione:
1.la famiglia felice trascorre le sue vacanze in questo maso da tre anni, i bambini francesi ci sono sempre stati, hanno sempre osteggiato le creature e i genitori hanno sempre finto di non vedere;
2. Mammacanta e`stanca di subire la maleducazione e l'indifferenza di queste persone;
3. i bambini vanno lasciati liberi di giocare e litigare e fare pace ma sono necessari dei limiti, limiti di buon senso e rispetto reciproco.
Mammacanta sequestra croce e lapide ed avverte i bambini che riportera` l'accaduto ai genitori.

"Ho trovato questa lapide e mi sono permessa di dire ai tuoi figli che te l'avrei sottoposta" dice Mammacanta sicura e sorridente al padre
"Io non intendo rimproverare i miei figli per questa sciocchezza, lascio che risolvano da soli i loro problemi" risponde il genitore menefreghista
"Hai ragione, ma converrai che non e`un confronto equo dato che tuo figlio ha 13 anni ed e`piu`grande delle mie" dice Mammacanta previdente, pensando che gli suonerebbe volentieri la croce in testa
"Beh, io non mi permetterei mai di sgridare le tue bambine" risponde il padre scontato
"Non sono d'accordo. In questa situazione loro subiscono ma ti autorizzo ad intervenire nel caso ti accorgessi che si comportano male e ovviamente, mi ritengo autorizzata ad intervenire nei confronti dei tuoi, qualora dovessi mancare tu" dice Mammacanta con anni di esperienza ai giardini pubblici e con la croce ancora in mano.
Una madre dovrebbe chiedersi perche`il proprio figlio tredicenne trova nella morte altrui la soluzione dei suoi problemi o almeno, perche`trascorra la notte a fare croci e lapidi.

I ragazzini hanno trovato un accordo e il pomeriggio e`passato in pace ma Mammacanta attende rappresaglie.

lunedì 13 agosto 2012

Pigre intenzioni

Mammacanta e`andata sul terrazzo, si e`seduta in un angolino assolato, ha sollevato le gambe poggiandole su una sedia, ha guardato il bosco di fronte, gli alberelli di mele carichi di piccoli frutti rossi, il prato verde.
Ha annusato l'aria e fatto un sospiro di quelli che riempiono i polmoni fino a colmarli.
Ha aperto il suo libro e ha iniziato a leggere, concentratissima, immersa nella storia fino al collo.
"Buongiorno. Come sta il piccolino? E`suo vero?"
"No. Io...nessun piccolino. Ho due femmine che non sono piu`tanto piccole"
"Ah, scusi, mi sono sbagliata, il fatto e`che lei sembra cosi`giovane, allora ho pensato, ma mi sono sbagliata"
Un altro sospiro e la lettura puo`continuare.
Dove ero arrivata? Ah, ecco.
Si sentono i passi di qualcuno, sono i proprietari della palazzina.
Prendono un paio di sedie e vanno ad accomodarsi di fronte a Mammacanta.
"Buongiorno, tutto bene? Ha visto che e`arrivata una coppia con un neonato?"
"Si`, li ho visti passare ieri sera"
"Buongiorno" esclama il nonno dell'ultimo piano
"Buongiorno" risponde Mammacanta archiviando definitivamente il libro
"Ha visto la coppia con il bambino che e`arrivata ieri sera? Sono amici di mio figlio Mattia"
Ed eccoli, finalmente, Mattia con moglie e figli, seguiti dall'ormai  coppia famosa.
Il bambino e` stato il tema delle tre ore successive.
Cacca, puzze, nanna, pappa, notti insonni, fame, puccipucci, ninnininni.
I neonati possono trasformare un adulto in un ebete senza scampo.

venerdì 10 agosto 2012

Le mutande della vergogna

Nella palazzina dove la famiglia felice sta trascorrendo le vacanze, c'e`un locale lavanderia, comune a tutti gli inquilini.
Da una porta situata nell'atrio, si accede all'oscura rimessa degli attrezzi che in passato ospitava la stalla. Un posto buio, umido e freddo; una grotta.
Li`c'e` un'altra porta attraverso la quale si entra in una stanza con il pavimento di linoleum beige, si passa davanti ad una grossa e rumorosa caldaia e finalmente si raggiunge la lavatrice.
Un vero e proprio labirinto, in cui Mammacanta, che ha paura del buio, non va volentieri.
Percio`riempie soddisfatta la sacca dei panni sporchi e la consegna a Pisolo con relative istruzioni circa temperatura di lavaggio e quantita`di detersivo adatta.
Pisolo esegue diligentemente e dopo un paio d'ore i panni sono puliti.
"Come facciamo con le mutande? Io non intendo stenderle su quei fili in mezzo al giardino, da li`puo` vederle chiunque"
"Perche`, che male c'e`? Tutti usano le mutande. Le mie non hanno nulla di strano"
"No, non posso. Io mi vergogno. Non potrei piu`guardarli in faccia sapendo che pensano a cosa indosso sotto i vestiti"
"Alla gente non importa niente, credimi"
Dopo un'animata discussione, Mammacanta e Pisolo trovano un accordo.
Pisolo propone:
tre fili,
su quelli esterni lenzuola e magliette,
su quello centrale gli slip delle creature e i suoi, ben nascosti.
"Maaammaaaa, che ci fanno le tue mutande appese all'armadio?! Che schifo!"