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mercoledì 10 ottobre 2012

Calcio femminile

Brontolo vorrebbe frequentare un corso di calcio ma Mammacanta ha qualche perplessita`.
E` tormentata dall'immagine della sua bambina che corre dietro ad un pallone, in un campo enorme, al freddo o sotto la pioggia. Pensa che, in una squadra mista, non sarebbe risparmiata dai falli tipici di questo sport e le sembra di vederla, fra qualche anno: una ragazzina poco aggraziata, con cosce muscolose e polpacci torniti.
Lo scorso anno, sperando che con una prova, avrebbe cambiato idea, Mammacanta l'ha iscritta ad un corso di calcetto.
Quella ne e`uscita ancora piu`convinta e lei ancora piu`confusa, dopo averla guardata mentre correva con il pallone tra i piedi, superava tutti e tirava dritto in porta.
Gool, gridavano i compagni, anche se poi, mangiavano il limone perche`"lei e`una femmina".
Brontolo e` sicura della sua scelta come degli altri atteggiamenti anticonvenzionali tipici del suo carattere.
Ad esempio, per via dei capelli corti, la gente crede sia un maschio e raramente qualcuno le fa dei complimenti. Le piacciono gli abitini colorati ma preferisce indossare i pantaloni, che ritiene molto piu` comodi.
Sembra che l'opinione degli altri, sul suo aspetto, non le interessi.
Mammacanta e`contenta dell'autostima di Brontolo ma resta molto indecisa, allora cerca di convincerla a provare un altro sport, cercando di rivedere nei suoi occhi quella stessa grinta che mostra quando insegue il pallone.
Quindi, dopo aver provato e scartato arti marziali, tennis e basket, restano ancora atletica e scherma, a cui si aggiungono un corso di disegno oppure di teatro oppure qualche lezione di musica.
Mammacanta si informa, appunta giorni ed orari, corre a destra e a manca, cerca di incastrare tutto e finisce sul campo di atletica nel giorno sbagliato, al corso di disegno mezz'ora dopo e si perde nei vicoli e nelle traverse brianzole perche`non ha il minimo senso dell'orientamento.

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