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venerdì 24 maggio 2013

Lavorare

Ecco che ritorna il dubbio ancestrale,
quello che riporta in gioco tutti i pro e tutti i contro,
quello che resta assopito per colpire al momento giusto.
E' venuto perche`ho rimesso un piede nel mondo del lavoro.

Ormai sono un'esperta,
e`tornato cosi`tante volte che lo riconosco da lontano.
Be', sai che ti dico?

Io lavoravo e amavo quello che facevo.
Lavoravo perche`ne avevo bisogno,
perche`mi divertivo,
perche`cosi`mi sentivo utile,
perche`la societa`ci insegna che dobbiamo realizzare il lavoro che sogniamo.

Io non lavoro piu` da un pezzo,
non lavoro perche`mi viene l'ansia.
Perche` ho paura di arrivare tardi in ufficio inseguendo i problemi delle birbe
e di non arrivare in tempo all'uscita di scuola inseguendo quelli dell'ufficio.
Perche` mi serve tempo per parlare con le mie figlie.
Perche`non voglio dover dire al capo: "Non potrei", "Avrei bisogno".
Perche` non voglio tornare a casa stanca e trovare i letti da fare,
le tazze sporche nel lavandino e panni sparsi ovunque.
Perche`ho paura di non poter dare il meglio.
Perche`non posso rinunciare al canto.
Perche`voglio esserci sempre.

Percio`caro dubbio,
ritorna la`dov'eri prima.
Io non ho cambiato idea.




7 commenti:

  1. Penso che se questo dubbio a volte viene a fare capolino,forse tu stessa sai che per quanti contro ci siano,magari ti piacerebbe ricominciare a lavorare.E che male ci sarebbe?
    Io non sono mamma quindi di certo non pretendo di capirti al 100%,ma per quanto voglia essere mamma non riesco a vedermi solo e soltanto come tale quindi sono certa che anche quando avrò bambini continuerò a lavorare perchè penso che non tutte le persone trovino la loro piena realizzazione solo nell'essere mamme.Non c'è niente da male nel volere anche essere realizzate dal punto di vista lavorativo soprattutto se il nostro lavoro ci piaceva,di certo non rende meno buone madri!
    Io proprio non capisco quelle donne che danno contro a quelle che hanno deciso di tornare a lavoro dopo aver fatto bimbi,ma non perchè ne avessero bisogno,semplicemente perchè gli piaceva!

    Da quello che ho capito tuo marito lavora:tu lo considerino un padre meno bravo per questo?Io non penso.

    Le cose che dici tu sono vere,ma se lavoraste sia tu che tuo marito magari pure lui potrebbe dare una mano in casa e con i bimbi,così tu avresti meno lavoro da fare!

    Non penso che i figlio soffrano perchè le mamme non sono sempre sempre con loro.Mia mamma ha sempre lavorato,ma non ne ho mai sofferto,ho sempre pensato che fosse normale che mia mamma andava a lavorare.
    La verità è che spesso sono le mamme ha soffrire di più il distacco e si "giustificano" dicendo che sarebbero i figli a soffrirne,quando invece è il contrario!Poi non dico che sia il tuo caso,non ti conosco e non mi permetterei!
    Scusa per il post kilometrico! :)

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    1. E'giusto quello che dici, ed e`anche vero che ogni tanto il passato lavorativo mi manca ma, credimi, per una mamma gestire tutto e`un sudoku quotidiano, spesso frustrante. Sicuramente l'ansia e`delle mamme e non dei figli ma credo anche che una mamma soddisfatta di se`renda i figli felici, sarebbe bello che tutte noi potessimo scegliere.
      Si intuisce che stimi molto tua madre, io ti auguro di riuscire a seguire il suo esempio, deve essere una persona speciale.
      E poi piace proprio il tuo post Kilometrico!!
      Franci

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    2. sono un maschietto, quindi il mio giudizio va preso per quello che è (molto probabilmente una fesseria!).
      ma provando ad interpretare le parole ed il post di Francesca, credo sia tutta una questione di "equilibrio", personale e familiare. quindi l'equilibrio non deve essere visto solo come individuale, ma anche con/verso la famiglia e il partner. però, mentre quest'ultima valutazione è facile (perchè col partner puoi parlare serenamente), con i figli è più complesso perchè non si rendono conto realmente di cosa hanno bisogno in quel momento e di quanta presenza del genitore necessitano, ma lo capiscono solo dopo anni (come te, ad esempio, che giustamente oggi sei in grado di valutare positivamente la tua esperienza di figlia).
      credo che però troppo spesso le due situazioni vengano utilizzate come alibi tipo "non vado a lavoro perchè DEVO stare con i bambini" oppure "non sto con i bambini perchè DEVO lavorare". Entrambe le situazioni possono essere profondamente errate. L'importante a mio avviso è fare quello che ci si sente di fare, secondo i propri sogni e le proprie ambizioni, senza però dimenticare che comunque la famiglia e i figli sono una responsabilità (questo vale per l'uomo come per la donna, sia chiaro!!).
      infatti non ritengo sia giusto neanche l'uomo ASSENTE totalmente "tanto" la donna è a casa.
      vi abbraccio, e abbraccio in particolare la mia "cognatina"!
      Zio Fester

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  2. Non ho il minimo dubbio. Se potessi permetteremmo, non lavorerei.
    Raffaella

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    1. Ciao cara,
      adoro la tua capacità di sintesi :))

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  3. Io sto lavorando, per gli stessi motivi per cui lavoravi tu.
    E sono molto ansiosa perché probabilmente presto non lavorerò più... Siamo due facce delle stessa medaglia!

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    1. Mi dispiace. So cosa provi.
      Ero incinta della prima figlia quando qualcuno che poteva mi disse: "Per te qui non c'è più posto, quando rientrerai dalla maternità la tua scrivania non ci sarà e nemmeno il tuo ruolo".
      Sono stati giorni pieni di tristezza e di sconforto, accompagnati da incubi e inappetenza.
      Poi col tempo la tristezza se n'è andata e ho concluso che il destino mi aveva aiutata a fare la mia scelta.
      Chissà, magari dietro l'angolo c'è anche per te una sorpresa.
      Ti abbraccio,
      Franci

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