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mercoledì 25 settembre 2013

L'indomani

L'indomani era arrivato.
Si erano svegliate presto e avevano fatto tutto con calma.
La birba aveva scelto accuratamente gli abiti da indossare, non voleva esagerare ne`sembrare sciatta:
pantalone blu e camicia bianca, ma con un fiocco arancione alla gola.
Mammacanta l'aveva aiutata ad annodare il nastro, in modo che stesse dritto e aveva sostenuto la sua scelta originale, poi, un attimo prima di uscire, il silenzio le aveva circondate e non le aveva piu`lasciate fino alla scuola.
Li` ogni saluto sarebbe stato accompagnato da un profondo respiro, come dopo un' apnea.

L'edificio era grigio e trascurato, ma le voci dei ragazzi e gli zaini colorati lo riempivano di vita.
Al suono della campanella tutti si erano precipitati dentro, i piu`grandi avevano raggiunto di corsa le classi al piano superiore, poi la dirigente aveva chiamato per nome, uno alla volta, tutti i ragazzi delle prime, li aveva divisi in base alla sezione e li aveva invitati a seguire i professori.
Erano in fila in un un corridoio spoglio, da grandi, molto diverso da quello della scuola elementare, pero` le pareti erano gialle e quella mattina i raggi del sole lo riempivano con una luce calda e rassicurante.
In classe c'erano ventuno banchi, la birba ne aveva scelto uno in seconda fila, aveva appoggiato lo zaino a terra, controllato il fiocco e si era messa seduta.
Sembrava felice.
Adesso Mammacanta poteva tornare a casa.
In quel posto la sua birba sarebbe stata bene.



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