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giovedì 7 giugno 2012

Come un vulcano

"Buongiorno, sono il bidello della scuola"
"Si?"
"La chiamo per dirle che sua figlia è qui con me"
"ah"
"Voglio rassicurarla. Non è successo niente"
"..."
"No, le ripeto che non è successo niente. Sua figlia sta bene. Non si preoccupi"
"..."    (oddio, è caduta e le si è rotto un braccio, una gamba, si è ferita alla testa; sarà svenuta? avrà mangiato qualcosa che le ha fatto male? shock anafilattico?)

In 5 secondi ho pensato alle cose più orribili che avrebbero potuto capitarle.
Il cuore ha iniziato a battere disperatamente, il sangue è arrivato alla testa.
Le mani sudate e tremanti, il fiato corto.

"Gliela passo"
"..." (non l'hanno portata all'ospedale!)
"Mamma"
"Si, amore" (povero tesoro)
"Ha detto G che sua mamma mi ha invitata a far merenda a casa sua"
"..."
"Puoi chiamarla e chiederle se è vero?"


Quando ho messo giù la cornetta, una coltre di fumo ha avvolto casa mia, come la nube di cenere avvolse Pompei durante l'eruzione del Vesuvio nel 79 d.c.
Sto ancora spazzando il pavimento dalla cenere!

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