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giovedì 12 settembre 2013

Due teste e un metal detector

A dir la verita`, era rimasta un po' perplessa quando le aveva detto che da grande avrebbe voluto fare la parrucchiera.
Non fraintendete.
Si tratta di un lavoro onesto, magari anche redditizio, un lavoro che presuppone passione e senso estetico, ma da una bambina di nove anni si sarebbe aspettata una risposta piu`... piu`visionaria, tipo: la pittrice famosa oppure l'astronauta o la scienziata, la scalatrice, la ginnasta, la domatrice di animali feroci.
Invece.  

Invece lei ha un sogno pragmatico, una fantasia realista, realizzabile e concreta.
Pertanto, quel giorno aveva voluto accompagnare Mammacanta a tagliare i capelli.
Si era seduta sulla poltrona al suo fianco ed era rimasta, per almeno un'ora, ad osservare attentamente e in silenzio.
Poi,

"Lo sai? Io da grande voglio fare la parrucchiera, come te", aveva detto a Tony con aria compiaciuta,
"Mi sembra un'ottima idea" aveva risposto lui, trapelando orgoglio e soddisfazione,
"Si`, ma mia mamma dice che non e`un bel sogno per una bambina",
"No, e`che, volevo dire, intendevo che...",
"Capisco. Ti dispiace se le regalo una testa?",
"Una testa?",
"Per fare pratica",
"Si`, mamma, bellissimo! Ma tu ne hai tante o solo questa?",
"Ne vuoi un'altra?",
"Si`",
"Ecco, per adesso prendi queste due, ne conservero`altre per quando tornerai".  

Cosa aveva detto? "Altre quando tornerai", altre!?
Quei due complottavano per trasformare la sua casa in un salone di parrucchieri.
Come se non si fosse sentita abbastanza a disagio nel percorrere la strada fino alla casa dei nonni, con in mano due teste avvolte in una busta di plastica trasparente, o nel tentare di farle entrare nella valigia come il cattivo di una puntata di Criminal minds.
Ma, onestamente, era stata bravissima ad attraversare con aria innocente il metal detector in aeroporto sotto gli sguardi curiosi dei poliziotti.


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