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giovedì 7 marzo 2013

Endorfina

"Ho deciso. Noi viviamo di corsa, abbiamo sempre una montagna di cose da fare e non riusciamo mai a parlare senza interruzioni, quindi, ogni tanto, chiedero`un giorno di ferie per stare un po' con te mentre le creature sono a scuola; una giornata da dedicare soltanto a noi".
Aveva detto Pisolo qualche tempo fa, provocandole una notevole impennata dell'autostima.

Quindi Lunedi`non e`andato in ufficio, le ha annunciato un programma fitto di impegni e l'ha trascinata nel vortice delle faccende irrisolte:

1. pagare la rata del dentista,
2. fare la visita oculistica,
3. annullare e riattivare la sim perduta,
4. fare la spesa e, possibilmente, riempire la dispensa per i prossimi dieci giorni,
5. cercare affannosamente tra montagne di carta, il certificato di conformita`della caldaia,
e poi
"Avrei pensato di fare una passeggiata al Parco di Monza, sono anni che vado solo. Questa volta devi venire con me, non hai scuse, metti la tuta ed un paio di scarpe comode; andiamo!"

Dopo quasi due ore di camminata veloce tra viali alberati, cascate e cascine, le gambe di lei procedevano per inerzia, lo sguardo fissava l'orizzonte e la lingua penzolava arida,
"Sei stanca?"
"Un po'"
"Dicono che camminare in mezzo al verde produca endorfina. La stai producendo?"
"Non saprei"
"Io si`" concludeva lui con le gambe ancora scattanti, la mente che proiettava altre intenzioni e lo sguardo che non lasciava dubbi.




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