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giovedì 3 gennaio 2013

Lenticchie e conto alla rovescia

L'allegra famigliola ha trascorso il Capodanno tra le montagne, in mezzo alla neve, ospite degli zii, equipaggiata come se stesse andando sull'Everest e senza televisione.

"Non avete la tv? E come la mettiamo con il conto alla rovescia?" ha chiesto Mammacanta a ZioFester,
"Usiamo l'orologio"
"Cioe`nessuno che ci esorta a stappare lo spumante, nessuno che applaude, niente folla urlante, niente brindisi con il presentatore; soli?"
"Si`"
"Ah".
Allo scoccare della mezzanotte c'erano otto mani bambine appiccicate ai vetri, otto occhi stupiti che guardavano i fuochi d'artificio all'orizzonte, otto bocche adulte che avrebbero voluto bere lo spumante e due mani che tentavano disperatamente di battere un record e di stappare la bottiglia.
Pero`e`stato strano brindare senza quei dieci secondi della tv.
Quando c'e`lei, sai che il resto degli italiani sta contando insieme a te, sta guardando lo stesso canale, sai che tra loro ci sono persone che conosci, persone che hai dimenticato, persone che incontrerai.
In qualche modo ti sembra di averlo tutto li`il tuo tempo, passato e futuro.
La tv contava quando Mammacanta da bambina festeggiava a casa dei nonni, contava quando, dopo il brindisi, poteva scappare a festeggiare dagli amici, contava quando brindava con Pisolo mentre le creature dormivano.
Insomma, Mammacanta la tv non la guarda mai, eppure a Capodanno le e`mancata.
Eh, solo un po' pero`. Che`da quel terrazzo si vedevano le luci accese di tutte le case della valle e sembrava di sentirlo il conto alla rovescia dei villeggianti e degli indigeni.
Comunque, a mezzanotte e cinque minuti gli otto erano intorno alla pentola piena di lenticchie e ne mangiavano a cucchiaiate.
Ne mangiavano cosi`tante che poi andavano a letto con il mal di pancia, cosi`tante che le mangiavano anche il giorno dopo con la pasta, cosi`tante che se non diventano ricchi quest'anno, non lo diventeranno mai piu`.

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