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giovedì 30 maggio 2013

Spilungona

Un preadolescente lo riconosci da come si muove:
e` dinoccolato e maldestro.
Il suo corpo cresce cosi`in fretta che non riesce a percepirne i confini.
Un preadolescente lo riconosci dai capelli arruffati, dall'odore intenso e dall'espressione smarrita.
Fa un uso smodato di deodorante, resterebbe ore sotto il getto della doccia e osserva il brufolo che ha in fronte come fosse un trofeo.
Un preadolescente lo riconosci da come parla:
"Mi brucia un botto" , "Miii" , "Spegniti".
Insegna al mondo un linguaggio nuovo.
Un preadolescente lo riconosci dalle barzellette.
Si meraviglia di se`mentre le racconta e ride, ride fino alle lacrime.
Un preadolescente lo riconosci da come si veste:
"No, ti prego, la canottiera nelle mutande no!".
Indossa con spensieratezza una t-shirt colorata mentre fuori nevica e il resto della famiglia assedia il calorifero.
E`certo che in questa casa ne viva uno:
spilungona con i capelli sempre spettinati,
con gli occhi lucidi dalle risate,
con le mani che tengono il tempo
e con la testa piena di sogni.



lunedì 27 maggio 2013

Festa: versione ufficiale e versione ufficiosa

Si accede al giardino attraverso un cancelletto,
sulla sinistra c'e` un piccolo lago dove nuotano papere e pesci rossi,
sulla destra, una casetta con il tetto di tegole e grandi finestre,
in fondo, uno scivolo e delle altalene,
ovunque, comode panchine di legno.
Si cammina lungo un viale lastricato circondato da alberi e prato tagliato all'inglese,
il percorso e`breve e conduce al coperto,
ad una stanza della casetta,
dentro ci sono un tavolino da ping pong, un calciobalilla e una tavola imbandita:
muffins alla vaniglia decorati con fiori di pasta di zucchero,
panini al prosciutto che portano bandierine colorate,
pizzette per un esercito intero,
palline di cioccolato adagiate in pirottini quadrettati,
patatine, bibite e una torta a tre piani.
La birba grande compie 11 anni e questa e`la versione ufficiale della sua festa.

Quella ufficiosa prevede l'aggiunta di alcuni particolari...
Perche`questa mamma ci prova ad imitare i grandi chef della tv ma non e`detto che ci riesca;
i muffins alla vaniglia sono duri come sassi,
la torta a tre piani e`inguardabile e le meravigliose palline di cioccolato non sono opera sua.
Perche`questa mamma riesce a dimenticare il coltello per tagliare la torta;
coltello che le e`stato provvidenzialmente prestato,
che ha una lama di 30cm,
che attualmente si trova nel bagagliaio dell'auto
e che sara`causa del suo arresto.
Perche`questa mamma trascorre venti minuti davanti allo scaffale delle candeline,
sceglie quelle a forma di lettera che dicono 'happy birthday',
le sistema sul suo capolavoro, le accende,
le osserva sciogliersi alla velocita`della luce
e le da`in pasto agli ospiti.



venerdì 24 maggio 2013

Lavorare

Ecco che ritorna il dubbio ancestrale,
quello che riporta in gioco tutti i pro e tutti i contro,
quello che resta assopito per colpire al momento giusto.
E' venuto perche`ho rimesso un piede nel mondo del lavoro.

Ormai sono un'esperta,
e`tornato cosi`tante volte che lo riconosco da lontano.
Be', sai che ti dico?

Io lavoravo e amavo quello che facevo.
Lavoravo perche`ne avevo bisogno,
perche`mi divertivo,
perche`cosi`mi sentivo utile,
perche`la societa`ci insegna che dobbiamo realizzare il lavoro che sogniamo.

Io non lavoro piu` da un pezzo,
non lavoro perche`mi viene l'ansia.
Perche` ho paura di arrivare tardi in ufficio inseguendo i problemi delle birbe
e di non arrivare in tempo all'uscita di scuola inseguendo quelli dell'ufficio.
Perche` mi serve tempo per parlare con le mie figlie.
Perche`non voglio dover dire al capo: "Non potrei", "Avrei bisogno".
Perche` non voglio tornare a casa stanca e trovare i letti da fare,
le tazze sporche nel lavandino e panni sparsi ovunque.
Perche`ho paura di non poter dare il meglio.
Perche`non posso rinunciare al canto.
Perche`voglio esserci sempre.

Percio`caro dubbio,
ritorna la`dov'eri prima.
Io non ho cambiato idea.




mercoledì 22 maggio 2013

Formaggio e tacco12

Negli ultimi due giorni Mammacanta e`stata a Rho Fieramilano,
alla Tutto food, nel padiglione dedicato ai formaggi.
E`andata li` per dare una mano ad un'amica,
che` lei ha smesso di lavorare da un pezzo.
Ha viaggiato su treno e  metropolitana,
ha trascorso almeno un'ora su un tappeto mobile,
ha divorato senza alcun ritegno,
chili di gorgonzola, parmigiano e pecorino
ed e`sopravvissuta eroicamente
ad ore in piedi dentro un paio di scarpe col tacco.
Ergo,
nei prossimi sette giorni,
desiderera`ardentemente un tappeto mobile
che conduca la prole ai rispettivi corsi pomeridiani,
si nutrira`solo di brodini e passati di verdure,
col fine ultimo di digerire il formaggio ingurgitato,
e invidiera`profondamente le portatrici sane di tacco 12.




venerdì 17 maggio 2013

Prove e compleanni

Lei adora mettersi alla prova, questo e`certo.
S`immmerge a capofitto in ogni nuova esperienza.
Pisolo afferma che lo fa perche`e`in cerca di approvazione.
Forse ha ragione lui, o forse, lo fa solo perche`si diverte.
Di sicuro, non si tira indietro.
Di fronte alla sfida non resiste.
La quotidianita`resta sospesa, tutto viene inghiottito dal buio e l'unica cosa che conta e`arrivare in fondo al tunnel, raggiungere la luce.
Lei ha fretta, non tollera rallentamenti.
Ce la mette tutta, da`il meglio di se`.
Finche`, all'improvviso, senza motivo, l'entusiasmo si affievolisce, la quotidianita`riprende colore e lei torna nel mondo reale.
Succede sempre cosi`.
E`successo anche col blog.
Si e`fermata perche`aveva bisogno di ristabilire l'ordine delle cose.
Adesso e`tornata; piu`consapevole, libera dal buio della sfida e soddisfatta del percorso fatto.
Il 16 maggio Mammacanta ha compiuto un anno,
ha rinnovato il dominio,
ha realizzato che scrivere e`terapeutico e non smettera`piu`.




lunedì 6 maggio 2013

Sognando la prima media

"Ho fatto un sogno bellissimo"
"Si vede, hai lo sguardo beato, la bocca che ride e i capelli arruffati"
"Ho volato sulle spalle di un uccello gigante, lui mi ha invitata a salire e poi mi ha accompagnata a scuola"
"..."
"C'erano tutti i miei compagni, li ho visti dalla finestra, ognuno era seduto al suo banco ma c'ero anche io, c'era un'altra me"
"Un'altra te?"
"Si`e non potevo scendere perche`il mio banco era occupato, allora siamo ripartiti, abbiamo sorvolato la mensa e il cortile ed anche li`c'erano altre me, non era il mio posto"
"E poi?"
"Poi siamo tornati a casa ma nemmeno li`potevo stare perche`ero gia`in giardino a giocare"
"E allora che avete fatto?"
"L'uccello ha puntato il cielo, e quando siamo arrivati in alto, da lassu`abbiamo visto una stanza piena di ragazzi, allora siamo ridiscesi.
Io ero felice.
Mi sono affacciata alla finestra, tutti ridevano. C'era un gruppo che dipingeva e uno che suonava e c'era una sedia vuota e, proprio sopra, una melodica che svolazzava. A quel punto ho capito. Era sicuramente quello il mio posto, li`dovevo suonare io"