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martedì 30 ottobre 2012

Tentativo temerario

Mammacanta ha scoperto la presenza di una scuola per parrucchieri, a pochi passi da casa sua.
Un posto dove i ragazzi hanno bisogno di fare pratica e, in cambio di clienti impavide, sono disposti a lavorare quasi gratis.
Non serve prenotare, basta presentarsi entro le 15, dal lunedi`al venerdi`.

Primo piano, in fondo, a sinistra.
Mammacanta e Zia Clara varcano la soglia.
Davanti ai loro occhi ci sono una decina di ragazzi timidi ed impacciati.
C'e`quello che si nasconde dietro un ciuffo lungo e unto; quella che ha dei capelli stupendi, che pero` non sono suoi, sono incollati; quella dark con il viso pallido, lo smalto nero e la bocca violacea.
Al soffitto, le stesse lampade al neon che illuminavano il banco del liceo, dove Mammacanta ha trascorso l'adolescenza.
In un angolo, un armadio pieno di teste e parrucche.
Finalmente arriva il momento dello shampoo, segue il bagno di colore ed infine la piega, su una poltrona tipo da sala meeting, col tavolino ribaltabile a fianco, che Mammacanta usa per aggrapparsi mentre la studentessa inesperta tenta di strappale i capelli dal bulbo.
Mammacanta finge indifferenza al dolore, poi comincia a tenersi il collo, poi le scappa un gemito.
Alterna occhiate doloranti, verso Zia Clara, ad occhiate alla sua testa, ancora mezza bagnata, e fa il conto dei minuti che mancano alla fine della tortura.
L'allieva e`tenace, merita comprensione.
Inaspettatamente, al termine del trattamento, le clienti sono entrambe soddisfatte.
Tornano a casa con una piega perfetta, l'aria compiaciuta, un sorriso bonario e qualche macchia di colore sulle orecchie.

sabato 27 ottobre 2012

Igiene

"Brontolo, ti sei lavata, prima di andare a letto?"
"Nooo"
"Vai"
"Guarda che io l'ho gia`fatto ieri sera, mica mi devo lavare tutti i giorni"
"Si`, invece"
"Uffa, che tortura questa cosa della pulizia. Fcciamo un accordo?"
"Sentiamo"
"Io, adesso mi lavo il sedere ma i denti li lavo domani, eh?"
"Va bene"
"Siii. Stringiamoci la mano. Affare fatto!"
...

"Ehi, brava Brontolo, sei stata velocissima... Hai usato il sapone, vero?"
"Certo! Non ci credi? Annusa!"

venerdì 26 ottobre 2012

Cuore di mamma

Ieri pomeriggio Mammacanta e Cucciolo sono sprofondate nell'abisso isterico della preadolescenza.
Un alternarsi di "Mamma, aiutami", "Mamma, faccio da sola", "Mamma, ti odio", "Mamma, scusa, ti voglio bene".
Pare che l'affermazione di se`passi anche attraverso la negazione della mamma.
Cinque ore di urla e battaglia emotiva, poi, finalmente, e`calato il silenzio.
Un vuoto assordante, come dopo una serata in discoteca.
Mammacanta si e`sdraiata sul letto, ha tirato su l'amato piumino e si e`arrotolata su un fianco abbracciandosi le ginocchia.
Avrebbe voluto dormire ma non riusciva a smettere di pensare a quel filo che lega una madre al suo bambino e che, lentamente, si srotola come un gomitolo.
Lo ha sentito, per la prima volta, quando Cucciolo ha iniziato a camminare,
si guardavano felici e sicure:
quei piedini l'avrebbero portata ovunque, con loro avrebbe scoperto il mondo.
La seconda volta e`stata il primo giorno di asilo,
mentre il filo si srotolava, loro procedevano orgogliose e piene di aspettative:
era il momento dell'amicizia e della solidarieta`.
La terza e`stata all'ingresso nella scuola elementare,
continuava ad allungarsi ma loro erano fiduciose e disponibili:
all'orizzonte si vedevano autonomia e accenni di liberta`.
Finche`, nel giorno in cui Cucciolo ha compiuto dieci anni, il filo e`finito, ha smesso di srotolarsi, lasciado entrambe con in mano un capo che non intendono lasciare e che resta costantemente teso.
Qualche volta pende da un lato, altre resta in equilibrio, altre si impiglia scatenando l'abisso isterico. Cucciolo strattona forte, piu`forte che puo`, ma non vuole che il filo si spezzi, ne`che Mammacanta lasci la presa.
Sono giorni di grida e di resistenza, di liberta`che fa paura.
Giorni di coraggio e di sfide, di ricerca di se`.
Giorni di amore, di odio e di indipendenza.
Giorni che riducono in poltiglia il cuore di Mammacanta.

martedì 23 ottobre 2012

Cercasi fantasia

"Hai deciso che regalo vorresti da Babbo Natale?"
"Io quest'anno, non voglio nente!" Brontolo e`arrabbiata,
"Perche`? Non hai nemmeno un desiderio?"
"Veramente uno ce l'ho!"
"Sentiamo"
"Dei vestiti nuovi e una manicure, per la Befana, e una pozione magica che faccia ringiovanire, per Babbo Natale"
"Eh, gia`. Ne avrebbero proprio bisogno"
"Si, mamma, lui e`vecchissimo. Quella volta che lo abbiamo visto, era curvo ed aveva la voce stanca.
Pensi che potrebbe morire?" chiede con un nodo in gola,
"No. Lo escludo. Babbo Natale e`magico. Non morira`mai.
Non ti devi preoccupare, sta bene, ha tanti amici folletti ed abita in una casa di legno bella ed accogliente"
"Si`... Pensi che potrei diventare un folletto?"
"Non saprei. Forse, folletti si nasce"
"Allora esistono mamme, papa`e bambini folletti?"
"Forse" risponde mammacommossa,
"Sai mamma, mi piacerebbe fare un giro sulla slitta"

(Eh no, la slitta no! 
Cosa mi invento adesso?
Che non c'e`abbastanza spazio?
Che se dovesse portare a spasso tutti i bambini del mondo morirebbe di fatica?
Che ai mortali non e`concesso salirci?
C'e` qualcuno che ha una buona risposta da suggerirmi?)

sabato 20 ottobre 2012

La maledizione del piumino

Giovedì. In Brianza soffia un vento freddo, il termometro segna 10*.
Mammacanta ha preparato tutto e sospira la prima notte d'autunno sotto il piumino caldo:
lenzuola tolte, coperte lavate e stese ad asciugare, federe sostituite, sacco in posizione.
A questo punto, dovrebbe andare a ritirare il piumino in lavanderia ma la ricevuta e`nel portafoglio di Pisolo e lui e`in ufficio.
Ore 19.00.
La speranza varca la soglia di casa, Mammacanta arraffa il biglietto e inizia a correre:
entra in macchina, raggiunge la lavanderia, vede le luci accese, parcheggia, scende e click...click...click...
La chiave non funziona, l'auto non si chiude.
Dopo aver armeggiato nervosamente, risale in macchina, riparte, rifa` il giro dell'isolato e riparcheggia;
stavolta davanti al negozio, cosi`puo`controllare l'auto.
Scende, si volta ed eccola li`la lavanderia, solo che adesso, e`chiusa.
Ore 23.
Mammacanta e Pisolo stanno dormendo infreddoliti sotto tre copertine di pile e un copriletto di cotone.

Venerdi`ore 17, piove, il termometro segna 13*.
"Buonasera, devo ritirare il piumino, posso pagare con la carta?"
"No, purtroppo".
Ore 23.
Mammacanta sta aggiungendo un altro strato: la coperta di uncinetto della bisnonna.

Sabato ore 11.30, splende il sole.
Pisolo, armato di buona volonta`e di ricevuta, si dirige, a piedi, verso la lavanderia.
Perde ogni speranza, quando si accorge che, ha con se`solo la custodia di cartoncino, vuota.
Lo scontrino e`scivolato fuori ed e` rimasto nel portafoglio di Mammacanta.
Ore 23, 12*.
I due si apprestano a trascorrere la notte nei lettini con le creature.

giovedì 18 ottobre 2012

Il canatto

Ci sono gatti che passeggiano leggeri sulla neve mentre il termometro segna -17*.
Ci sono gatti che affrontano impavidi le creature del bosco e che, a volte, non tornano piu`a casa.
Ci sono gatti che vivono randagi, mangiano di tutto e dormono sotto la pioggia.
Ci sono gatti che attraversano la strada segnando territori vastissimi.

E poi ci sono gatti che escono solo se non piove e se non fa troppo freddo,
che hanno paura della propria ombra e le prendono dal vicino e dal suo gatto,
che pretendono di dormire sotto il piumino,
che sono convinti di essere il padrone e segnano il confine della casa e del giardino,
che non catturano un topo nemmeno in sogno,
che sanno giocare a nascondino e
che chiedono continuamente coccole.

Ecco, questo e`il canatto che la famiglia felice ha portato a casa.

mercoledì 17 ottobre 2012

Musica e piattini

Mammacanta riflette sulla musica di casa sua.
Negli ultimi tre anni, Cucciolo ha imparato a leggere lo spartito, riconosce le note velocemente ed e`in grado di suonare, a prima vista, brani non semplicissimi.
Da quando ha iniziato ad esercitarsi con il sax, si e`appassionata ancora di piu`e Mammacanta si diverte a figurarsi il momento della gloria:
la creatura si esibisce, e`bellissima, i capelli sono mossi dal vento, le luci tutte puntate su di lei, suona un assolo travolgente, davanti ad un pubblico estasiato e compiaciuto.

Brontolo, dal canto suo, dopo aver provato la chitarra e la batteria, ha deciso di dedicarsi al pianoforte. Non perde occasione per farsi dare qualche lezione dalla nonna M e torna a casa sempre piu`entusiasta. Se continua cosi`, bisognera` cercare un maestro e un piano e il posto dove metterlo e i soldi per comprarlo...
Ed eccola li`la grande pianista, capace di creare inimmaginabili dissonanze, con dita aggraziate e veloci che corrono lungo la tastiera, confondendo gli animi degli ascoltatori.

E dai, lasciamola sognare!
In fondo, Mammacanta sa bene che, quello che la musica puo`dare e`molto piu`della gloria.
Esprimersi attraverso il suono e` la continua ricerca del bello e della perfezione, e`un'alternarsi di emozioni, di gioia e sofferenza, e`un viaggio dentro se`che dura tutta la vita.

"Pisolo, hai visto? Le nostre creature hanno la mia stessa passione. Ti immagini la scena? Io canto, una al piano, l'altra al sax "
"Si`. Io sono dietro col piattino!"

lunedì 15 ottobre 2012

Conversazione ossea

Tra Brontolo e Cucciolo

"Come fanno i palloncini a volare?"
"Sono riempiti di un gas piu`leggero dell'aria"
"Allora gli uccelli volano come i palloncini?"
"No, usano le ali e hanno le ossa cave"
"Che significa cave?"
"Che sono vuote, cosi`sono piu`leggeri"
"Che schifo. Le vorrei anch'io le ossa cave"
"Beh, si spezzerebbero subito"
"Lo sai che un mio compagno di classe aveva un amico che, saltando sul letto, ha fatto una capriola in aria, la testa ha sbattuto contro il soffitto ed e`morto"
"..."
"Lui invece, stava morendo strozzato da un pezzo di pane, per fortuna si e`salvato"
"Ah. Hai notato che, in questo periodo, le maestre hanno tutte il mal di schiena?"
"E`vero, anche le mie"
"Si capisce da come camminano, passeggiano nei corridoi piegate in avanti e con le mani poggiate dietro, sono storte, facci caso"

domenica 14 ottobre 2012

Pericolo

"Pronto"
"Eh"
"Ciao suocera, tutto bene?"
"Eh"
"Cerchi Pisolo?"
"Eh, mm"
"Che succede, non puoi parlare?"
"Eh"
"C'e` qualcuno li`con te?"
"Eh"
"Oddio, sei in pericolo?"
"Eh"
"Ok, ho capito, chiamo la polizia, stai tranquilla, arriviamo subito!"


Mammacanta deve smetterla di mangiare pesante a cena.
Questi incubi sono devastanti.

mercoledì 10 ottobre 2012

Calcio femminile

Brontolo vorrebbe frequentare un corso di calcio ma Mammacanta ha qualche perplessita`.
E` tormentata dall'immagine della sua bambina che corre dietro ad un pallone, in un campo enorme, al freddo o sotto la pioggia. Pensa che, in una squadra mista, non sarebbe risparmiata dai falli tipici di questo sport e le sembra di vederla, fra qualche anno: una ragazzina poco aggraziata, con cosce muscolose e polpacci torniti.
Lo scorso anno, sperando che con una prova, avrebbe cambiato idea, Mammacanta l'ha iscritta ad un corso di calcetto.
Quella ne e`uscita ancora piu`convinta e lei ancora piu`confusa, dopo averla guardata mentre correva con il pallone tra i piedi, superava tutti e tirava dritto in porta.
Gool, gridavano i compagni, anche se poi, mangiavano il limone perche`"lei e`una femmina".
Brontolo e` sicura della sua scelta come degli altri atteggiamenti anticonvenzionali tipici del suo carattere.
Ad esempio, per via dei capelli corti, la gente crede sia un maschio e raramente qualcuno le fa dei complimenti. Le piacciono gli abitini colorati ma preferisce indossare i pantaloni, che ritiene molto piu` comodi.
Sembra che l'opinione degli altri, sul suo aspetto, non le interessi.
Mammacanta e`contenta dell'autostima di Brontolo ma resta molto indecisa, allora cerca di convincerla a provare un altro sport, cercando di rivedere nei suoi occhi quella stessa grinta che mostra quando insegue il pallone.
Quindi, dopo aver provato e scartato arti marziali, tennis e basket, restano ancora atletica e scherma, a cui si aggiungono un corso di disegno oppure di teatro oppure qualche lezione di musica.
Mammacanta si informa, appunta giorni ed orari, corre a destra e a manca, cerca di incastrare tutto e finisce sul campo di atletica nel giorno sbagliato, al corso di disegno mezz'ora dopo e si perde nei vicoli e nelle traverse brianzole perche`non ha il minimo senso dell'orientamento.

lunedì 8 ottobre 2012

La scrivania

Sabato pomeriggio, mentre le creature si divertivano ad una festa al cinema, Mammacanta e Pisolo sono andati in cerca di una scrivania per la cameretta.
Tempo a disposizione tre ore.

Prima tappa, un capannone dove si trovano mobili antichi e vintage, di dubbia provenienza che piacciono tanto a Mammacanta.
In pochi minuti di ricerca, gli intrepidi si sono imbattuti in alcuni oggetti davvero strani:
una sorridente statua di Marilyn a grandezza naturale,
un toro di plastica gigante, vestito come Elvis Presley,
un'asse di tortura e una gogna.
Ma nessuna scrivania.

Seconda tappa Lissone, terra di prestigiosi mobilieri.
A dieci minuti dalla partenza, Mammacanta e Pisolo erano invischiati nella bolgia di automobilisti in coda che, ogni sabato, migra dalla ridente brianza. Tutti rigorosamente bloccati, causa lavori ad interminabili cantieri fantasma.
Quando hanno raggiunto le meta, erano gia`cosi`provati dal percorso che avrebbero comprato qualunque cosa, pur di non tornare a casa a mani vuote.
Il negoziante deve averlo intuito perche`li ha puntati e sommersi di parole.
In men che non si dica, i due avevano gia`visto tutte le scrivanie, gli scrittoi e le consolle, presenti nei tre piani di esposizione ed anche numerosi modelli, ordinabili dal catalogo.

Allo scadere delle tre ore, Mammacanta e Pisolo erano nel parcheggio del cinema, con la scrivania nel bagagliaio e una domanda nella testa:
da dove saranno arrivate e dove finiranno l'asse di tortura e la gogna?

venerdì 5 ottobre 2012

450g di Pisolo all'AVIS

Ieri sera Pisolo, ha eseguito il suo rito serale del dopo ufficio:
- togliere l'abito scomodo per indossare una tuta,
- calzare un paio di morbide pantofole,
- lavare le mani,
- raggiungere Mammacanta e le creature, in cucina,
- fare il resoconto della giornata lavorativa.

"Ragazze, dovete sapere che vostro padre, in questo periodo, e`diventato un genio del multitasking. In ufficio riesce a fare cose che mai avrebbe creduto di fare. Mi faccio paura da solo!"

Mammacanta sapeva perche` Pisolo si sentiva cosi`fiero di se`.
Questa mattina, per la prima volta, sarebbe andato all'AVIS, a donare il sangue.

"Hai preso da mangiare e da bere?" gli ha chiesto Mammacanta prima che uscisse
"Non ti preoccupare, li` c'e`un bar, mi offriranno la colazione" ha detto lui.
Appena arrivato ha dovuto rispondere ad alcune domande, poi lo hanno fatto accomodare in una grande stanza, su una delle tante poltrone in fila.
"Non mi faccia male perche` questa e`la prima volta e potrebbe essere anche l'ultima!" ha esclamato, guardando la dottoressa brandire l'ago.
Il sangue ha iniziato a defluire in una sacca che dondolava su una piccola bilancia posta accanto alla poltrona.
Quando il peso ha raggiunto i 450g, ha smesso di dondolare, un allarme ha suonato e qualcuno ha sfilato l'ago.
Fatto.
Pisolo e`arrivato a casa un po' stordito ma soddisfatto.
Ha pranzato avidamente e adesso, manco a dirlo, sta dormendo come un ghiro!

mercoledì 3 ottobre 2012

Preadolescenza

Mammacanta tenta affannosamente di ricordare qualcosa della sua preadolescenza.
Ma le tornano in mente solo la compagna di banco che le pizzicava le cosce e la prof d' italiano alla quale deve il piacere per la scrittura.
Poi niente, il vuoto.
Era il periodo in cui frequentava la scuola media, possibile che abbia dimenticato tutto?
Vorrebbe ricordare come si sentiva, cosa provava, come guardava il mondo, se lo guardava, che aspettative aveva, uno straccio di emozione che possa aiutarla adesso.
Adesso che si ritrova in casa un angelo posseduto.
Cucciolo ha dieci anni, e`una preadolescente.
Alterna stati di grazia a crisi di nervi, esplode in clamorose sceneggiate che sfociano in lacrime di pentimento.
Ha continui sbalzi d'umore, ha caldo quando fa freddo e freddo quando fa caldo.
Si cambia tre volte al giorno, lasciando vestiti ovunque.
Usa spesso un tono indisponente e fa sempre il contrario di quello che le si dice.
Mammacanta deve attingere alla poca pazienza che possiede, respirare profondamente e digerire il magone, perche` e` veramente difficile accettare che quella bambina amorevole, bisognosa di attenzioni e indifesa che ha accudito, coccolato e rassicurato, adesso le dica, sbattendo la porta:
"Tu non mi capisci, io ti conosco meglio di quanto tu conosca me!"

lunedì 1 ottobre 2012

Maestri

Brontolo: "Oggi il maestro P e`entrato nella nostra classe ed ha abbracciato la mia maestra di ita, ma io so che lei deve sposare un altro!"
Cucciolo: "Ah, si`. E`venuto anche da noi ed ha abbracciato la maestra di mate"
B :"Lo sapevo, quello ci prova con tutte!"

Cucciolo
"La maestra di mate adora le melanzane. Io le ho detto che tu le cucini benissimo, quando non ci metti troppo aceto!"

Brontolo
"Mamma, l'alito degli animali puzza?"
"Eh, si`. Perche`me lo chiedi?"
"Perche`oggi, la maestra di religione ci ha raccontato che il bue e l'asinello scaldavano il Bambinello con il loro fiato. Allora mentre lo fiatavano lo puzzavano?!"

Mammacanta sta seriamente riflettendo sulla licenza poetica di Brontolo e sugli anni buttati cercando di insegnarle a parlare, in compenso, crede di aver finalmente intuito uno dei motivi dei sorrisi complici che le insegnanti delle sue creature si scambiano quando la incontrano.