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lunedì 5 agosto 2013

Come Jovanotti agli esordi

La famiglia felice era di nuovo a casa, al completo.
I quattro membri sedevano accaldati intorno alla tavola apparecchiata e mangiavano programmando la prossima partenza.

- Qui fa un caldo cane! - afferma la preadolescente .
- Gia` - risponde Mammacanta sforzandosi di sembrare d'accordo nonostante non riesca a trovare un nesso tra il cane e il caldo, ne`tra la sua birba e questo strano linguaggio.
- E` stata proprio una bella vacanza.
- Gia` - riesce a dire mentre pensa al presunto fidanzato.
- Mi sono fatta un sacco di amici, ho i loro numeri, posso chiamarli quando voglio. Mi mancano.
- Peccato non aver visto la tua compagna di stanza.
- Si`, peccato, quando siete arrivati, lei era gia`partita.
- E sentiamo un po', tra tanti amici, per caso, ce n'e`stato uno speciale?
- Che?
- ...
- E va bene, uno si`. Si chiama Davide. Forse lo hai visto alla festa dei saluti, era quello col ciuffo biondo e i pantaloncini blu.
- Quello con il cappellino giallo? - finge di non aver capito, vuole i dettagli.
- Mamma, tutti i medi avevano il cappellino giallo.
- Ah, gia`. Qualche altro indizio? - dice mettendo in bocca un pezzo di pollo.
- Quello con gli occhi azzurri che si e`classificato terzo alle gare di tiro con l'arco.
- Ah, quello carino! - intanto mastica.
- Lui.
- E?
- E niente, ci siamo lasciati. Pensava di fregarmi. Aveva scommesso con gli amici che sarebbe riuscito a baciarmi, ma io sono stata piu`furba. Non spreco il mio primo bacio con uno che scommette!  

Mammacanta aveva sospirato, trattenuto un sorriso orgoglioso e inghiottito il boccone.
La mia bambina e`sveglia, se la cavera`certamente meglio di quanto sia riuscita io, pensava. Quanto al presunto fidanzato, lo aveva visto eccome.
Lo aveva individuato subito.
I ragazzi erano arrivati in terrazza in fila, uno dietro l'altro e poi si erano disposti in semicerchio, davanti ai genitori che li aspettavano seduti e impazienti.
Uno si notava tra tanti per la camminata sicura e molleggiata, sembrava Jovanotti agli esordi. Pantaloncini larghi e lunghi fino al ginocchio, scarpe sportive, alte e slacciate, maglietta di una taglia troppo grande. Aveva i capelli biondi tenuti in piedi con il gel, ma l'elemento che l'aveva indotta a pensare che fosse proprio lui il presunto fidanzato erano stati i pollici.
Li teneva infilati nelle tasche dei pantaloncini lasciando penzoloni le altre dita;
a lei non era sfuggito quell'atteggiamento nella sua preadolescente quando si erano riviste.
E comunque, dopo quella conversazione non aveva avuto piu`dubbi.
Era lui.
Carino eh, questo doveva ammetterlo.


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