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venerdì 29 marzo 2013

Shopping preadolescenziale

La prima cosa a cui penso` quando le dissero che nella sua pancia c'era una bambina fu: "Speriamo sia sana".
La seconda fu: vestitini colorati, ballerine, nastri, fermacapelli, costumi con le balze e cappelini da diva.
All' ebbrezza dell'acquisto di scarpe e borse per se`, si aggiunse la smania di accumulare abbigliamento per la creatura.
"Meraviglioso! Guarda queeello. Noo, questo e`fantastico".
L'idilliaco trend e`andato avanti per anni e le ha procurato notevoli soddisfazioni ma ormai volge al termine.
L'adorabille bambina si e` trasformata in una preadolescente e vorrebbe, giustamente, scegliere da sola come vestire.
Manco a dirlo i gusti delle due sono opposti.
Non gli resta altro da fare che andare insieme alla ricerca del capo perfetto, solo che, per poterlo fare, devono aspettare il week end o i giorni di vacanza da scuola.
In pratica quelli in cui tutto il mondo si riversa nelle strade con lo stesso scopo.
Per esempio ieri.

Milano, centro.
Nel tempio del piu`popolare marchio di abbigliamento per ragazzi.
Bei fusti e aspiranti modelle danno il benvenuto sussurrando in inglese.
Si respira un profumo gradevole, la musica e la folla stordiscono.
Le due strabuzzano gli occhi, qui solo luci soffuse.
La birba indica una camicetta a righe, poi una gonnellina a balze e un paio di shorts.
Superano la bolgia, raggiungono gli oggetti del desiderio, poi si lanciano verso i camerini, ci sono solo una ventina di persone in fila che diventeranno quaranta poco dopo.
Fa caldo.
E`il momento di pagare.
Davanti a loro nessuno, ma dopo un attimo sono tutti dietro.
Fatto.
Si fanno largo tra la folla, raggiungono le scale, scendono di corsa.
Vedono la luce del giorno attraverso la porta e sono fuori!
Missione compiuta.
Le due sono felici.
Fanno un bel respiro, si guardano soddisfatte, intanto cadono su di loro gli occhi invidiosi di tutti quelli che stanno aspettando di entrare.
Saranno almeno cinquanta persone!


martedì 26 marzo 2013

Il cavolo e la cicogna

Arriva un momento in cui le domande si fanno specifiche, lo sguardo sospettoso e il tono vagamente accusatorio.
Loro vogliono sapere.
Sono diretti e disinibiti.
Tu non hai scelta, devi rispondere anche se preferiresti cambiare argomento per scivolare lentamente fuori dall'imbarazzo.
Loro aspettano, non fanno sconti.
Sono divertiti e curiosi.
Tu pensi ai cavoli, ai fiori e alle cicogne; vorresti risolvere l'argomento in un attimo.
Loro si fidano di te.
Sono sinceri e puliti.
Tu puoi raccontargli qualunque cosa, metti da parte le favole e con orgoglio, imbarazzo e precisione, racconti tutto, per filo e per segno.
Fatto.
Loro adesso sanno.
Tu procedi soddisfatta.

Ma non finisce li`.
"Mamma, scusa, che cos'e`questa storia dei bambini che nascono sotto il cavolo?" ti chiede la birba 8enne con lo sguardo corrucciato e un tono di rimprovero.
"???"
"Me l'ha raccontata una mia compagna"
"Ah! Ma tu sai come stanno le cose"
"Si`"
"Quella del cavolo e`una storia che si dice ai piccolini perche`loro non capirebbero"
"Ah, meno male"
"Gia`, meno male"
"Pero`se fossi nata sotto un cavolo puzzerei, potendo scegliere, preferirei essere stata portata da una cicogna".



giovedì 21 marzo 2013

Emozioni e rimpianti

Sarebbe bello poter tornare indietro ed avere l'opportunita`di non rifare quello stupido errore che oggi, a distanza di anni, mi presenta il conto.
Avrei dovuto fidarmi dell'istinto, come sempre, invece ho voluto provare ad usare la testa.
Ed ho sbagliato perche` la razionalita` e`una dote che non mi appartiene.
Io cavalco l'intuito, sento le emozioni e le assecondo, non ho scelta, non posso cambiare questa parte di me.
Vivere cercando di nascondere i sentimenti dietro la ragione non ha senso, anche se a volte puo`sembrare la cosa giusta.
Significa illudersi, chiudere il proprio animo in una gabbia, vivere una vita che non e`la propria.

Allora sai che c'e`?
Lo scrivo qui, nero su bianco per non dimenticarlo piu`, per tornare a leggerlo quando mi cogliera`l'incertezza, per rincuorarmi ogni volta che sara` l'istinto a scegliere per me ma soprattutto lo scrivo per le mie figlie perche`sappiano che essere se stessi e`sempre la scelta migliore, anche quando e`difficile, perche`non lascia spazio a rimpianti.


lunedì 18 marzo 2013

A 10 anni

Una bambina di dieci anni vive cambiamenti fondamentali.
Le succede all'improvviso di dover imparare a gestire un umore ballerino in un corpo quasi da donna.
Un corpo che non e`abbastanza magro o abbastanza alto o abbastanza bello,
che e`normale come qualunque altro,
che e`ancora estraneo, che bisogna imparare ad amare e a rispettare.
Per lei le emozioni diventano enormi, basta niente a farla piangere o gridare.
La polemica e`il modo quasi esclusivo che usa per comunicare.
A volte puo` trasformare una conversazione in uno strumento di tortura.
Una bambina di dieci anni ha coraggio da vendere,
divide il mondo in buoni e cattivi,
salverebbe tutti gli esseri viventi, anche i ragni e le zanzare,
crede profondamente nell'amicizia,
vorrebbe essere amata da tutti
e cerca il suo posto.
Una bambina di dieci anni sa che la paura esiste ma non l'ha mai conosciuta,
affronta le difficolta`con lo spirito del supereroe,
si sente forte,
pensa di essere invincibile,
e`sicura di sconfiggere il male.
Una bambina di dieci anni a volte di notte fa brutti sogni,
allora scende dal letto stringendo il cuscino,
cerca il coraggio, attraversa il buio correndo, si infila sotto le coperte della mamma e dice:
"Ho paura, posso restare con te?"


giovedì 14 marzo 2013

Segreto segretissimo

Ieri ore 20.

Lui era a Roma per lavoro, la birba grande era ospite dalla nonna. Restavano in due, con la tv accesa in sala
e la tavola apparecchiata in cucina ma non potevano perdersi quel momento storico, nonostante l'eco del pater familias ripetesse:
"Si mangia seduti a tavola!".

Percio`,
mentre il Papa si preparava a farsi vedere dal mondo,
le due si spaparanzavano sul divano e  mettevano un tovagliolo sulle gambe,
mentre il Papa salutava la piazza,
le due inghiottivano un numero incalcolabile di cotolette,
mentre il Papa le benediva,
le due spalmavano la maionese sulle fette biscottate e le divoravano una dopo l'altra,
mentre il Papa parlava come Maradona (forza Napoli),
le due sbriciolavano senza ritegno, e
mentre il Papa augurava la buonanotte,
le due si dicevano:
 "Segreto, segretissimo, papa`non deve sapere"


mercoledì 13 marzo 2013

Trentacinque centesimi di figuraccia

La probabilita`che quel pacchetto fosse suo era scarsissima, vicina allo zero.
Sembrava il frutto del solito genitore distratto e maleducato.
Quello che e`in prima fila se ha bisogno, ma che e`sempre da rincorrere quando e`la scuola a cercarlo oppure quello che vorrebbe che gli si prenotasse il colloquio con la solerzia di una segretaria assennata oppure quello che, se per tal progetto bisogna pagare 10€, li consegna in monete da venti centesimi.
Invece era Suo. SUO.

In anni di esperienza nel ruolo di rappresentante di classe, Mammacanta ha visto e imparato un mucchio di cose ma ne ha anche tollerate altrettante.
In particolare col tempo, si e` ritrovata al fianco una certa carogna che, parafrasando una cara amica, "per contenerla bisognerebbe affittare un monolocale".
Ma veniamo al fatto.
Negli ultimi giorni ha raccolto e contato contemporaneamente venticinque quote, per tre progetti diversi e ha gestito annessi e connessi di genitori confusi, ritardatari o latitanti,
percio`, quando le maestre hanno chiesto che i 14,65€ per l'uscita didattica fossero dati direttamente a loro, Lei , con un indescrivibile senso di sollievo, ha preparato una busta con nome e tipo di progetto, ci ha messo dentro 15€, ha infilato tutto nello zaino della creatura e l'ha spedito a scuola, senza alcuna considerazione circa il resto.
Nel marasma della raccolta e dei conti le e`capitato tra le mani un pacchetto anonimo,
su cui c'era scritto 0,35.
La carogna, rimasta a lungo acquattata nel monolocale, non aspettava altro;
e` andata a sedersi al suo fianco e indicando l' oggetto con aria severa ha cominciato a dire che la rappresentante di classe merita rispetto, che e` una mollacciona incapace di farsi rispettare, che avrebbe dovuto fare qualcosa e l'ha letteralmente obbligata a scrivere il seguente messaggio:
"Care maestre, ho ricevuto questo pacchetto che potrei definire indecente, potreste verificare se qualche innocente bambino lo riconosce?"

Tutto chiaro, no? La probabilita`che quel pacchetto fosse SUO era scarsissima.
Infatti era SUO, della maestra e lei, la svampita, aveva completamente dimenticato il resto.


martedì 12 marzo 2013

Big Babol e gratitudine

In questa casa ruminare gomme da masticare e` considerato un pessimo vizio,
ma a volte capita di sgarrare, proprio come e`successo domenica.
"Mamma posso mangiare una Big Babol? Mi insegni a fare le bolle?" ha chiesto la birba 8enne.

Ed eccomi li`,
la gonna scozzese che arriva al ginocchio,
i calzettoni bianchi,
due lunghe trecce,
la bocca piena di gomma,
il mal di denti per le ore trascorse masticando,
la lingua dolorante che cerca di appiattire quella massa,
e, finalmente, la bolla gigante,
quella che scoppiando mi copri` la faccia,
e per staccarla ci vollero ore.

Manco a dirlo, la birba ha scartato una Big Babol e ha cominciato a lavorare.
Si e`consultata con l'esperta sorella maggiore, si e`esibita in numerosi tentativi maldestri, diverse sputacchiate e qualche pernacchia.
Poi, con il volto arrossato e gli occhi sgranati ha realizzato il suo scopo, ha creato la sua prima bolla e con un sorriso soddisfatto e sornione ha esclamato:
"Grazie mamma, per avermi insegnato a fare le bolle, papa` e` proprio un uomo fortunato, ha sposato una donna eccezionale. Non sto scherzando, pensaci bene, se non fosse stato per te io non sarei neanche nata!"



giovedì 7 marzo 2013

Endorfina

"Ho deciso. Noi viviamo di corsa, abbiamo sempre una montagna di cose da fare e non riusciamo mai a parlare senza interruzioni, quindi, ogni tanto, chiedero`un giorno di ferie per stare un po' con te mentre le creature sono a scuola; una giornata da dedicare soltanto a noi".
Aveva detto Pisolo qualche tempo fa, provocandole una notevole impennata dell'autostima.

Quindi Lunedi`non e`andato in ufficio, le ha annunciato un programma fitto di impegni e l'ha trascinata nel vortice delle faccende irrisolte:

1. pagare la rata del dentista,
2. fare la visita oculistica,
3. annullare e riattivare la sim perduta,
4. fare la spesa e, possibilmente, riempire la dispensa per i prossimi dieci giorni,
5. cercare affannosamente tra montagne di carta, il certificato di conformita`della caldaia,
e poi
"Avrei pensato di fare una passeggiata al Parco di Monza, sono anni che vado solo. Questa volta devi venire con me, non hai scuse, metti la tuta ed un paio di scarpe comode; andiamo!"

Dopo quasi due ore di camminata veloce tra viali alberati, cascate e cascine, le gambe di lei procedevano per inerzia, lo sguardo fissava l'orizzonte e la lingua penzolava arida,
"Sei stanca?"
"Un po'"
"Dicono che camminare in mezzo al verde produca endorfina. La stai producendo?"
"Non saprei"
"Io si`" concludeva lui con le gambe ancora scattanti, la mente che proiettava altre intenzioni e lo sguardo che non lasciava dubbi.




martedì 5 marzo 2013

Ricomincio da tre

Ho perso il cellulare.
Lo dico con il capo cosparso di cenere, il cuore indifferente e il cervello distrutto.
Non so come ne`dove, vagamente quando.
Prima c'era, dopo non c'era piu`.

Mai avuto altre sim, il mio era un primato, un record, un vanto.
Le restava un misero credito di tre euro e alloggiava in un Nokia economico e senza pretese;
per questo allo stordimento iniziale e`subentrata la speranza che qualcuno mi chiamasse per riportarmela, ma no, non e`successo.
Si e`volatilizzata con lei una quantita`indefinita di messaggi memorabili.
Numeri di amici, dottori, ex colleghi, ristoranti, locali e taxi sono svaniti quando la signorina dietro il bancone ha chiesto: "procedo con l'annullamento?"
"Si`, proceda" ho risposto sfogliando il catalogo della raccolta punti, fingendo disinteresse e distrazione, mostrandomi freddamente distaccata.
Proceda pure, dia fine a questa inutile sensazione di solitudine,
cancelli senza esitare le ore perse cercando di creare il 'gruppo mamme',
elimini senza pieta`il numero di quell'amica che non potro`piu`chiamare,
conceda la liberta`a tutti quelli che non vogliono piu`sentirmi.
Ma la prego, faccia presto.

Oggi ricomincio da uno, con una scheda nuova,
ricomincio da due, annotando ogni numero due volte, sulla sim e sulla carta,
ricomincio da tre, quei tre miseri euro.