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lunedì 11 febbraio 2013

Il Carnevale di Venezia

A pochi metri da Piazza S. Marco,
al secondo piano di un antico palazzo, c'e` una meravigliosa sala da ballo.
Dagli altissimi soffitti affrescati pendono lampadari di cristallo,
le finestre sono ornate con tendaggi preziosi e le pareti sono quadri della pittura veneta.
Gli ospiti sono tutti mascherati,
indossano abiti del 1700 intessuti di seta e taffeta` e abbelliti con pizzi e merletti preziosi,  portano in testa parrucche coi boccoli e al collo gioielli da sogno.
Assistono alla rappresentazione del "Barbiere di Siviglia", ridono con le maschere della Commedia dell'arte e ballano il minuetto.
Il Carnevale di Venezia e`nei palazzi,
inutile cercarlo nelle piazze.
E` uno stratagemma antico inventato per divertirsi restando anonimi,
e`un viaggio nel tempo.
Per qualcuno e`la festa della lussuria come era per Giacomo Casanova,
per altri e`l'occasione per cantare divertendo e divertendosi.

Sabato scorso Mammacanta era li`,
era Berta col grembiule, la cuffietta e lo straccetto.
Discuteva fra se`e se` di vecchiotto e di pazzia,
discuteva col vecchiotto di solletico e tormento,
discuteva con la dama di amore e pizzicore,
discuteva con la gente di vecchiaia disprezzata e vecchietta disperata,
concludeva col buon Dio che convien cosi`crepar,
e la gente divertita applaudiva e sorrideva.




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