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mercoledì 24 aprile 2013

Pane da Napoli

Erano giorni di confusione e disordine,
giorni di ebbrezza ed euforia.
"Sono un'anima in pena, non so dove mettermi" diceva Pisolo affetto dalla sindrome da usurpazione.
Niente era piu` lo stesso: la routine quotidiana aveva ceduto il posto alla novita`.
Il profumo del caffe`appena fatto invadeva la stanza, un mucchio di valigie occupava la casa, qua e la` c'erano borse piene di sorprese e regali e, sul tavolo, almeno quattro chili di pane.
Pane come se non ci fosse un domani,
pane per tutti,
pane da annusare e da mangiare,
pane da affettare e da conservare,
pane per i golosi,
pane come solo a Napoli lo sanno fare,
pane per ricordare.
Pane per ritrovarsi in quel luogo fra il tempo e lo spazio dove i sapori diventano ricordi,
gli odori sanno di casa e il passato sembra domani.




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