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lunedì 7 ottobre 2013

Voglio fare il portiere

Non e`uno sport da femmine, pensava, la mia bambina e`fragile e delicata, diventerebbe un maschiaccio con le gambe grosse e piene di cicatrici.
Con questa convinzione aveva trascorso gli ultimi quattro anni e messo a punto un piano per distrarla da quell' idea.

Prima le aveva proposto un corso di ginnastica artistica.
La piccola aveva partecipato diligentemente, ma si era categoricamente rifiutata di indossare un body da femmina e aveva preteso la piu` sobria divisa maschile.
Poi l' aveva iscritta a judo e l'altra aveva accettato solo per avere il judogi, l'abito ufficiale.
Quindi aveva provato karate ed equitazione, aggiungendo alla sua collezione il karategi, il cap e gli stivali.
Alla prova di tennis si era presentata vestita di tutto punto: polo, gonnellina a pieghe e scarpe per la terra rossa.
L'istruttore, le aveva rivolto un'occhiata compiaciuta e siccome l'abito non fa il monaco, le aveva detto:
"Che ci fai tu qui? Devi andare nel campo dove si allenano i ragazzini piu`capaci!" e cosi`dicendo l'aveva accompagnata dall'altra parte,
"Da quanto tempo giochi?",
"Due anni" aveva risposto lei, in fondo che senso avrebbe avuto precisare che in due anni aveva giocato solo durante le quattro settimane trascorse in colonia e che in realta`non aveva alcun interesse per quello sport.
"Mamma, vorrei imparare a suonare uno strumento - aveva detto un giorno - mi piacerebbe entrare a far parte della Marching Band, come mia sorella".  
Che entusiasmo.
Mammacanta era cosi`felice che la sua piccolina avesse pensato alla musica che aveva subito contattato il maestro e concordato l'inizio delle lezioni.
Invece:

"Mamma, sai, a me piace tanto, proprio tanto..."
"..."
"tanto tanto la divisa della Marching Band!".

Inutile illudersi oltre.
La birba piccola era dichiaratamente una collezionista di divise, per lei esisteva solo uno sport che valesse piu`dell'abito.
Solo uno.

Quello a cui sono destinate le mamme dei maschi,
quello che tempra con ore di gioco al freddo,
quello che una scivolata puo`ferirti e lasciarti una brutta cicatrice,
quello che le ginocchia si rompono,
quello che ti porti a casa le zolle di terra attaccate alle scarpe,
quello che dopo una partita sei sporco da buttar via,
quello che, in tutta la citta`,  le bambine che lo praticano sono solo nove, compresa una birba portiere.


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