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venerdì 10 agosto 2012

Le mutande della vergogna

Nella palazzina dove la famiglia felice sta trascorrendo le vacanze, c'e`un locale lavanderia, comune a tutti gli inquilini.
Da una porta situata nell'atrio, si accede all'oscura rimessa degli attrezzi che in passato ospitava la stalla. Un posto buio, umido e freddo; una grotta.
Li`c'e` un'altra porta attraverso la quale si entra in una stanza con il pavimento di linoleum beige, si passa davanti ad una grossa e rumorosa caldaia e finalmente si raggiunge la lavatrice.
Un vero e proprio labirinto, in cui Mammacanta, che ha paura del buio, non va volentieri.
Percio`riempie soddisfatta la sacca dei panni sporchi e la consegna a Pisolo con relative istruzioni circa temperatura di lavaggio e quantita`di detersivo adatta.
Pisolo esegue diligentemente e dopo un paio d'ore i panni sono puliti.
"Come facciamo con le mutande? Io non intendo stenderle su quei fili in mezzo al giardino, da li`puo` vederle chiunque"
"Perche`, che male c'e`? Tutti usano le mutande. Le mie non hanno nulla di strano"
"No, non posso. Io mi vergogno. Non potrei piu`guardarli in faccia sapendo che pensano a cosa indosso sotto i vestiti"
"Alla gente non importa niente, credimi"
Dopo un'animata discussione, Mammacanta e Pisolo trovano un accordo.
Pisolo propone:
tre fili,
su quelli esterni lenzuola e magliette,
su quello centrale gli slip delle creature e i suoi, ben nascosti.
"Maaammaaaa, che ci fanno le tue mutande appese all'armadio?! Che schifo!"

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