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sabato 8 settembre 2012

Mamma

Che bella parola.
Cosi`ricca di significato, melodiosa, familiare, facile da dire.
Mammacanta ripensa ai giorni trascorsi cercando di insegnarla alle sue creature.
Dopo tutta la fatica fatta per partorirle, era fermamente convinta di meritare quel primo posto.
L'allenamento era costante.
Soprattutto doveva assicurarsi che non gli venisse in mente di dire prima papa`.

"mma.mma"
"aaa"
"mma.mma"
"mm"
"brava, popolotta, riprovaci. mma.mma"
"mmma"
"mma.mma"
"MMA.MMA" rispondeva, finalmente, la creatura.
Applausi, standing ovation, fiori, bis!
Mammacanta aveva raggiunto il suo scopo.

Oggi.
"Maammaaa?"
"Sii`?"
"Mi dai l'aacquaa?" ordinano mentre impasta il pane,
"Maammaaa?"
"Sii`?"
"Posso andare in baagnoo?" chiedono tanto per chiedere,
"Maammaaa"
"Sii`?"
"Ho fatto una cacca strana, vieni a vedeeree?" propongono mentre sta mangiando,
"Maammaaa"
"Dimmi"
"Vedi, e`colpa tua che non rispondi subito; ho dimenticato quello che volevo dire"
"Maammaaa"
"Che c'e`!?"
"Non so che fare"
"Maammaaa"
"Eh!"
"Non ho sonno"
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Qui scatta la follia.
Mammacanta incolla i piedi al pavimento in perfetto aplomb, sente il diaframma abbassarsi, riempie i polmoni e canta.
Canta con tutta l'ansia che ha in corpo.
Canta una nota cosi`lunga e acuta da raggiungere l'ultima ottava del pianoforte e anche l'ottavo piano del palazzo accanto:
"BaaaaaaaSTaaaaaaaa"

Scommetto che l'avete sentita.

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