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giovedì 31 maggio 2012

Saluti


Ultimo giorno dei nonni con noi.
Alle partenze non ci si abitua mai.

Nonna elenca le cose che dovrà fare appena arrivata a casa e dà un ultima controllata al frigorifero:  "Ho lasciato il sugo pronto per domani, c'è un po' di prosciutto cotto; per le bambine non vi dovete preoccupare".
Inutile ricordarle che, per ragioni superiori alla nostra volontà, io e zia Clara abbiamo imparato pure a cucinare.
Il nonno, detto anche "aggiuzza tutto", controlla di aver eseguito i lavoretti necessari.
Menomale che ci pensa lui!

A ora di pranzo, ci ritroviamo intorno al tavolo, genitori e figlie, mentre le bambine sono a scuola e i mariti in ufficio. E' il momento delle riflessioni finali.
Come se fosse l'ultimo viaggio, nonno Archimede ci ricorda le sue volontà ma questa volta c'è una novità.
"Ho deciso, quando sarà il mio momento, vorrei essere cremato"
"uuuu, eccolo, ricomincia"
"Perchè? Che c'è di male?!"
zia Clara: "Mi fa piacere che ti sei convinto. Anch'io vorrei essere cremata, poi, delle mie ceneri, fatene quello che volete. Buone queste zucchine."
"Non esagerare, non potremmo buttarle nel gabinetto!"
"Andrebbe bene anche quello. Il mio dramma finisce prima, quando la persona a cui voglio bene chiude gli occhi per sempre. Le ceneri non mi servono"
Nonno: "Però, tu, le mie ceneri non le butti nel gabinetto, vero?"
nonnarassegnazione: "Non ho capito. Perchè dobbiamo morire proprio mentre sto mangiando il capocollo? La vita è così, c'è un inizio e una fine. Tutto è prepararsi. Scusa, mi passeresti il pane?"
Nonnarassegnazione è abilissima a cambiare argomento.

Arriva il momento dei saluti e la frase che ripetiamo più spesso è: "Tranquilli, ci rivedremo fra un paio di mesi".
Quelle che fanno più fatica ad ingoiare il dispiacere sono Cucciolo e nonnarassegnazione.
Inizia Cucciolo con una serie infinita di baci ed abbracci: "aspetta, ancora un bacio a nonno, poi uno a nonna, ancora un abbraccio poi vi lascio andare", finchè partono le lacrime.
"Ciao nonna, scusa se ti ho fatto piangere".

I nonni tornano a casa ed è compito di mammacanta cercare un argomento alternativo, magari divertente, che distragga la famiglia per qualche ora.

Ed eccoci, di nuovo, alla vita di tutti i giorni:
Pisolo e zio Fester si rimettono a dieta, le bambine ritornano ai loro compiti e amici e 
mammacanta e zia Clara organizzano il prossimo viaggio verso la città d'origine.

mercoledì 30 maggio 2012

EMERGENZA TERREMOTO IN EMILIA. Potete donare 2 euro con un sms al 45500

Qua e là

Parentele.
Brontolo: "Mamma, voglio chiederti una cosa"
"Dimmi"
"Quando zia Clara sarà vecchia diventerà mia nonna?"
"..."

 A tavola.
"Cucciolo assaggia queste melanzane, sono buonissime"
"Sì, sono proprio buone. Mamma, lo sapevi che i re, prima di mangiare, facevano assaggiare ad uno schiavo il cibo destinato a loro?"
"Sai anche perchè?"
"Certo! Perchè poteva essere avvelenato"
Brontolo: "E' vero. Questo fatto lo so anch'io. Lo facevano assaggiare ai gustativi"
"..."

All'arrivo dall' uscita didattica, Brontolo ha un muso lungo così.
"E' stata la gita più brutta che abbia mai fatto!"
"Come mai?"
"C'erano gli agnellini. I miei compagni li hanno rincorsi fino a terrorizzarli, così non ho potuto accarezzarne nemmeno uno. Mi sono messa a piangere perchè ero spaventata per loro"
"Peccato. E poi?"
"Poi, volevo coccolare i coniglietti ma un bambino ne ha fatto cadere uno che si è messo a tremare dalla paura e così non abbiamo potuto più prenderli in braccio"
"Vedrai, la prossima volta andrà meglio"
"Non ho finito!"
"..."
"Quando sono andata a prendere lo zaino per mangiare la mereda, la mia era sparita e c'era un bambino che ne aveva una uguale, si leccava le dita e mi guardava soddisfatto"
"E' vero, è stata la gita peggiore che tu abbia mai fatto!"

Al bar.
"Ragazze oggi tocca a me"
M: "Guarda, sto già pagando io, tu potrai pagare la prossima volta"
F: "Sicure che non tocca a me oggi?"
"Insisto, pago io. Per favore, Livio mi dica quanto le devo"
"3.50€"
"......ok, pagate voi, ho dimenticato il portafoglio!"


lunedì 28 maggio 2012

Elementi climatici

Ho sempre creduto che la temperatura fosse un fatto oggettivo, non è così.
In casa mia ognuno ne ha una percezione personale.
23°.
Cucciolo, accaldata e insofferente:
"Mamma, sto soffrendo! Posso mettere i pantaloncini corti e una maglietta senza maniche? Ti prego!"
"Amore, io non ho così caldo, però se stai tanto male, fa' pure"
Brontolo stringe le spalle abbracciandosi ed esclama:
"Ho freddo, posso mettere la giacca di pile?"
"Di pile?! Una felpa leggera non è sufficiente?"
"No! Vedi mi battono i denti"
"Se proprio non resisti"
Pisolo: "Quando fa caldo, in questa casa, danno tutti i numeri, anche la tv".

Come dargli torto! Quando la temperatura supera i 22° la tv impazzisce, sembra posseduta da un poltergeist.
Nel cuore della notte.
"Pisolo, senti? C'è qualcuno. Oddio che facciamo?"
"Vado a vedere. Tu resta qui e chiama il 113"
Gli è bastato affacciarsi alla porta della sala per scoprire che era solo una puntata del "tenente Colombo!"
Seduti sul divano, guardiamo un episodio di Report, sul più bello si spegne, riaccendi, si rispegne. Riaccendi spazientito, parte la sintonizzazione dei canali.. almeno 10 minuti di passione.
Credi di guardare l'intervento di Crozza a Ballarò? Ti sbagli; zapping!
Ormai, anche le bambine si sono rassegnate a guardare il cartone preferito con, al centro del monitor, la finestra del menù che riappare ogni quindici minuti.
Ieri abbiamo toccato il fondo.
"Pisolo, perchè hai chiuso le tende? Ti dispiace se faccio passare un raggio di sole?"
"No, ferma! Altrimenti sale la temperatura e non posso guardare la formula 1!"


sabato 26 maggio 2012

La pettinatura


Avete presente quelle mattine in cui ci si sveglia con la sensazione di aver trascorso la notte scalando una montagna?
Ecco, ieri è stata una di quelle giornate.
Occhi spenti e relative occhiaie. Gambe stanche e doloranti. Capelli crespi e disordinati.
Davanti a me, riflessa nello specchio c'era Medusa, il mostro della mitologia greca.
Armata di santa pazienza, ho dato inizio al restauro.
Per gli occhi un impacco freddo di camomilla, per le gambe un bel massaggino e per i capelli?
Non volevano saperne di stare in ordine.
"Uffa, adesso sai che faccio? Un bel raccolto tipo Audrey Hepburn!"
Ed eccolo qui, perfetto! Sono uscita, contenta del risultato ottenuto.
Al bar.
F: "Ehi, hai raccolto i capelli? Che novità"
M: "Dove devi andare così elegante?"
"In nessun posto. Stamattina dovevo sconfiggere il mostro che è in me"
(non sono convinta che gli piaccia ma di sicuro si nota)
Intanto la signora del tavolo accanto ci osservava.
Al panificio.
"Buongiorno, come stai bene con questa pettinatura, complimenti!"
"Grazie" (devo pettinarmi così più spesso)
Alla cassa del supermercato.
"Come stai bene, dovresti farla sempre questa pettinatura"
A casa.
Zia Clara rivolgendosi a Pisolo:
"Allora, ne vogliamo parlare, che pensi della pettinatura di tua moglie?"
Pisolo: "Parliamone; le ho già detto che a me non piace assolutamente"
zia Clara: "Secondo me la invecchia"
Pisolo: "Infatti, è la stessa cosa che penso io"
"... mi hanno fatto un sacco di complimenti!"
zia Clara: "Ti ricordi come diceva nonna?  Nessuno ti dice lavati la faccia che sei più bella di me"

Questa mattina ho rivisto la signora del bar.
"Ieri era bellissima con quella acconciatura, le stava veramente bene!"
"..."

venerdì 25 maggio 2012

Rassicurazioni

Voglio rassicurare tutti.
Ieri l'autista del pullman, evidentemente più sveglio di me, si è accorto di quello che stava accadendo, ha fermato il mezzo e ha aspettato che recuperassi le chiavi.
Conclusione: per quelli come me, che hanno sempre la testa fra le nuvole, esistono quelli come il suddetto autista, a cui non sfugge nulla. Li considero la mia ancora di salvezza. Li attraggo come una calamita e me ne circondo.
Mi spiego meglio.

Pisolo è un perfezionista, metodico, ordinatissimo.
Letto il post, ha telefonato allarmato, aggiungendo che sono incorreggibile.
Zio Fester (marito di zia Clara) è uno di quelli a cui viene bene tutto, qualunque cosa faccia, senza grossi sforzi. Ha commentato l'accaduto con Pisolo ed ha convenuto con lui che il giorno delle nozze, dai nostri genitori, hanno entrambi ricevuto un "pacco". Lui un modello rotto, l'altro un modello difettoso.
Zia Clara ha una memoria notevole, ricorda ancora le canzoncine che cantavamo a scuola da bambine.
Mentre ascoltava i commenti dei rispettivi mariti, ha piegato la bocca da un lato, ha scosso la testa e ha aggiunto: "Sei incredibile".
Machu Picchu (la mia amica peruviana) è talmente organizzata da organizzare anche me.
Mentre il fatto accadeva era lì e mi guardava incredula prima di scoppiare in una risata fragorosa.

Insomma, chissà, forse io per loro rappresento una via di scampo, un modo per rilassarsi o forse, semplicemente, lo stimolo a continuare ad essere come sono!
Fatto sta che raccontargli delle mie "smemoratezze" è troppo divertente.

giovedì 24 maggio 2012

Il risveglio

Il primo ad alzarsi è Pisolo.
Lui non lo sa, ma io lo sento mentre prepara la sua colazione, sento l'odore del caffè e aspetto con ansia che me ne porti una tazzina a letto.
Penserete che sono una viziata. Ebbene lo sono, mi ha abituata così mio padre, potete dare la colpa a lui!
Considero questo gesto una notevole dimostrazione di affetto e aggiungerei che, se non fosse per quel caffè, io potrei restare a dormire per altre otto ore.
La caffeina fa effetto dopo circa 20 minuti e la mia giornata comincia, ma il dramma è dietro l'angolo: svegliare le bambine.
All'inizio erano coccole, bacini e carezze inefficaci, poi sono diventate urla, minacce e punizioni altrettanto inutili.
Finchè, recentemente, ho scoperto Star Trek.
Accendo la tv e:
"Ragazze svegliatevi, è iniziata la puntata di Star Trek!"
Dopo questo richiamo infallibile, con rapidità inaspettata, le mie figlie si alzano dal letto, prendono la "copertina" e di corsa si lanciano sul divano. Probabilmente, solo un terremoto avrebbe lo stesso risultato.
"Per favore, adesso, cominciate a prepararvi, altrimenti spengo"
In men che non si dica sono vestite. La puntata finisce giusto in tempo perchè possano fare colazione con calma, lavarsi i denti e la faccia, mettere la giacca ed uscire.
Le guardo con soddisfazione, mentre attraversano la soglia di casa, sorridenti e di buon umore.
Così la giornata inizia bene anche per me che, dopo averle accompagnate alla fermata dello scuolabus, me ne ritorno a casa serena e fiera, come se avessi vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi.

Questa mattina però.....
Mentre aspettavamo lo scuolabus, ero intenta a regolare le bretelle dello zaino di Brontolo.
"Cucciolo, per favore, potresti mantenere le chiavi di casa?"
"Certo mamma"
"Ecco fatto, metti lo zaino in spalla e sali sul pullman"
Cucciolo era già salita e stava per sedersi sembrava tutto normale ma io avevo una strana sensazione. Mi mancava qualcosa.
"Le chiavi! Cucciolo! Le chiavi"

Ecco, lei ha sicuramente preso da me, insieme siamo un disastro.

mercoledì 23 maggio 2012

Dottoressa


Oggi vi presento mia sorella, alias zia Clara.

Le abbiamo dato questo soprannome perchè, durante gli ultimi 10 anni, per cause differenti, ha trascorso diversi periodi immobile nel letto.
Per fortuna, niente di irreparabile, ma potrei definirla, senza dubbio, una paziente esperta della sala operatoria.
Zia Clara ha anche un altro soprannome che utilizziamo ad hoc quando abbiamo bisogno di un parere tecnico farmaceutico: dottoressa.

Un esempio di conversazione con nonnarassegnazione.

"Sono andata in erboristeria, ho comprato degli integratori"
"Mmm..fammi vedere. Il foglietto illustrativo, ovviamente, non c'è. Ci sarà scritto da qualche parte che cosa c'è qui dentro e come lo devi assumere?"
"La signorina mi ha detto di prendere due pastiglie al giorno dopo i pasti"
"Due contemporaneamente!?"
"Credo, ... qui c'è scritto due capsule al giorno, prese con un po' d'acqua, preferibilmente dopo i pasti"
"Allora; io sostengo che lì non c'è scritto che vanno prese insieme, detto questo, tu, per me, puoi prendertele come vuoi"
"... Ho preso anche una crema idratante, dovrebbe servire per la couperose, c'è anche la protezione solare"
"Ci sarà del mirtillo..protezione 20!?...Tu devi usare la totale!"
"..."
"Ma perchè non mi hai chiamata prima di andare? Ti avrei accompagnata!"

Dottoressa docet:

Prima di comprare un prodotto bisogna assicurarsi che siano indicate tutte le sostanze contenute e la quantità di ognuna. In farmacia è più facile trovare articoli sicuri perchè la legge obbliga i farmacisti a seguire norme molto precise ma ciò non toglie che ci possano essere prodotti ottimi anche nelle profumerie.

martedì 22 maggio 2012

L'acquolina

 La nonna è la regina dei fornelli. Quando c'è lei, nessuno può reggere il confronto. Conosce il piatto preferito di ognuno e, con regolarità sorprendente, si prodiga nel prepararlo.
Pisolo, noto per il suo carattere ospitale, è il primo ad essere accontentato: parmigiana di melanzane.
Cucciolo adora il polpo: all'insalata o alla Luciana.
Brontolo, a cui piacciono poche cose, divora le polpette.
A me basta sapere che non dovrò cucinare!

La prima cosa che fa quando viene a trovarci è aprire il frigorifero.
Non per cercare qualcosa da mangiare bensì per cercare qualcosa da cucinare!
"Fammi vedere che c'è qua dentro..queste zucchine quando le hai comprate?"
"Due giorni fa"
"Allora si devono fare subito"
"Hai un po' d'aglio? la menta? io ci metterei anche un po' di peperoncino"
E così un piatto di zucchine lesse diventa una bontà.


Nelle sue descrizioni i cibi sono tutti preceduti dall'aggettivo bello.
"Domani faccio una bella insalata di pomodoro, prendo una bella mozzarella e faccio una bella caprese!"
Mentre parla te la immagini già: pomodori affettati sottilissimi, una manciata di olive nere, un gambo di sedano tagliato a pezzettini e qualche foglia di basilico.
Dite la verità. Vi state leccando i baffi?



Al telefono.
"Mamma, che hai cucinato oggi?"
"Eh! E' meglio che non te lo dico"
"Voglio soffrire!"
"Siamo andati a comprare il pesce e abbiamo preso due frutti di mare per fare un bel piatto di spaghetti alla vongole e pomodorini; tuo padre ha voluto anche una bella spigoletta da fare all'acquapazza e poi, naturalmente, ho preparato un bel sautè di cozze."
"..."
"TI AVEVO AVVERTITO!"


lunedì 21 maggio 2012

Istericostressati

Alzi la mano chi non è stato ad un battesimo, comunione, cresima, matrimonio negli ultimi 20gg!

Domenica è stato il nostro turno.

La famigliola felice ha affrontato la giornata con il solito approccio istericostressato con cui affronta qualunque spostamento fuori dalle mura domestiche.
La Prima comunione della più cara amica di Cucciolo:
"Mamma, sono emozionata"
"Amore, hai tutta la mia comprensione..MA QUESTO NON TI AUTORIZZA AD ESSERE ANCORA IN PIGIAMA!..amore, cara, dobbiamo uscire fra mezz'ora, per favore, vai a prepararti".

Brontolo, invece, era sveglia già dalle otto:
"Mamma, devo alzarmi?"
"Non, subito, dormi ancora un po', ti chiamerò io quando sarà ora"
"Ma io non ho più sonno, facciamo le prove della treccia?"
Brontolo odia le gonne, indossa solo pantaloni e porta i capelli molto corti. Ogni tanto riemerge il suo lato femminile e così, dalla sera alla mattina, si fa prendere dalla voglia di capelli lunghi. Purtroppo, però, nonostante il mio ruolo di mamma full time preveda anche poteri speciali, non ho ancora acquisito quello di far crescere i capelli e così le ho comprato una treccia posticcia!

"LA TRECCIA? ADESSO?..per favore, tesoro, dammi il tempo di prepararmi, poi ti aiuterò con la tua bella treccia, OK?"
Pisolo intanto, efficientissimo, aveva già fatto tutti i letti e aspettava un nuovo ordine:
"Poi ti domandi da chi hanno preso le tue figlie! Guarda che casino. QUI L'UNICO ORDINATO SONO IO!"

Alle 10:30 la famiglia è entrata nella chiesa gremita di gente, dove 70 bambini e relativi familiari aspettavano pronti che si celebrasse il rito. Cucciolo e Brontolo sono riuscite a scivolare tra la folla e a raggiungere un punto da cui si potesse vedere bene tutta la scena.

"E adesso di chi sarebbero queste bambine?"
"..."
"Siamo venuti qui presto per prendere posto nelle prime file e tutti voi arrivate con calma, in ritardo e vi piazzate davanti!?"
"..." (forse la signora non si è accorta che siamo stretti come sardine in scatola, crede di essere al cinema?)
Qualcun altro le ha risposto:
"Cara signora, io arrivo da Modena. Ha presente? MODENA! Stanotte c'è stato il terremoto, abbiamo dormito in macchina e siamo partiti alle 3 del mattino per arrivare qui adesso".
Intanto qualcuno sveniva e arrivava l'ambulanza che lo portava via; qualcun altro stava male e veniva soccorso dai vicini di sedia.
La signora arcistericostressata continuava ad inveire finchè stizzita ha sollevato la sedia sopra la testa e a forza di spallate si è fatta largo tra la folla, fermandosi direttamente accanto ai catechisti, con buona pace di tutti i presenti.

"Mamma, la cerimonia è stata un po' lunga, a dir la verità, non molto divertente ma l'hai vista quella signora isterica che ha litigato con tutti?"
"Si, purtroppo"
"per tenerla a bada, i catechisti, hanno creato una barriera con le loro sedie e sono rimasti in piedi fino alla fine della messa!"






sabato 19 maggio 2012

Archimede Pitagorico




Il nonno, alias Archimede Pitagorico è l'inventore della famiglia.
Quando ero ancora in fasce, avevo nella culla il prototipo (dicono molto rudimentale) delle radioline che adesso usano tutti i genitori, per sentire i propri bambini, dalla stanza accanto.
Se avesse brevettato l'idea..chissà...
Negli ultimi anni si è dedicato ad un'altra invenzione, ha realizzato il prototipo e ha presentato il brevetto.
Di che si tratta?
Per una come me che non ha assolutamente niente a che fare con concetti di fisica e matematica è difficile spiegarlo però posso descrivere un'episodio significativo.




In macchina, stiamo raggiungendo Pisolo e figlie in montagna.
Con noi c'è anche "l'invenzione": un isieme di fili elettrici che uscivano dal volante gli si arrotolavano intorno e si dirigevano ad un paio di contatori appoggiati sul freno.
Sin dalla partenza avevo notato che passanti e automobilisti ci osservavano incuriositi
(staranno guardando me? non sono così figa oggi in tenuta da montagna e poi vedono solo la testa! forse la mia chioma inganna, mi scambiano per una ragazzina. vuoi vedere che abbiamo lasciato il sacchetto della spazzatura sul tetto? ...bo?).
All'incirca a metà strada siamo stati costretti a rallentare. C'era stato un incidente. Viaggiavamo a passo d'uomo (eh? ma questi ci guardano e ridono, cosa avranno da ridere?).
Inizio a guardarmi intorno, osservo mia madre, poi mio padre, la macchina.
A parte il marchingegno piazzato tra il cambio e il freno a mano, sembrava tutto normale.
Ogni volta che la macchina affrontava una salita il nonno esultava soddisfatto:
"Guarda, guarda come aumenta, vedi? Funziona, funziona! Più fa freddo fuori, più il motore si scalda, più la mia idea viene confermata!"
"Babbo, credi sia possibile che la gente che ci passa accanto ci guardi è rida?"
"Ma, no. Perchè dovrebbero farlo?"
"Sono proprio sicura, guardano la macchina, esattamente all'altezza dello specchietto, dal lato di mamma, poi guardano sul tetto, sopra la mia testa e ridono. Mamma, guarda i tedeschi qui accanto, guarda come ridono"
Nonna:  "Io non vedo niente di strano. Casomai sono loro che sono stranieri!"
"...."
Il viaggio è proseguito così fino a destinazione.
Quando sono scesa dalla macchina mi è bastato un attimo per capire perchè ridessero tutti.
Accanto allo specchietto passeggero c'era un piccolo filo elettrico nero che risaliva lungo la portiera e spariva sotto una guarnizione, all'altezza del tetto, in prossimità dell'antenna che ahimè non era proprio di quelle tradizionali.
"Pa, cosa sarebbe quella cosa?"
"Quel filo nero? Serve per collegare la mia invenzione"
"mmm.., e quella sul tetto?"
"L'antenna"
"...."
"Sai com'è, si svita, me l'hanno rubata già due volte, allora ho preso un filo di ferro, l'ho fissato bene alla base, l'ho arrotolato, così non vola via e in cima ci ho messo.."
"Ho capito. Hai ragione, funziona benissimo e non la ruberanno di certo!"

Qualche giorno fa il brevetto è stato approvato; manca solo lo sponsor.
Intanto Archimede traffica con i suoi apparecchi futuristici invadendo lentamente ogni spazio abitabile dell'appartamento che condivide con nonnarassegnazione e una cosa è certa questo non sarà l'unico post dedicato a lui.

Arrivano i nonni

L'arrivo dei nonni è un evento vissuto sempre con molto entusiasmo.
Le bambine fanno il conto alla rovescia dei giorni che passano e ogni volta litigano perchè non riescono a mettersi d'accordo sul numero.

A tavola.
Cucciolo:  "Scusa, siamo andate a scuola due giorni quindi questo è il terzo, se loro devono arrivare venerdì, significa che manca ancora un giorno"
Brontolo:   "No! Io conto le nanne, devo farne ancora una, secondo me arrivano domani"
Pisolo:   "Eh? Stanno arrivando i tuoi? Sono sempre l'ultimo a saperlo!"
Tutti:   "DOVE DORMONO?"
"Prima da zia, poi da noi"
Pisolo:   "Menomale"
Brontolo:   "Ecco, ti pareva, sempre prima da loro"
Cucciolo:   "Ceniamo dalla zia tutti insieme?"
"No, però possiamo andare lì a fare una bella merenda"
Brontolo:   "Evviva, non vedo l'ora che arrivi domani"
Cucciolo:   "Mamma, secondo te, nonna si accorgerà che sono più alta?"
"Certo, sei diventata una signorina"
"Sono alta come te, ormai"
"In realtà ti manca ancora qualche centimetro.. perchè ormai?"
"Perchè se io divento grande, tu diventi vecchia"
"Ecco, appunto, ancora qualche centimetro!"

venerdì 18 maggio 2012

L'uscita didattica




Per i bambini, come per i genitori, ogni gita è un miscuglio di emozioni.
"Mamma, mi raccomando, svegliami presto. Non fare come quella volta all'asilo"
"Quale volta?"
"Quella volta che siamo arrivate in ritardo e il pullman stava per partire. Ho dovuto viaggiare seduta accanto ad un bambino di un'altra classe"
"Dici? Sai che non me ne ricordo?"
"Fidati, mi ricordo io!"

 Eccola lì la mia memoria latitante. Per capirci; tornata a casa dalla clinica dopo la nascita di Cucciolo la prima frase di mia madre è stata:
"Adesso comincia il bello"
e la seconda
"Posso stare tranquilla? Non dimenticherai la bambina da qualche parte, vero?"
A proposito è appena uscito un libro interessante sulle tecniche di memoria "Genio in 21 giorni", è già sul mio comodino..la buona volontà c'è..

Così, stamattina, mentre la mia piccola Brontolo saliva sul pullman emozionata e rigorosamente puntuale, io pensavo (avrò messo tutto nello zaino? l'acqua basterà? nel cielo non ci sono nuvole, è previsto bel tempo, altrimenti pensa che sfortuna, troveranno traffico? quasi quasi chiedo il numero di cel alla maestra, meglio di no penserà che sono una fissata..)
"Mamma, devo andare, lasciami"
"Si, tesoro, divertiti"

La Poverizia

"Pisolo, stamattina sono andata a fare la spesa alla Coop, sapessi quante persone anziane. Mi sono commossa guardandole girare tra gli scaffali con in mano la lista della spesa:
"Cara, che dici, possiamo comprarla una scatoletta di tonno?"
"Quanto costa? Io non vedo bene"
"1,99€"
"Ehm, no".
La donna aveva in mano un bigliettino su cui spuntava il costo di quello che metteva nel carrello. Ho pensato che quell'uomo deve aver lavorato una vita e, nonostante ciò, oggi è costretto a fare i conti con la povertà."
Brontolo ci osservava pensierosa:
"Mamma..il nostro paese sta andando in poverizia?"
"Eh? Tesoro,  si dice pover.. però poverizia è proprio una bella parola. A metà tra povertà e avarizia. Direi che hai proprio ragione."

giovedì 17 maggio 2012

Il buongiorno si vede dal mattino


15 anni dopo.
Il marito è sempre lo stesso, cosa che, di questi tempi, è un particolare non da poco. Si è guadagnato il soprannome "Pisolo", per via della sua abitudine di andare a letto presto.
Il rituale si ripete ogni sera: 
ore 21, Pisolo si dirige con fare rilassato e flemmatico verso la finestra della cucina, si assicura che il gatto sia rientrato e chiude le imposte, procede così di finestra in finestra, poi apre l'armadio, prende il pigiama e va a letto.
Alle 21:30 sta già russando.
Mi si dirà: "Che problema c'è? Sarà stanco".
Giusto, peccato che la presenza di ospiti non rappresenti un deterrente per il suo rituale..
Abbiamo due figlie, la più grande, soprannominata Cucciolo, ha appena compiuto 10 anni, ha una voce acuta e squillante che tace solo quando dorme, non è mai stanca e conserva tutto. La più piccola, Brontolo, ha quasi 8 anni, ha una vocina flebile, sommessa che, appunto, brontola per ogni cosa, anche mentre dorme, ma quando è di buon umore fa ridere tutti con le sue imitazioni.
La colazione rappresenta un esempio perfetto per descrivere la loro convivenza:
latte caldo per Cucciolo, freddo per Brontolo, possibilmente sedute una di fronte all'altra, tra loro la scatola di cereali, messa in modo da non guardarsi in faccia.


E ci sono io, mammacanta:

"Buongiorno,....come è pallida..non si sente bene?"
"Benissimo..." (sarà il nuovo fondotinta!)
"mmm...e i capelli? Dica la verità stamattina non ha trovato il tempo per pettinarsi!"
"Veramente...mmm..la mia testa riccia è sempre uguale" (ma chi cavolo è questa!!)
"per favore ragazze, almeno voi...sto proprio così male oggi??!"
"In effetti..."

mercoledì 16 maggio 2012

L' inizio di tutto


Finalmente il giorno che aspettava era arrivato.
Aveva preso quella decisione con fermezza, non aveva avuto dubbi. Eppure quella mattina le sembrò tutto così folle, la sua vita sarebbe completamente cambiata; come aveva potuto essere così sicura?
Per sempre. Quelle due parole fluttuavano nella sua mente.

Francesca era un'ottimista.
Prendere decisioni era la sua specialità: il suo cuore non avrebbe avuto dubbi, le avrebbe indicato la strada giusta e, se si fosse sbagliato, allora lei sarebbe ritornata sui suoi passi o avrebbe trovato un'alternativa. Facile. Niente è per sempre.

Appunto, tranne quella volta. Le emozioni l'avevano guidata fin lì ma non poteva più evitare quelle due parole.
Eppure era stata proprio lei a fare in modo che lui le chiedesse di sposarla.

Si era trasferita in un piccolo bilocale in un'altra città, lasciando la famiglia, gli amici e gli studi.
Per mantenersi aveva dato fondo a tutti i suoi risparmi e aveva dovuto destreggiarsi con i lavori più disparati.
Così una sera d'estate, in riva al mare, nello stesso posto in cui si erano incontrati la prima volta, dopo un anno esatto, guardandolo fisso negli occhi, gli aveva detto:
"Ho deciso, ritorno a casa mia, dalla mia famiglia per riprendere da dove ho lasciato. Ho riflettuto abbastanza e sono sicura, sei tu l'uomo giusto per me, ma non posso costringerti, perciò prenditi ancora tutto il tempo che ti serve. Io, intanto, vado".
Il cuore di Francesca aveva troppa nostalgia.
Per continuare su quella strada doveva avere più certezze.
Ed infatti, dopo pochi secondi, lui incredulo e stranito le aveva risposto così:
"No, tu non vai da nessuna parte; sposiamoci!"

I preparativi erano stati complessi; allo stesso tempo entusiasmanti ed estenuanti.
Curioso come quelle due parole stessero perfettamente una nell'altra.

Gli invitati e gli inviti, il ristorante, i posti a sedere, le bomboniere, i confetti, i ringraziamenti, la lista nozze, la chiesa, il menù, la torta, i testimoni, i fiori, il viaggio di nozze e il vestito!
Non aveva avuto il tempo di fermarsi a riflettere su quel per sempre.
Le ci volle un po' per schiarirsi le idee. Fece colazione e intanto si chiedeva se fosse questa paura il motivo per cui tanti matrimoni finissero prima di arrivare all'altare.
Si guardò intorno, quello era l'ultimo giorno da figlia nubile a casa.
Certo, viveva già lontano, ma con la certezza di poter tornare indietro in qualunque momento.
Sedette osservando la famiglia alle prese con gli ultimi particolari.
Ad un tratto sua madre, avvicinandosi con aria dimessa ma attenta, attirò la sua attenzione :
" Devo dirti una cosa importante, non te ne ho parlato prima perchè temevo potesse influire sulle decisioni che hai preso nell'ultimo anno. Credo che sarebbe un errore se tu cambiassi strada ma devo rischiare."
Francesca fece un cenno col capo: "Dimmi".
"Paolo ti ha cercata molte volte ultimamente, ha detto che è pentito, che è cambiato, che non vuole perderti".

Quella con Paolo era stata un'esperienza fondamentale da cui Francesca aveva tratto la sua prima regola sui rapporti di coppia: mai accontentarsi.

Improvvisamente le parole "per sempre" smisero di fluttuare trovando un posto preciso nel cuore di Francesca che con aria orgogliosa e decisa rispose:
"Mamma, stai tranquilla, Paolo fa parte del passato, non ho alcun dubbio sull'uomo che ho scelto di sposare".