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venerdì 29 giugno 2012

Taxi

Mammacanta ha affrontato l'interminabile viaggio di ritorno.
26/6
NonnoArchimede riceve una telefonata di lavoro da un collega:
"Domani accenderemo l'impianto, la tua presenza sarà necessaria tutto il giorno".
Nonno siede preoccupato e pensieroso, gli occhi distratti, guardano un po' qua un po' là:
"Non potrò accompagnarvi alla stazione"
"Ah.. (il treno partirà alle 14, temperatura tropicale, sole a perpendicolo, tre trolley, due zaini, una borsa di viveri, due minori) non ti preoccupare, esistono i taxi, no?"
27/6
ore 10:00 NonnoArchimede saluta dispiaciuto:
"I binari sono a 100m dalla distilleria, passerete di lì 15 min dopo la partenza, io ci sarò e vi saluterò sventolando il cappello"


Ore13:00 arriva il taxi.
Nonnarassegnazione: "Ecco, adesso, andate via e si passerà dal caos al silenzio assordante. Se viveste qui, sarebbe più semplice"
"Di sicuro non vi converrebbe, le minori a tavola, prosciugherebbero la pensione del nonno!"
 Il tassista carica le valigie con una flemma fastidiosa.
"I bagagli sono un po' pesanti"
"Già"
"Vediamo se ci stanno tutti"
"..."
Salutiamo nonnarassegnazione, il taxi si allontana.
"Che dice, passiamo per la città o prendiamo la tangenziale?"
(Bo? Quest'individuo è snervante!) "Non saprei, il treno partirà alle 14. Tangenziale? Ma se vuole chiedo a mio padre"
"Nooo, non è necessario"
"Menomale"
Arriviamo. La stazione è dall'altra parte della strada.
Nooo.
E' un attimo, mi vedo intenta ad attraversare, carica di bagagli, automobili ovunque, Brontolo resta indietro, Cucciolo traffica con le rotelle del suo trolley incastrate tra i binari del tram..
"Che dice, facciamo il giro? Così posso lasciarla davanti all'ingresso"
"Grazie, ottima idea!" (mai perdere le speranze)
Scendiamo dal taxi.
Avviluppate in un caldo soffocante, finalmente entriamo nella stazione...

To be continued....


martedì 26 giugno 2012

Qua e là

Cucciolo spende la sua paghetta.
Stamattina insieme al nonno sono andata dal tabaccaio per comprare un pacchetto di big babol, ho chiesto: "Quanto costa?"
Quello ha sparato: "1,50€"
Allora io ho fatto finta di non avere abbastanza soldi e sono uscita senza comprare niente.
"Non hai nemmeno salutato?"
"No, io i ladri mica li saluto!"


Amore fraterno.
Cucciolo: "Se una cosa mi piace, posso mangiarla fino a scoppiare"
Brontolo: "Basta che scoppi però!"

La banana.
"Allora? Chi è stato a macchiare il divano? Quante volte devo dirvi di mangiare in cucina!"
"Ma...."
"Sentiamo, che scusa avete?"
"Quelle sono macchie di banana e indovina chi l'ha mangiata?"
"Ah...L'ho mangiata io"

lunedì 25 giugno 2012

Gratta e vinci


Una volta al mese viene convocata la riunione di famiglia.
I partecipanti sono sette:
Nonnarassegnazione, NonnoArchimede, Bisnonna, Cugina1, Cugina2 con figlia e Gigiona.
Lo scopo dell'incontro è controllare i gratta e vinci acquistati durante l'ultimo mese.
Ognuno deve portarne alcuni, per un valore minimo di 3€ e massimo di 5€.
In caso non siano tutti presenti, il regolamento prevede che, la seduta venga rinviata.
Bisnonna è già qui e freme, come un bambino che aspetta un giocattolo nuovo.
Suonano alla porta: Cugine1 e 2 con figlia entrano sorridenti e prendono posto sul balcone, accanto a Bisnonna.
Manca ancora Gigiona.
Nell'attesa si beve caffè, si chiacchiera del più e del meno e si fanno progetti sulle possibili vincite.
Suona il citofono. Eccola, è arrivata!
Tutti seduti, uno accanto all'altro, a formare un cerchio.
Non manca più nessuno.
I gratta e vinci vengono distribuiti equamente, anche Brontolo e Cucciolo possono grattare.
Siamo pronti, si può procedere con l'operazione.
Via! Tutti, a testa bassa, con una monetina, sfregano scrupolosamente, in cerca di fortuna.
Cucciolo vince subito 3€ ma ci sono anche altri biglietti vincenti che si aggiungono a quelli dei mesi scorsi.
"E' arrivato il momento di riscuotere e spendere!".
A conti fatti, non è proprio una vittoria ma ci sono abbastanza soldi per una bella pizzata.
La settimana prossima tutti in pizzeria, mariti, mogli e figli compresi.
"Giochiamo in sette ma godiamo in tredici!".

domenica 24 giugno 2012

Chicchirichì...be

Ore 6:00.
Chicchirichì, canta il gallo.
Canta ancora e ancora, finchè alle 7:00 ... be... rispondono le pecore.
Allora è tutto un chicchirichì, be, chicchirichì, be, cantare e belare.
Senza scampo, alle 8:00 ci alziamo e, come fantasmi in fila, vaghiamo alla ricerca di qualcosa da mangiare.
La colazione è la leva che dà inizio alla giornata, infatti, poco dopo, eccoci in spiaggia, bianche come mozzarelle, in cerca di paguri e in fuga dai mostri marini che si nascondono tra le alghe.

Nonno Archimede ha portato tutta l'attrezzatura:
muta, maschera, pinne e coltellino; è pronto per la caccia al polpo.
Ormai è un esperto; difficilmente torna a mani vuote e nonnarassegnazione è sempre entusiasta di cucinare il risultato della sua fatica.

La sorpresa arriva a fine giornata.
Rieccoci in fila, solo che questa volta non siamo più fantasmi.
Bruschetta, cotoletta e porchetta si aggirano per casa in cerca di sollievo.
Ci siamo bruciate e non chiedetemi come sia successo perchè non lo so.
Abbiamo messo in atto la solita strategia di difesa ma, questa volta, è stata inefficace.

Nei giorni successivi, io sono stata sempre all'ombra e loro si sono divertite a fare il bagno in maglietta e spalmate di crema a schermo totale!

venerdì 22 giugno 2012

Al mare

Scusate l'assenza.
Siamo stati invitati a trascorrere qualche giorno al mare in una bella casetta immersa nel verde e circondata da campi di olivi e animali.
GUARDA UN PO' CHE FORTUNA!!

"Bambine, fate le brave, altrimenti ti saluto mare"
"Nonna, non ti preoccupare, prepariamo noi le valigie!"
Infatti, dopo un quarto d'ora sono pronte.
Che efficienza; un sogno.

Ore 17:30, partiamo.
Il panorama cambia lentamente, da caldo e rumoroso a fresco e verdeggiante.
Facciamo una sosta in un'azienda agricola dove si producono ottimo yogurt e del gelato eccezionale.
Brontolo ha trovato subito qualcosa di cui lamentarsi: "Che puzza di cacca di mucca".
Entriamo.
Il bancone non è molto grande ma l'acquolina è in agguato:
brioche da farcire col gelato, plum-cake ricoperto di yogurt e marmellata, budino al cioccolato fondente..
Tutto buonissimo!
Guardate voi:  http://www.vannulo.it/


E' già sera, quando raggiungiamo la destinazione.
"Tutti a letto, domani andremo a fare il bagno!".
Ma Cucciolo e Brontolo sono troppo eccitate per dormire, continuano a ridere finchè..

B: "Mamma, quanti figli si possono fare?"
"..."
"Vorrei sapere se una donna può fare figli fino all'infinito"
"..."
C: "Ma no. Esiste una pillola che si può prendere per non avere bambini"
"Chi ti ha parlato della pillola? (Caspita, la situazione mi sfugge di mano, io sono ancora ferma al concepimento. Devono averglielo detto a scuola)
"Me lo hai detto tu"
"Non mi ricordo, comunque..."
B: "Si, ha ragione, io già lo sapevo. Esiste anche lo sciroppo, vero?".

domenica 17 giugno 2012

Generazioni

Oggi vi presento il componente più anziano della nostra famiglia:
la Bisnonna.

Una donna minuta dai capelli bianco candido, occhi piccoli e pelle rugosa che non ha più timore di svelare l'età e nemmeno qualche piccolo segreto del passato.
"Quando avevo la tua età fumavo di nascosto, mia madre non voleva. Io e le altre mettevamo a letto i bambini e ci incontravamo in una stanza segreta".

Nata nel 1920, ha visto l'ultimo Re d'Italia, la II guerra mondiale e l'eruzione del Vesuvio nel 1944.
Ha assistito al passaggio dal cinema muto a quello sonoro e all'invenzione della televisione.
Qualche volta riguardiamo insieme le vecchie foto in bianco e nero che ha accumulato negli anni e che il tempo ha fatto ingiallire.
Non se ne separa mai. Le tiene nella borsetta, insieme a quelle più recenti di tutti i suoi nipoti e pronipoti.
Lì dentro c'è più di una generazione.

Cucciolo approfitta dell'occasione per farsi dare lezioni di cucito.

Sedute una di fronte all'altra, lavorano da ore, senza sosta, stanno facendo un vestitino per la bambola.
Cucciolo: "Che dici, vado a prendere un bottoncino?"
Bis: "eh?"
"Prendo un bottoncino, per la gonna"
"Eh? Che hai detto?"
"Un BOT. TON. CI. NO"
"Eh! Non sono sorda, non gridare!"

sabato 16 giugno 2012

Siamo arrivati

Ore 16:00 destinazione raggiunta.

Manchiamo da un anno, ci guardiamo intorno per vedere se tutto è rimasto com'era.
Nonnarassegnazione ama circondarsi di colori e oggetti originali.
Le fotografie della famiglia in portafoto di legno decorati con coccinelle e fiorellini sono ovunque, sui muri e sui mobili.
Lo sguardo, attraverso la finestra aperta, arriva fino al balcone, è un esplosione di verde e fiori di tutti i colori.
Gelsomino, malvarosa, camelia, ciclamini, alcune piante grasse pendono in piccoli cestini, il profumo del basilico pervade l'aria.

"Nonna che hai preparato per cena?"
"Non volete la pizza!?"
"Siii. In nessun'altra città si mangia una pizza così buona!"

Questa casa è anche il laboratorio degli esperimenti di nonno Archimede.
Deve aver lavorato sodo perchè ci sono molte novità.

Un anno fa stava progettando un impianto solare.
Dal balcone della sala alcuni fili correvano lungo la parete fino al contatore della corrente elettrica. I pannelli erano appoggiati sullo stendibiancheria ed era usuale sentire nonna dire:
"Caro, potresti liberare il balcone, dovrei stendere!"

Quei fili non si vedono più, i pannelli sono agganciati alla ringhiera e l'impianto funziona perfettamente.

i pannelli di nonno Archimede

Una cosa però non è cambiata.
Nonno si è divertito a giocare con l'illuminazione di questa casa.
Ogni interruttorre accende più punti luce, a seconda di quante volte viene premuto.
Adesso mettetevi nel disimpegno tra le camere, il bagno e la zona giorno.
Premete una volta, si accenderà una lampadina dell'applique, due volte, si accenderà anche l'altra, tre volte, accenderete il lampadario in una camera, quattro volte, accenderete solo la lampada sul comò.
Provate l'altro interruttore, uno, si accenderà la luce in bangno, due, il lampadario dell'altra camera, tre la luce in sala...

Siete stanchi, fa caldo e tutto questo armeggiare con gli interruttori vi ha fatto venire voglia di una doccia.
"Mamma?! Perchè l'acqua è così fredda?"
"Aspetta un attimo,  devo accendere la caldaia, tuo padre l'ha collegata alla lavatrice, solo che io dovevo lavare i panni scuri e l'ho spenta"

giovedì 14 giugno 2012

In viaggio con Italo

Eccoci qui: carrozza 11, posti 19, 20, 23.

Sveglia alle 6:00, e che ve lo dico a fare, per me è una tragedia.

Pisolo è nervosissimo, come se dovesse partire lui.
Inizia ad essere teso già due ore prima di uscire e gira per casa, come un criceto sulla ruota: "Presto, fate presto".



Cucciolo ha rempito lo zaino fino a farlo scoppiare.
Dentro, oltre al necessario per i compiti, ci sono:
il Nintendo DS con 5 giochi, ognuno nella sua custodia;
un paio di libri;
qualche disegno da colorare;
un quadernone;
un righello (non si sa mai);
l'astuccio completo;
le istruzioni e il materiale per fare l'origami;
una spazzola;
una sveglia.

Brontolo ha in una mano la valigetta dei colori e nell'altra la sua papera gigante.





Arriviamo alla stazione carichi di cose e di meraviglia, c'è una saletta d'attesa dedicata ai passeggeri di Italo.
Monitor alle pareti su cui scorrono immagini del treno,
una scritta luminosa circonda la stanza,
ci sono diversi divanetti in pelle e tavolini,
il personale è gentilissimo e molto giovane.
Dopo qualche minuto il treno è pronto, possiamo salire.
Eccolo, finalmente, che bei colori, fanno allegria.
L' odore di nuovo impregna l'aria.
Tutto il personale indossa una divisa grigia e bordeaux, molto professionale.

L'nizio sembra perfetto ma a metà viaggio è inevitabile il confronto con Frecciarossa perciò eccolo:
le carrozze sono più rumorose, i sedili scomodi, si sta stretti come in aereo.
Ci sono dei distributori automatici di snack ma sono un po' cari.
Il collegamento wireless è in manutenzione.
Preferisco Trenitalia.

Detto ciò, devo raccontarvi un episodio.

Proprio non ho potuto fare a meno di ascoltare due ragazzi che si erano appena conosciuti e discutevano del wc.
Lei: "Hai visto come sono puliti?"
Lui: "Si, ho notato"
"Pensa che una mia amica, in un bagno pubblico, ha preso un batterio che le ha creato un sacco di problemi. Forse, quasi quasi, l'ho preso anch'io"
"Ah. Ti sei curata?"
"Ho dovuto prendere degli antibiotici"
"Anche da noi, in caserma, 120 persone hanno contratto un virus cinese che non si vedeva dal secolo scorso. Sono finiti tutti in ospedale"
"E tu come hai fatto? L'hai scampata?"
"Per fortuna ero a casa. Dovevo operarmi all'alluce per un unghia incarnita"

No comment.


mercoledì 13 giugno 2012

Io gufo tu allodola

E' ufficiale.
Faccio parte della categoria dei gufi.
Di quelli che la sera non sono mai stanchi, che stanno svegli di notte e dormono al mattino.
Mia mamma lo ha sempre detto che era impossibile mandarmi a letto presto e me li ricordo ancora i grandi films visti alla tv, mentre tutti dormivano.
Duravano ore ma io resistevo fino alla fine:
"Via col vento", "Piccole donne", "Gesù di Nazareth".
Il dramma era alzarsi il giorno dopo.
Purtroppo al risveglio difficile non ci si abitua mai.
Per anni l'ho vissuto come una calamità, una sventura.
Quando ho iniziato a lavorare, allo stato di vittima del destino si è aggiunto anche il senso di colpa.
"Come diavolo fanno tutti gli altri ad essere così efficienti alle sette del mattino?

Adesso, mettetevi comodi e provate ad immaginare un gufo che sposa un'allodola.

Si, perchè lui, Pisolo, fa parte della categoria opposta, cioè quelli che la sera non resistono svegli a lungo ma che si alzano presto e sono attivi, anche prima dell'alba.
Infatti, appena suona la sveglia, Pisolo apre gli occhi e c'è. Fatto.
Il destino mi ha messo accanto un uomo che, suo malgrado, ogni mattina, mi ricorda il mio grande difetto.
Finchè, l'altro giorno, ho sentito alla radio un luminare, esperto del sonno che, appunto, divideva le persone in gufi ed allodole ed aggiungeva che non possono cambiare, sono così e basta.
Le caratteristiche del sonno non dipendono dalla nostra volontà.

Perciò, immaginatevi la scena.
Ore 6:00, la sveglia suona.
Pisolo c'è.
Io, con la coda dell'occhio, lo guardo alzarsi e, senza la minima esitazione, con la coscienza pulita, rassegnata ad un destino ineluttabile, continuo a dormire.

martedì 12 giugno 2012

Italo



Sabato.

Fatto. Partenza 14, rientro 27. Italo, classe smart, carrozza cinema gratis.

Considerazioni.
1. I sedili sono disposti in fila per due. Noi siamo tre.
2. La classe smart non ha il vagone ristorante, nè un bar.
    Portare panini, snack, qualcosa da bere. (Una borsa in più).
3. Sembra che sarà trasmesso un solo film,  questo: il papà di Giovanna (Pupi Avati).

Da Wikipedia.
Nella Bologna di fine anni '30, Michele Casali insegna disegno presso l'istituto dove studia la figlia Giovanna. La sua iperprotettività non gli permette di accorgersi dei nascenti disturbi mentali della figlia, non riuscendo così a salvarla da un destino tragico, quando viene rinchiusa in un istituto psichiatrico dopo aver ucciso la sua migliore amica. La grandezza del padre consiste nel saper abbandonare ogni aspetto della sua vita materiale (inducendo addirittura la moglie ad avere una relazione col suo miglior amico) pur di restare indissolubilmente legato alla figlia.

Avrei dovuto controllare prima, si spegne tristemente l'illusione di due ore di pace, portare qualcosa da fare. (Altra borsa).

Intanto, Cucciolo impartisce lezioni di portamento a Brontolo.
Pare che nonnarassegnazione le abbia chiesto di indossare qualcosa di femminile.
Brontolo ce la mette tutta e parte con l'imitazione delle modelle in passerella.
Una mano sul fianco, l'altra penzoloni.
Pancia in dentro, petto in fuori, testa alta, passi lunghi e ben distesi...troppo distesi.
"Mamma, adesso possiamo fare le valigie?"
"E' presto, c'è tempo"
"E allora? Iniziamo in anticipo. Non mi fido di voi due, sicuramente riuscirete a dimenticare qualcosa!"

lunedì 11 giugno 2012

Revival

E svegliarsi una mattina con i brufoli sul viso.

Quelli dei sedici anni, dell'adolescenza, dell'età della follia,  degli ormoni impazziti.
Simbolo indiscusso di immaturità, tristezza senza motivo, fiducia incondizionata.
Compagni del primo bacio, dell'interrogazione di latino, della sigaretta per provare, dei passaggi in motorino, degli "amici per sempre".




Non so se considerarlo l'ultimo baluardo della gioventù o la bandiera bianca del corpo che si arrende agli anni che passano.

venerdì 8 giugno 2012

Il pane

Avete mai provato a quantificare la spesa annua destinata all'acquisto del pane?
Da un indagine recente di Altroconsumo sembra che venga consumato dal 90% degli italiani e che ad ognuno costi circa 270€ all'anno.
Cioè una famiglia di quattro persone può arrivare a spendere 1000€.
Le città dov'è più caro?
Milano, Bologna, Padova e Genova, dove può arrivare a 6€ al kg.
Un kg di ottima farina (kamut) può costare anche 7€ ma diventa quasi due kg di pane e che pane!
Un panificio medio usa solo farina 00 cioè la peggiore! Quella che a noi costerebbe 30Cent.
Fatti quattro conti conviene mettere le mani in pasta, perciò, ecco a voi la mia personalissima, ricetta del pane.

Lasciate perdere il tagliere, la farina che vola dappertutto, l'acqua che scivola giù dal tavolo...
Prendete una ciotola, in plastica o vetro tipo insalatiera.
Calcolate che l'impasto raddoppierà di volume.
Riempitela con 400ml di acqua a temperatura ambiente (mi raccomando, troppo calda uccide il lievito!)

Con le mani, sbriciolate mezzo cubetto fresco e aggiungetelo all'acqua. Scioglietelo bene, aiutandovi con una forchetta.
Cominciate a mettere un po' di farina.
La farina è fondamentale. Ne esistono molti tipi, ognuno adatto a preparazioni diverse, diffidate di quelle buone per tutto.
Per il pane o la pizza dovrete usare la Manitoba oppure la Kamut, sono ottime anche quelle integrali.
Aggiungetene, mescolando con la forchetta, finchè non raggiunge una consistenza cremosa e densa.
Adesso mettete il sale, circa un cucchiaio (dipende dal gusto personale).
Fatelo amalgamare bene e poi continuate con la farina. A questo punto, se volete, potete usare quella 0. Oltre a rendere il pane più soffice, aiuta a contenere la spesa.
E' il momento di usare le mani.
Amalgamate bene la farina, aggiungendola un po' per volta.
L'impasto deve risultare morbido ma non appiccicoso.
Formate una palla, incidetela a forma di croce, aiuterà la lievitazione.
Versateci un filo di olio e mettete la ciotola nel forno, spento, così starà al riparo.
Io preferisco usare mezzo cubetto e lasciar lievitare la pasta per almeno 4 ore, usando molto lievito, la pasta sarà pronta prima ma il pane avrà un sapore poco piacevole.
Avete poco tempo? Potete prepararlo la sera e lasciarlo lievitare fino alla cena del giorno dopo! Sarà ancora più buono.
Cuocetelo in forno a 220° per circa 30 minuti.
Se aprirete il forno durante la cottura non si sgonfierà come le torte!

Buon appetito.

giovedì 7 giugno 2012

Come un vulcano

"Buongiorno, sono il bidello della scuola"
"Si?"
"La chiamo per dirle che sua figlia è qui con me"
"ah"
"Voglio rassicurarla. Non è successo niente"
"..."
"No, le ripeto che non è successo niente. Sua figlia sta bene. Non si preoccupi"
"..."    (oddio, è caduta e le si è rotto un braccio, una gamba, si è ferita alla testa; sarà svenuta? avrà mangiato qualcosa che le ha fatto male? shock anafilattico?)

In 5 secondi ho pensato alle cose più orribili che avrebbero potuto capitarle.
Il cuore ha iniziato a battere disperatamente, il sangue è arrivato alla testa.
Le mani sudate e tremanti, il fiato corto.

"Gliela passo"
"..." (non l'hanno portata all'ospedale!)
"Mamma"
"Si, amore" (povero tesoro)
"Ha detto G che sua mamma mi ha invitata a far merenda a casa sua"
"..."
"Puoi chiamarla e chiederle se è vero?"


Quando ho messo giù la cornetta, una coltre di fumo ha avvolto casa mia, come la nube di cenere avvolse Pompei durante l'eruzione del Vesuvio nel 79 d.c.
Sto ancora spazzando il pavimento dalla cenere!

mercoledì 6 giugno 2012

Tempi di crisi economica

Un anno fa le autostrade dell'esodo erano trafficatissime, i fuoristrada invadevano i marciapiedi, i ristoranti erano pieni. Tutti potevamo guardarci intorno e chiederci dubbiosi di che diavolo di crisi parlassero i media. Oggi, purtroppo, ne abbiamo un'idea precisa.
Dobbiamo rivedere le priorità e riorganizzare lo stile di vita.

Da qualche giorno mammacanta sta facendo l'elenco delle cose che contano veramente e si è accorta che ha dedicato poco tempo alla trasmissione di questi valori alle sue figlie.
Certo, l'agire quotidiano è l'esempio migliore che può dare, ma non è abbastanza perciò ha introdotto le parole 'decrescita felice' ed ha raccolto le prime impressioni.

Le nostre zucchine
Cucciolo: "Chi sarebbero i responsabili di questo disastro? Gli stessi che inquinano i mari e devastano le foreste?"
"Più o meno, però, devi capire che non possiamo continuare a vivere come se al mondo ci fossimo solo noi, dobbiamo condividere le risorse del nostro pianeta e questo vuol dire non sprecarle e tutelarle"
"Si, però come facciamo?"
"Facciamo che spegniamo le luci se non servono, non stiamo mezz'ora sotto la doccia, usiamo poco la macchina, mangiamo tutto il cibo che compriamo ma soprattutto acquistiamo solo quello che ci serve"
"Cioè niente più giochi, vestiti belli, pallavolo e sax?"
"Pensi di avere pochi giochi?"
"Ne ho tanti, alcuni non li uso più, potremmo darli ai bambini che non ne hanno, sono ancora nuovi, sarebbe un peccato buttarli".
"Vero. E che mi dici dei vestiti?"
"Ho un armadio pieno! Mi servirebbe solo qualche maglietta"
"Hai capito adesso, cosa voglio dire?"
"Si, però posso continuare a fare pallavolo e a studiare sax?"
"Certo che puoi, se lo desideri veramente, ma devi metterci tutto l'impegno possibile"
"Va bene"
"Hai visto come è diventato bello il nostro orticello? Che ne pensi di darmi una mano a raccogliere le zucchine?"
"Siiii. L'anno prossimo lo facciamo più grande? Così non dovremmo più andare a fare la spesa dal fruttivendolo, pensa che risparmio!"

martedì 5 giugno 2012

Mi viene da ridere

Le giornate sono più lunghe, la temperatura è mite e il giardino in fiore, dalla finestra si vedono il tavolo, le sedie di legno e il barbecue in pietra; è tutto pronto.
La fantasia approda subito ad una tavola apparecchiata, salsicce e costine, verdure grigliate, bruschette, vino rosso, il profumo della carne che cuoce...che meraviglia ma...

Noooo! Rieccole, sono tornate, l'incubo di quelli dal sangue buono: le zanzare.

Ogni anno si ripete la stessa triste storia.
E' un flagello.
Zanzariere impenetrabili adornano tutte le finestre. Pisolo, armato di insetticida spray, sfoga lo stress accumulato durante l'anno;
il giardino diventa un campo di battaglia e la nostra casa si trasforma in una fortezza inespugnabile.

Ma non è sufficiente.
Basta un attimo, apri la finestra per chiudere le imposte, ed accade l'inevitabile, la zanzara entra e si apposta guardinga, aspettando l'ora perfetta per colpire, quando tutti siamo indifesi, durante il sonno.

Quello è il momento in cui entra in azione mammacanta.
Sento il ronzio, accendo la luce e aspetto. So già che si fermerà dove si sono fermate tutte le altre prima di lei, proprio lì, accanto all'applique.
Lentamente raccolgo il giornale, salgo in piedi sul letto, prendo la mira e sbang!
Morta, spiaccicata.
Che soddisfazione, lasciatemelo dire.

"L'hai voluto tu, insetto malefico!"
Pisolo apre gli occhi, mi guarda sconcertato, sospira, si volta e riprende a dormire.
Io resto lì, in piedi, al centro del letto con l'aria di chi l'ha fatta grossa e mi viene da ridere.

lunedì 4 giugno 2012

Desideri incastrati

E' una bella giornata, c'è poco vento e la temperatura è perfetta.

I bambini sono eccitati, arrivano con i genitori, corrono verso i compagni con gli occhi pieni di gioia. Si tengono per mano e aspettano con ansia il lancio dei palloncini.
Nei giorni scorsi, ognuno ha scritto su un foglietto un desiderio e tra poco, quel biglietto volerà, chissà dove, dentro un palloncino colorato.

La gente forma un lungo corteo, in cima ci sono i bambini della Marching Band (intanto guardate qui http://www.triuggiomb.it/ ) seguiti dalle altre classi e da tutti i genitori.
Finalmente si può procedere con il lancio.
Il cielo si riempie di palloncini, molti volano lontano, qualcuno resta impigliato tra gli alberi.


Il corteo parte e lentamente raggiunge la scuola.
Affissi alle pareti, disegni dei ragazzi di V: io da grande.
Nel giardino ci sono banchetti ad ogni angolo, si vendono torte, libri, piantine.
C'è un percorso di giochi per i più piccoli, l'area truccabimbi, uno spettacolo di magia, l'esibizione della Marching Band.
Nonno Mario, che durante l'anno aiuta i bambini di II a creare un orto, ci commuove con il suo discorso di ringraziamento.
Una festa bellissima.

Al rientro avevamo conquistato una piantina di bocche di leone, una torta, tre libri e un invito a merenda.

"Mamma, il mio desiderio è speciale, speriamo che non è tra quelli incastrati!"

venerdì 1 giugno 2012

Elementi climatici parte 2

Ok, adesso basta! Non si può andare avanti così, è una tortura! Dobbiamo telefonare a nonno Archimede e sperare che abbia qualche buona idea per risolvere questa storia, una volta per tutte.

"Pà, il problema della televisione è peggiorato"
"mmm"
"Si spegne continuamente, cambia le impostazioni, apre la finestra del menù. E' un disastro. Siamo veramente sfiniti; secondo te che possiamo fare?
"Probabilmente si è accumulata della polvere sull'impianto di raffreddamento. Prova così: dietro il monitor ci deve essere una griglia, prendi il phon, accendilo, posizionalo su freddo e collocalo ad un'estremità, in modo da soffiare l'aria verso la parte opposta, là devi mettere la bocca dell'aspirapolvere, così facendo, si formerà una forte corrente d'aria che pulirà l'impianto. Questo stratagemma dovrebbe funzionare. Non puoi fare altro. La prossima volta che verrò a trovarvi, smonterò la tv e cercherò di risolvere il problema"

Mi sono immaginata mentre cercavo di mettere in pratica il suggerimento.
Io avrei posizionato il phon, Pisolo avrebbe mantenuto l'aspirapolvere e le bambine avrebbero assistito allo spettacolo, comodamente sedute sul divano e, inevitabilmente, nei giorni successivi, avrebbero descritto l'accaduto agli amici, ai compagni di scuola, alle maestre, ai vicini di casa, al panettiere, al benzinaio, alla fioraia, alla parrucchiera... Una scenetta esilarante, ridicola, comica, grottesca.

Beh, sappiate che abbiamo messo in pratica il consiglio di nonno Archimede e che lo stratagemma ha funzionato a meraviglia!