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martedì 2 aprile 2013

Il tortano

Tre valigie, tre zaini, tre borse di viveri e un letto gonfiabile erano il necessario per trascorrere serenamente quarantotto ore in montagna.
Le creature salivano in macchina elencando i giochi portati,
Pisolo litigava con i bagagli che si rifiutavano di entrare e
Mammacanta constatava la necessita`di fermarsi a comprare della farina.
Aveva deciso, avrebbe preparato il tortano, un rustico della tradizione napoletana fatto con un impasto silmile al pane e imbottito con salumi e formaggi,
una squisitezza e, certamente non sarebbe partita senza l'ingrediente fondamentale.

Ore 10.
Pisolo parcheggiava davanti al supermercato,
le creature perfettamente allacciate aspettavano sui sedili posteriori,
lei spalancava la portiera dell'auto, apriva l'ombrello per proteggersi dal diluvio e scendeva ma...
ma con un piede incastrato nella borsa dei viveri, perdeva l'equilibrio e cadeva rovinosamente sull'asfalto fangoso trascinando con se`anche salumi e formaggi,
poi, sotto lo sguardo preoccupato ed incredulo dei passanti e dei familiari, raccoglieva i pezzi del suo tortano, chiudeva la portiera sbattendola, si dirigeva verso lo scaffale della farina e portava a termine la sua impresa.
Durante la successiva mezz'ora di viaggio, tanto furiosa doveva essere la sua espressione che nessuno aveva avuto il coraggio di chiederle se si fosse fatta male.

Arrivata a destinazione, nel silenzio generale,
aveva sciolto il lievito e lo strutto nell'acqua tiepida,
preso orgogliosamente il suo pacco di farina e preparato l'impasto che avrebbe lievitato fino al giorno dopo,
poi aveva tagliato a pezzettini i superstiti della caduta, prosciutto, mortadella e provolone piccante e li aveva riposti in frigorifero per aggiungerli al resto soltanto un'ora prima di infornare e, perche`si sappia:
a Pasqua sulla tavola c'era un tortano gigantesco!

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