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giovedì 28 febbraio 2013

Gastroenterite corrosiva

"Mamma, cosa e`successo alla cuginetta ieri sera?" - aveva chiesto la birba piccola prima di andare a letto - "Hanno dovuto portarla al Pronto Soccorso perche`e`disidratata a causa della gastroenterite" - aveva risposto lei ingenuamente.

"Ieri sera ho fatto un sogno strano.
Stavano portando in ospedale la cuginetta perche`aveva il vomito.
Pero`, in macchina lei continuava a vomitare dappertutto, una puzza insopportabile. Il suo vomito corrodeva i sedili e i vestiti, allora l'hanno messa sul tetto, ma da li`la poltiglia consumava la macchina e gocciolava in testa a quelli sotto.
Poi, ad un certo punto, un'accelerata e il vomito e`finito sul parabrezza della macchina davanti, il vetro si e`fuso e la schifezza corrosiva e`caduta sulla testa dell'autista e gli ha sciolto gli occhiali, allora..."
"Ok, non voglio sapere altro, e`abbastanza. Adesso stai bene?"
"Si`, perche`?"




lunedì 25 febbraio 2013

Il primo bacio

La birba decenne studia l'apparato riproduttivo,
partecipa a progetti sull'affettivita` e discute senza remore di sesso, gravidanza e contraccezione.
Lei e` teoricamente informata,
noi, timidi e pudorati genitori, procediamo parzialmente sollevati da un'imbarazzante compito,
lei e` pronta ad affrontare i cambiamenti del proprio corpo,
noi, pazienti e comprensivi genitori, osserviamo un'angelica creatura trasformarsi in un essere scatenato ed incoercibile,
lei e`al sicuro da pericoli e imprudenze,
noi, coscienziosi ed accorati genitori, crediamo di aver detto tutto e di aver assolto il nostro compito educativo.

Fino a quando, ci capita di entrare in biblioteca e di vedere su uno scaffale un libro dal titolo altamente evocativo: "Il primo bacio".
Ed ecco che, nella mente del timido, pudorato, paziente, comprensivo, coscienzioso, accorato genitore, si accende un lampeggiante, con tanto di sirena strombazzante.
Presi dalla preoccupazione di salvaguardare la preadolescente dai rischi del sesso, abbiamo dimenticato di raccontarle dell'emozione del primo bacio,
di parlarle di quel frangente cosi`pregnante da diventare indimenticabile (cit.),
di spiegarle che non ha importanza come ma a chi,
di dirle di aspettare e di non sprecarlo,
di non dar retta a chi le suggerira`di fare pratica col baciatutte di turno,
di raccontarle dei nostri e del nostro primo bacio.

Ecco, faremo proprio cosi`, cominceremo da li`, da quel bacio delicato, morbido e appassionato,  primo di una lunga serie che non e`ancora finita.




venerdì 22 febbraio 2013

Oggi non cucino

A quindici anni vorremmo averne venti,
a venti sogniamo il matrimonio e i figli dei trenta,
a trenta torneremmo volentieri indietro di dieci,
e a quaranta?
A sentire chi c'e`gia`passato i quaranta sono l'eta`piu`bella,
quella della consapevolezza, dell'autostima e della realizzazione,
e lo spero proprio perche`ci siamo, da qui in poi saro`negli 'anta.

Mentre io mi perdo in riflessioni strappalacrime, Pisolo gioca con il telefono nuovo che`quello vecchio non funziona piu`.
Dopo aver memorizzato tutti i numeri nella rubrica, ha provato a telefonarsi, prima dallo smartphone e poi dal tablet, si e` lasciato messaggi minacciosi sulla segreteria e ha sperimentato tutte le suonerie.
"Con quella roba sull'occhio mi sembri Moshe Dayan, il generale israeliano rimasto orbo durante la seconda guerra mondiale" ha detto alla birba piccola che ha un occhio pigro e vaga per casa con un benda che copre quello sano.
Birba grande invece subisce quotidiani sbalzi d'umore dovuti ai cambiamenti ormonali della preadolescenza e si relaziona con il mondo circostante a volte con approccio kamikaze, altre  come vittima di eventi funesti, altre con la maturita`di un adulto.

La giornata e`iniziata con il solito caffe`a letto,
gli auguri del marito e quelli delle creature.
E`proseguita con una ricca colazione al bar con le amiche del caffe` e con una marea di auguri via facebook.

"Una cosa e`certa - ho annunciato ieri sera alla famiglia - io domani non cucinero`"




mercoledì 20 febbraio 2013

Taglia 40

Il tempo trascorre inesorabilmente e lascia sul corpo i segni del suo passaggio,
inutile illudersi.
Il fatto e`che quando ti fermi a pensare che fra due giorni avrai vissuto gia`quarant' anni, ti ritrovi a contare i minuti e i ricordi.
Ti rivedi ragazzina, quando avevi vergogna di indossare una minigonna o di mostrare una scollatura audace.
Ti rivedi appena sposata, quando vestivi ancora la taglia 38 e con quell'abitino nero ti sentivi bellissima.
Ti rivedi con una figlia di un anno, con un seno stanco e una taglia 42.
Poi ti rivedi ancora nella 40, ma per poco perche`sei di nuovo incinta.
Ed eccoti la`, con due figlie comodamente sdraiate in un passeggino doppio, perche`la grande non voleva saperne di camminare e la piccola aveva pochi giorni; ah povera schiena.
Poi sei tornata in palestra e ce l'hai fatta a rimettere quei pantaloni che hai conservato per anni, che ormai sono fuori moda, che nemmeno ti piacciono piu`ma che soddisfazione vedere che ti stanno ancora bene.
Perche`e`per questo momento che li hai conservati.
Per quando, guardandoti allo specchio, avresti avuto bisogno di sentire che hai tenuto a bada il tempo.
Che lui e`trascorso e tu sei diventata grande, con qualche ruga in piu`, con un malefico chilo di seno in meno, ma ancora tu, alta solo 1,60m con
la taglia 40.

"Devo assolutamente fare qualcosa per rassodare un po' i fianchi, se aspetto ancora mi verra`il sedere piatto"
"Mamma, stai tranquilla, arrivera`un momento in cui non dovrai
piu`preoccuparti di queste cose, sarai un angelo bellissimo"

Caro amore, cucciolo, tesoro di mamma, devo solo compiere quarant'anni, mica ho un piede nella fossa!



lunedì 18 febbraio 2013

Si potrebbe andare a sciare

La partenza era stata programmata da un po': la famiglia felice avrebbe trascorso il week end in montagna.
Quattro adulti liberi avrebbero bevuto e mangiato ammirando il magnifico panorama che si vede dalle finestre del rifugio e quattro creature scatenate avrebbero imparato a sciare grazie all'aiuto di un aitante maestro.
Era tutto pronto, invece.

Venerdi`ore 17
Driin
"Devo darti una pessima notizia - dice Zia Clara - la grande ha la febbre alta. Non possiamo venire, pero`potete prendere le chiavi dell'appartamento e andare soli"
"Ecco, lo sapevo - si disperava la birba piccola - loro prima vanno senza di noi, esagerano e  prendono freddo e poi, quando dobbiamo andare tutti, si ammalano! Dai andiamo anche se mi mischio, anche se poi ci ammaleremmo tutti, l'importante e`fare una sciata"
"Ma dai, sono cinque anni che non vado a sciare - esagera la birba grande - quanto dovro`aspettare ancora?"
Venerdi`ore 21
La famiglia felice raggiungera`la gelida destinazione, il termostato di casa segnera` 8 gradi che alle 23 diventeranno 12.
Sabato mattina i vigili impediranno alle auto di raggiungere l'ovovia,
ci sara`da parcheggiare,
ci sara`da prendere il pullman,
ci sara`da mettersi in coda con una marea di persone equipaggiate fino all'osso,
ci sara`da sgomitare alla biglietteria per assicurarsi un posto sulle piste,
ci sara` da noleggiare l'attrezzatura,
poi ci saranno i maestri occupati fino alle 14,
percio` ci sara`da scarrozzare le creature,
quindi ci sara` da dire addio all'abbuffata romantica,
infine all'orizzonte, ci sara`una grossa nuvola grigia carica di neve che costringera`la famiglia felice alla ritirata.




giovedì 14 febbraio 2013

Capelli

I capelli ricci sono cosi`: un po' tormento e un po'salvezza.
Ti sembrano troppi quando sei in spiaggia e pari un leone;
ti sembrano un supplizio quando guardi la raffinata vicina d'ombrellone che, dopo il bagno, li pettina e li raccoglie in uno chignon perfetto, mentre tu di pettinarli, senza avere prima aggiunto un quintale di creme liscianti, te lo sogni;
ti sembrano un nemico quando vorresti dimostrarti una persona seria, ordinata e precisa ma dall'acconciatura che hai preparato con attenzione maniacale, proprio sul piu`bello, spunta un riccio prepotente e irriverente.
Ma sono impagabili quando piove, perche`bagnati sono anche piu`belli;
sono ipercomodi, perche`li asciughi a testa in giu`col diffusore e pari una star,
sono alleati insostituibili, quando vuoi sembrare di qualche anno piu`giovane.

Ma andiamo al dunque.
Sabato, per esigenze di copione, dovevano essere lisci perche`andavano raccolti e nascosti sotto una parrucca.
Domenica erano ancora lisci e cosi`anche lunedi`.
Martedi` si avvertivano i primi sintomi di una grave crisi d'identita`, bisognava riprendere le solite sembianze.
Percio`, brandito il diffusore, Mammacanta era ritornata in se` e all'arrivo di Pisolo la star tutta ricci si aggirava per casa felice e soddisfatta.

"Ehi, come sei carina stasera! Hai lavato i capelli? Brava, sai che non mi piaci liscia. Stai proprio bene, mi sembri un cucciolo di cocker"




mercoledì 13 febbraio 2013

Birbamiche

"Mamma, questo e`il periodo piu`triste di tutta la mia vita - afferma la birba ottenne - abbiamo dovuto rimandare la visita oculistica per colpa della neve, mia sorella e`fissata con Animal Crossing e non mi ci fa giocare, mi brucia un occhio, mi fa male l'orecchio, non so che fare e ho solo cinque amiche"

"Qui serve un rimedio urgente, sai che facciamo? Mentre la birba grande gioca con la wii noi potremmo guardare la tv dal lettone e mettere un po'di collirio nell'occhio che ti dà fastidio; pero`, cinque amiche non mi sembrano cosi`poche, no?"

"Va be', potrebbero anche bastare, ma c'e` ancora la cosa piu`terribile da risolvere: io non ho nemmeno un fidanzato!"

"Ah. E loro invece si`?"

"No. Purtroppo siamo cinque amiche single"


lunedì 11 febbraio 2013

Il Carnevale di Venezia

A pochi metri da Piazza S. Marco,
al secondo piano di un antico palazzo, c'e` una meravigliosa sala da ballo.
Dagli altissimi soffitti affrescati pendono lampadari di cristallo,
le finestre sono ornate con tendaggi preziosi e le pareti sono quadri della pittura veneta.
Gli ospiti sono tutti mascherati,
indossano abiti del 1700 intessuti di seta e taffeta` e abbelliti con pizzi e merletti preziosi,  portano in testa parrucche coi boccoli e al collo gioielli da sogno.
Assistono alla rappresentazione del "Barbiere di Siviglia", ridono con le maschere della Commedia dell'arte e ballano il minuetto.
Il Carnevale di Venezia e`nei palazzi,
inutile cercarlo nelle piazze.
E` uno stratagemma antico inventato per divertirsi restando anonimi,
e`un viaggio nel tempo.
Per qualcuno e`la festa della lussuria come era per Giacomo Casanova,
per altri e`l'occasione per cantare divertendo e divertendosi.

Sabato scorso Mammacanta era li`,
era Berta col grembiule, la cuffietta e lo straccetto.
Discuteva fra se`e se` di vecchiotto e di pazzia,
discuteva col vecchiotto di solletico e tormento,
discuteva con la dama di amore e pizzicore,
discuteva con la gente di vecchiaia disprezzata e vecchietta disperata,
concludeva col buon Dio che convien cosi`crepar,
e la gente divertita applaudiva e sorrideva.




giovedì 7 febbraio 2013

Sicurezze e prevenzione

"Di sicuro io sono sempre stato molto attento.
Prima era diverso, avevo la garanzia che qualora mi fosse successo qualcosa, voi sareste sopravvissute serenamente. Adesso la situazione e`cambiata, devo assolutamente inventare qualcosa che mi faccia stare tranquillo. Insomma, un'idea nuova, a parte l'assicurazione sulla vita, a parte il fatto che spero non mi succeda mai nulla, a parte la certezza che non mi sono mai rotto un osso, nonostante sia caduto diverse volte.
Ti ricordi il volo dalla moto? Solo graffi.
E quando sono caduto dalla bici? Ho smesso di andarci.
E gli sci? Quella volta mi sono rotto l'inserzione del bicipite nella spalla, e comunque non scio da un paio d'anni.
Vedi? Io sono sempre stato molto attento, lavoro di conserva"


mercoledì 6 febbraio 2013

Dove sei finita?

Datemi una scuola secondaria di primo grado,
datemi la presentazione dell'offerta formativa,
datemi il tempo prolungato,
datemi il regalo perche`tra poco compiro` i miei primi quarant' anni,
datemi la febbre alta,
datemi una creatura che vomita,
datemi l'altra con il mal di gola,
datemi il marito con il mal di pancia,
datemi l'automobile che cigola,
l'impasto che non e`cresciuto,
un gatto affamato e digiuno,
una casa che non e`autopulente,
datemi una decina di camicie da stirare,
e dopo per favore datemi una tregua!




venerdì 1 febbraio 2013

Come gli Abba

"Buongiorno birba piccola. Stanotte non sei stata ferma un attimo, hai dormito bene?"

"Mamma, ho fatto un sogno bellissimo"

"Ah, si`. Raccontamelo"

"La cosa piu`bella di quando si e`ammalati sono i sogni"

"Racconta, racconta"

"Ho sognato che noi due cantavamo in un coro degli anni '70. Indossavamo dei vestiti aderenti e luccicanti, avevamo i capelli lunghi e la frangetta, stavamo su un palco illuminato e tutti ballavano, cantavano e agitavano le braccia e il sedere a tempo. E`stato troppo divertente"




http://www.mammacanta.it/2013/02/come-gli-abba.html