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giovedì 7 novembre 2013

Povera sciocca

E sei li`.
Immersa nelle tue ansie quotidiane, a chiederti dove hai sbagliato,
a contenere il peso sullo stomaco che ti procura dover ripetere sempre le stesse cose,
a lottare contro un'inspiegabile insonnia,
ad incastrare gli impegni che si accavallano con le montagne di compiti.
Sei li`, in biblioteca a consegnare il libro che avresti voluto finire,
che hai rinnovato gia`una volta e per il quale adesso ti tocchera`pagare anche la multa.
Sei li`a cercare le parole per giustificarti, che`ci mancava pure il senso di colpa,
che`forse quel libro lo sta aspettando qualcun'altro.
Sei li`che pensi ai fatti tuoi.

Ad un tratto incroci uno sguardo quasi dimenticato, lo riconosci e saluti.
Lei e`cambiata. E`stanca, ha i capelli in disordine e il viso infelice.
"Come stai?" le chiedi senza pensarci, per educazione.
Ti aspetti la solita risposta.
Lei ti fa una carezza sulla spalla,
aggancia il tuo sguardo e ti mostra il pozzo nero che porta negli occhi:
"Mio figlio ha la leucemia. E`stato in ospedale per mesi, la chemio gli ha provocato crisi epilettiche e sofferenza. Era un bel ragazzino, stava crescendo, sai come cambiano a undici anni. Adesso sambra stia meglio, ma potrebbe riammalarsi, ha bisogno di un trapianto, cerchiamo un donatore compatibile. Non mi illudo, sarebbe un miracolo".

E tu resti li`a pensare che quando vi siete conosciute eravate entrambe incinte,
che quel bambino ha gli stessi sogni della tua preadolescente,
che certe cose che non dovrebbero mai accadere,
che undici anni sono troppo pochi,
che vorresti dire qualcosa ma a confronto tutto ti sembra stupido.
Resti li`a guardare quel dolore emergere, attraversare i suoi occhi e cadere tra voi come un macigno.
Resti li`impotente, con un groppo in gola che ti toglie il resiro,
un cuore  incastrato e lacrime prepotenti.
Povera sciocca con le tue ansie quotidiane.


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