Pagine

domenica 30 giugno 2013

Svegliami alle cinque

La famiglia felice manifesta sintomi inconfutabili di una partenza imminente:
Pisolo controlla costantemente la pattumiera, chiude e butta sacchetti senza sosta;
Mammacanta lava, stira, piega, ripone, raramente fa una breve pausa per rifocillarsi e dormire;
"Domani mattina svegliatemi alle cinque" dice la birba piccola, "Voglio fare le cose con calma";
"Allora, io non ho capito" dice la grande, indicando i disegni sulla tovaglia "Si parte dalla stazione cane e si arriva a quella gatto, poi da li`si riparte per quella canarino?"
"Si`, esattamente"
"Ah. Ma dovremo cambiare stazione?"
"No, il treno per la stazione canarino parte da quella gatto"
"Ah".

La famiglia felice si appresta a raggiungere i lidi liguri.
Porta con se`tutto il necessario per trattenersi in eterno anche se la vacanza durera`solo una settimana.
Spera in un tempo da favola anche se teme che restera`una speranza.
E`sempre in ritardo anche se si affanna per uscire in orario.
Parte piena di ottimismo anche se uno dei componenti ha mal di pancia e sta per vomitare...

p.s.
Causa incerte possibilita`di connessione, se non doveste avere nostre notizie entro le prossime quarantotto ore, potreste non averne fino a domenica prossima.




mercoledì 26 giugno 2013

Smemorata con le rughe

"Buongiorno!"
"Buongiorno."
"Avremmo bisogno dei libri per i compiti delle vacanze."
"Si`. I titoli?"
"Ecco, li ho scritti su un foglietto, dovrebbe essere nella borsa, eppure l'avevo messo qui, forse in questa tasca, no, in quest'altra, no, no...ah eccolo!"
"Bene, allora?"
"Sono della Fabbri...Attiva..."
"Attivamente, mamma."
"Eh, si` si`, cosi`."
"Allora, quello d'italiano ce l'ho, quello di matematica dobbiamo ordinarlo."
"..."
"Che faccio?"
"Ah, scusi, oggi sono un po' distratta, ordiniamolo."
"Bambine, avete visto? La vostra mamma, con i capelli raccolti, pettinati in questo modo, sembra ancora piu`giovane."
"E`vero, mamma. Perche`cosi`ti tira tutta la pelle delle guance."
"..."
Ed anche quella della fronte."
"..."
"Si stirano proprio tutte le rughe."
"..."
"Pero`le occhiaie sono ancora li`, purtroppo per quelle non c'e`niente da fare!"




lunedì 24 giugno 2013

Tavoli a colazione

"Mamma, perche`la cugina Heather e`cicciottella mentre noi siamo tutti magri?"
"Perche`e`ancora piccola. E poi, non e`cicciottella e`solo meno secca di voi."
"Ma scusa, noi non eravamo cicciottelle e nemmeno la cugina grande lo era."
"Eh gia`. Comunque, secondo me, i piccoli con le braccia e le gambe piene sono bellissimi, mi fanno venire voglia di stritolarli di coccole."
"Mpf."
"Forse lo ZioFester era cicciottello quando era bambino."
"Forse, ma adesso e`magro."
"Perche` fa tanto sport."
"No, guarda che lui usa una crema speciale"
"???"
"Una che si mette per dimagrire."
"Ah."
"Tu lo sai cosa mangia la mattina a colazione?"
"No."
"Il tavolo. Lui mangia il tavolo!"




mercoledì 19 giugno 2013

Logorroica

Era entrata nella farmacia con la speranza di trovare qualcosa che le facesse tornare la voce.
Non aveva apprezzato la sensazione di fresco provata quando si erano aperte le porte.
Si era messa in coda di malavoglia ma non aveva alternativa.
Davanti a lei c'erano tre persone.
Mentre aspettava, annusava l'aria profumata di erbe balsamiche,
cercava la sua crema preferita che non era al solito posto,
osservava con tenerezza la nonnina che aspettava di farsi misurare la pressione.

"Scusi. Lei e`in coda?" le chiese una signora appena entrata.
"Certo." rispose lei.
"Bene. Ha preso il numero?"
"Ah. No. Non mi ero accorta di questa novita`."
"Peccato. Perche`io ho il tre e, vede, adesso stanno servendo il due."
"Si`ma davanti a me ci sono anche altre persone che evidentemente non l'hanno preso."
"Bhe`, sa. Uno potrebbe voler essere servito quando arriva il suo turno."
"E` giusto. Il suo e`esattamente dopo di me."
"Quindi io sarei la prossima, potrei approfittare."
"Potrebbe, ma non lo fara`perche`lei e`una persona dotata di buon senso ed educazione"
"Ha proprio ragione il mondo e`nelle mani dei furbi."
"Gia`."

Dopo quella conversazione era tornata a casa soddisfatta ma incredula.
Ogni tanto borbottava perche`le tornava alla mente lo sguardo riprovevole della signora.
Poi, a tavola, durante la cena, si era divertita a raccontare cio`che era accaduto.
Aveva spiegato tutto, descrivendo il fatto nei minimi dettagli,
aveva anche aggiunto qualche considerazione sul punto in cui era stato posizionato il distributore dei numeri, a suo avviso, poco segnalato.
Aveva parlato e parlato e si era convinta sempre piu`di aver ragione.
Finche`.
"Mamma, mi stai facendo venire il mal di testa."
"Eh. C'e`solo un modo per fermare tua madre."
"Lo so, bisogna darle ragione."
"No, nemmeno cosi`si ferma, purtroppo. Tua mamma deve autoesaurirsi!"




lunedì 17 giugno 2013

Color glicine

Sabato ore 22 la famiglia felice era al ristorante cinese,
sedeva affamata e senza parole, al tavolo accanto alla finestra.

Prima.

Ore 14.
Arrivava Sergio, l'uomo che avrebbe condotto la famiglia felice nel baratro della tinteggiatura.
"Buongiorno! Siete pronti?"
"Io vorrei il blu cobalto"
"A me piace il verde acqua"
"Ecco, avrei pensato al color lavanda"
"Dobbiamo andare insieme a scegliere le vernici perche`io ci ho provato ma non ho capito un tubo"
"Va bene, non vi preoccupate, faccio tutto io"
E cosi`, mentre lui consumava un imprecisato numero di rotoli di scotch,
i quattro l'osservavano con occhi curiosi e si incollavano le dita nel tentativo di aiutare,
mentre lui impacchettava e sommergeva ogni traccia della loro esistenza sotto un velo di plastica,
i quattro gli lanciavano sguardi accusatori e inciampavano nei teli,
mentre lui si arrampicava su una scala altissima,
i quattro si stancavano a guardarlo.
Ore 15.
Cinque individui si avviavano fiduciosi verso il negozio di vernici e tornavano indietro perche`era chiuso.
Ore 15.30.
Ci riprovavano ed erano fortunati.
Trascorrevano trenta minuti dissertando di colori e tecniche di tinteggiatura
e altrettanti disquisendo di pennelli e trattamenti antimuffa, senza alcuna cognizione dell'argomento.
In fine tornavano a casa con due secchi di vernice color glicine, uno di stucco, uno di antimuffa e uno di bianco.
Ore 16.30.
Pisolo, con addosso la sua bandana da combattimento, sosteneva la lampada che illuminava il lavoro che Sergio svolgeva alacremente,
le birbe tentavano incursioni moleste nel territorio proibito e
Mammacanta si sforzava di non pensare al dopo.
Ore 22.
Seduti al tavolo accanto alla finestra c'erano quattro individui.
Due ragazzine che indossavano abiti sporchi e sudaticci,
una donna che aveva mucchietti di polvere tra i capelli e
un uomo con una macchia di vernice bianca sul polpaccio destro.
Tutti sapevano che non era ancora finita.




mercoledì 12 giugno 2013

Un regalo segreto

"Auguri papi"
"Grazie pisquane"
"Ti abbiamo fatto un regalo bellissimo!"
"Ah, si`?"
"E`una cosa bella e anche buona"
"mmm"
"Adesso devi solo metterti un vestito comodo perche`ti potresti sporcare"
"Obbedisco!"
"Mamma, non ti preoccupare, non gli dico che cos'e`"
"Va be', te lo dico io. E`una maglietta profumata. Non e`una cosa che si mangia"
"Sicura?"
"Sicurissima papi. Guardami, ho la faccia di chi mente?"
"A dire il vero, no"
"Mamma, sssssss ho detto una bugia, ma non fa niente, ho incrociato le gambe sotto il tavolo"
"Allora? Quando arriva questo regalo? Devo aspettare ancora molto?"
"No, manca pochissimo, appena avremo finito di cenare. Il dolce si mangia alla fine, noo?"
"..."
"Ah"




lunedì 10 giugno 2013

Lei, lui e quelle scarpe strane

Lei andava in vacanza in quel villaggio da dieci anni.
Ormai era di casa,
partecipava ai corsi di ginnastica, ai giochi in spiaggia e a tutti gli spettacoli serali.
Quella sera d'agosto avevano organizzato una festa magica.
C'era il prestigiatore che stupiva tutti con i suoi trucchi,
c'era il chiaroveggente che vedeva il futuro in una palla di vetro,
c'era l'indovina che interpretava i fondi del caffe`
e c'era lei, la cartomante.
Scrutava nei tarocchi avida di suggerimenti
e si divertiva a trasformarli in eventi probabili.
Davanti al suo tavolino si era formata una lunga fila di persone che aspettavano curiose,
lei si affrettava a mischiare le carte,
voleva accontentare tutti.
Ogni tanto sistemava la gonna nera che le avevano fatto indossare,
dava un'aggiustatina ai fermagli che sostenevano i suoi capelli arruffati
e tirava su le maniche di quella camicia che le stava un po'grande.
Si divertiva a stupire la gente:
molti sembravano aver dimenticato che si trattava solo di un gioco.
Ad un tratto il suo sguardo cadde su un paio di sandali di gomma.
Allora le sembrarono strani, originali;
non ne aveva mai visti altri simili.
Penso`che con quelli avrebbe potuto passeggiare comodamente sulla spiaggia
ma anche sulla strada e nell'acqua.
Penso`che chi li aveva inventati doveva essere un genio.
Penso`che avrebbe dovuto chiedere alla persona che li indossava dove li avesse comprati.
Sollevo`lentamente lo sguardo.
Lui indossava un paio di bermuda e una t-shirt,
aveva i capelli castani, la pelle abbronzata e gli occhi di un azzurro intenso.
Scopri` che aveva da poco compiuto ventotto anni,
che viveva al nord,
che era finito li`per caso, dopo aver annullato un viaggio programmato mesi prima
e che quelle scarpe strane arrivavano da Cuba.
Scopri` che  aveva viaggiato molto ma che ogni volta si ammalava,
che macinava chilometri in moto ma cadeva da fermo,
che era cintura marrone di karate ma aveva smesso perche`le buscava sempre.
Scopri`che quel ragazzo adora i Kiss e la musica classica,
che e`ordinatissimo ma indossa la prima cosa che trova nell'armadio,
che ama la montagna e il silenzio,
che va a letto presto e si sveglia all'alba,
che e`un mito in storia ma e`negato in grammatica
che parla solo se e`necessario.
Il 5 giugno quel ragazzo ha compiuto quarantasette anni,
non ha piu`la moto perche`ora si viaggia in quattro,
cade ancora da fermo ma dagli sci,
ascolta i kiss con le cuffie e intanto mette in ordine,
nel week end dorme fino alle nove,
aiuta le birbe con i compiti di storia ,
nell'armadio trova solo abiti grigi, camicie azzurre e calzini blu,
ma nel tempo libero, indossa ancora bermuda, t-shirt e scarpe strane, come un ragazzino.




lunedì 3 giugno 2013

Allarme di notte

"Caspita, e`tardissimo!"
"Eh gia`"
"Questo film e`durato almeno tre ore"
"..."
"Ti rendi conto che e`passata l'una?"
"Infatti"
"L'ultima volta che ci siamo ritrovati svegli a quest'ora sara`stata quando la birba piccola aveva un anno"
"Gia`"
"Va be'. Senti, io scappo a letto, all'allarme ci pensi tu?"
"Si`, non ti preoccupare"

Dieci minuti dopo...

"Stai gia`dormendo?"
"No; sono appena salita"
"Io sono bloccato qui"
"In che senso, bloccato?"
"Nel senso che non posso muovermi"
"Ma che stai combinando?"
"Niente. Volevo inserire l'antifurto, ma deve essersi rotto"
"..."
"E`fisso sul volumetrico, non riesco a passare al perimetrale. Sono costretto a restare immobile, in piedi, davanti alla porta, se mi muovo suona...veni ad aiutarmi!"
"E come faccio?"
"Non puoi lasciarmi cosi`"
"Dici?"