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venerdì 6 settembre 2013

Tortel a ferragosto

Era giunto il momento di tornare a casa, ma nessuno sembrava averne voglia.
Mammacanta svuotava i cassetti e il frigorifero e si affannava per far sparire ogni traccia del loro passaggio da quella casa.
Pensava alla faccia che avrebbero fatto quelli che sarebbero arrivati dopo se avessero trovato, sotto al divano, uno dei calzini neri e puzzolenti delle birbe scatenate, o a quella che avrebbe fatto Pisolo scoprendo che lei aveva dimenticato li`le sue scarpe da trekking nuove, o ancora, a quella della proprietaria di fronte alla prugna che da qualche giorno giaceva dimenticata in fondo al frigorifero.
Pensava alle cose che avevano fatto, alle persone incontrate, all'autunno, alla scuola, ma soprattutto pensava alle ragioni per cui tutti loro non avrebbero voluto andar via.

Voglio dire, li` ci sono cose a cui non possono rinunciare.
Cose che gli fanno aspettare con ansia il giorno del ritorno, cose come queste, per esempio:  
1) Le tagliatelle ai funghi porcini del ristorante in fondo alla strada, tappa irrinunciabile all'arrivo e alla partenza.
2) Leggere per ore, comodamente seduti in terrazza, lui di fronte a lei, senza alcun disturbo e assolutamente muti.
3) La birba piccola che si tuffa in piscina con la maschera, il tubo e le pinne.
4) Il riflesso nel lago delle cime delle Dolomiti e degli intrepidi amanti del deltaplano.
5) I pancakes fatti con le uova delle galline della signora Lina.
6) Un cervo che passeggia il giardino.
7) L'aria frizzante che investe il viso quando al mattino si aprono le finestre.
8) Il tentativo disperato delle birbe di comunicare con i ciclisti stranieri e assetati che attraversano i sentieri intorno al maso e che incautamente tentano di bere dalla fontana d'acqua non potabile.
9) Gli immensi prati verdi.
10) Il tortel di patate coi fagioli e lo stinco con la polenta, a ferragosto.


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