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mercoledì 31 luglio 2013

Bentrovati tipo Amaro Averna

Partirono alle 7:30.
Anzi, partirono alle 7:45 e discussero fino alle 8:00, a causa di quei quindici minuti di ritardo. Perche`non c'e`speranza che le cose cambino, lui sara`sempre in anticipo,  lei sara`sempre in ritardo.
Comunque partirono e furono i primi ad arrivare.

Ad attenderli c'erano: un campo da pallacanestro vuoto, un bar senza barista, una sala ristorante deserta, una piscina senza acqua, un salone pieno di comode poltrone libere e una marea di valigie.
Valigie sparse, buttate li`, capovolte, mezze aperte, strapiene.
Valigie colorate, allegre, giovani.
Valigie decorate con scritte originali e gingilli divertenti.
Valigie di qualcuno che chissa`dov'era.

Si scambiarono un'occhiata funerea e malinconica e si misero ad
aspettare.
Due settimane di lontananza, penso`lei.
Certo, due settimane trascorse nel vortice di un divertimento sfrenato e impetuoso, ma pur sempre senza la loro mamma.
S' immaginava un'accoglienza festosa, perfino teatrale.
Una di quelle da gusto pieno della vita, tipo Amaro Averna.
Di quelle con rincorsa e abbraccio; strappalacrime, insomma.
A dirla tutta, lei, pervasa da un insano senso di imprescindibilita` si aspettava anche evidenti segni di difficolta`di autonoma sopravvivenza.

Finalmente arrivo`qualcuno.

Procedeva con un'andatura molleggiata, aveva una maglietta gialla, i pollici delle mani infilati nelle tasche dei pantaloncini, i capelli spettinati e le scarpe sporche e consumate.
Sembrava lei.
Un po' meno pelle e ossa, un po' piu`piena di se`.
Era proprio lei.
La preadolescente.  
- Ciao mamma - disse da debita distanza.
- Ciao birbona, come stai?
- Bene, ora vado, ci vediamo dopo - e spari` dietro ad una porta di legno.

Poi arrivo`l'altra,  la birba piccola.
Cappellino al contrario, abbronzata, pantaloncini azzurri, lunghi fin sotto al ginocchio, e una polo bianca con un'enorme macchia di gelato al cioccolato sul petto.
- Ciao - disse abbracciandoli teneramente.
- Ciao tesoro - le risposero in coro con aria felice e sognante.
- Posso andare di la`?  Devo dire una cosa importante ad una mia amica.
- Certo, vai.

Fine dell'incontro.


lunedì 29 luglio 2013

In bagno

Conversazione del venerdi`sera.
In bagno.
Lui, in mutande e calzini, sta facendo la barba, lei, in un abitino fresco e colorato, seduta sul water, lo osserva rapita.

Lei - Prontissima per la cenetta intima!
Lui - Giusto il tempo di una doccia, per svegliarmi.
Lei - La nostra prima volta al giapponese.
Lui - Gia`.
Lei - Dici che ci faranno sedere a terra? Dovrei mettere i pantaloni?
Lui - Devo svegliarmi.
Lei - Pesce cludo e liso, chissa`.
Lui - Yawn, che sonno.
Lei - ...
Lui - Ah, purrr, mh, ooooh.
Lei - Ma, che stai facendo?
Lui - Mi stiracchio un po'.
Lei - Hai cosi`tanto sonno?
Lui - Si`.
Lei - Ti faccio un caffe`?
Lui - Eh, magari.
Lei - Se vuoi rimand...
Lui - Va bene. Allora, niente doccia, peccato aver fatto la barba,             pigiamino e nanna.
Lei - Resti cosi`, puzzolente?
Lui - Mpf.
Lei - Il caffe`lo vuoi ancora?
Lui - No. Punto a dormire.



venerdì 26 luglio 2013

Il prelievo col terrore

- Ventuno! E`lei il numero ventuno?
- Ehm, si`, sono io.
- Venga con me!
- ...
- Si sieda!
- ...
- Ha portato il contenitore delle urine!?
- Si`. Ecco, e`nella borsa...
- No! Aspetti!
- ...
- Adesso lei, lentamente, prende il contenitore dalla borsa e me lo mostra.
- ...
- Non me lo porga!
- No.
- Lo tira fuori dalla scatola e lo avvicina, in modo che io possa etichettarlo. Non lo lasci!
- No.
- Bene. Adesso lo metta su quel tavolino.
- ...
- A sinistra!
- Sinistra, certo.
- Torni al suo posto e metta il braccio sul tavolo.
- Ecco, io avrei un po'..., vorrei ...  

Era un'infermiera giovane, carina, con delle bellissime mani, le unghie decorate e lunghi capelli neri, ma un animo gelido.
Maneggiava le provette con grazia, come fossero oggetti preziosi.
Strappava lo scotch, preparava il laccio emostatico e la farfallina.
I suoi movimenti erano sicuri, metodici.
Probabilmente li aveva ripetuti centinaia di volte.
Tic, tic, tic.
Nella stanza c'era un contaminuti.
Come a dire, fai in fretta.  

- Braccino sul tavolo, signora.  

Nonostante due parti e diverse flebo di ossitocina e di ferro, Mammacanta ha ancora il terrore delle siringhe e sviene alla vista del sangue.
Mentre poggiava il braccio immaginava scenari agghiaccianti:
quella donna perentoria e arrogante avrebbe potuto scavare senza pieta`;
avrebbe potuto spezzare l'ago, romperle una vena, provocarle un embolo;
avrebbe potuto sfogare su di lei tutte le sue ansie.  

- Fatto. Non pieghi il braccio!
- No.
- Vorrei sapere perche`tutti avete questo vizio! Lo tenga steso altrimenti si forma l'ematoma.
- ...
- Che fa ancora qui?! Vada.  

Mammacanta si e`sentita inerme, incapace, indifesa.
Avrebbe voluto dirle che e`una maleducata, che approfitta della sua posizione per maltrattare le persone, che ha sbagliato mestiere, che sara`anche giovane e carina ma che questo non basta.
Ma a volte il senso d'impotenza è schiacciante.
E' riuscita a dire solo:
- Addio!


mercoledì 24 luglio 2013

Sazia di noia

Aveva promesso che avrebbe fatto un po'd'ordine nel suo armadio e in quello delle birbe;
aveva promesso di buttare via i vecchi quaderni di scuola, quelli che conserva incontrollatamente dal primo giorno d'asilo e che ormai invadono la casa;
aveva promesso che avrebbe fatto gli esami del sangue che`ultimamente si sente fiacca e svogliata;
aveva promesso di uscire a cena con le amiche del caffe` perche` sentiva il bisogno di braccia accoglienti e chiacchiere spassose;
aveva promesso di abbandonarsi ad uno shopping sconsiderato.

Invece.

Invece non ha saputo resistere al fascino dell'ozio
ne` a quel silenzio a cui non era piu`abituata.
Si e`abbandonata ad ore leggere e indolenti,
ha assaporato l'ebbrezza di pomeriggi pigri e di niente da fare.
Si e`tuffata placidamente nel buco nero della noia finche` ne e`stata sazia;
sazia di noia;
cosi`pienamente appagata da averne fastidio.
E, solo allora, con la mente sgombra ed il cuore leggero, ha potuto crogiolarsi nella nostalgia delle sue birbe lontane.



lunedì 22 luglio 2013

Allarme: preadolescente innamorata

No, non posso farcela.
Ho la bocca asciutta.
Non ce la faccio.
Eppure lo sapevo, lo sapevo che doveva succedere.
Nonnarassegnazione dice che questo e`solo l'inizio.
ZiaClara conferma la sua tesi secondo cui io vivo nel mondo dei sogni, come Alice.
Lui, il padre, dice che esagero, che e`normale.
Mpf, normale .
Tutti a dire - E`una preadolescente.
No, non lo e`.
Lei e` la mia bambina.

Questo e`il fatto.
- Ciao birbetta, allora, com'e`stata la gita a Gardland?
- Bellissima, sono andata sulle montagne russe!
- Quelle dei piccoli?
- No, quelle dove vai velocissima e a testa in giu`.
- ...
- E` stato divertente.
- E tua sorella? L'hai vista?
- Mamma, ti devo dire un segreto.
- ...
- Promettimi che non glielo dici.
- Prometto.
- Si e`fidanzata.
- Chi?
- Mia sorella. Adesso e`in camera con lui. Le sue compagne di stanza sono qui, le hanno fatte uscire per restare soli. Ma e` bruttissimo, ha tutti i capelli in piedi!
- ...
- Io, invece, ne ho scelto uno bello. E` biondo e ha gli occhi verdi.
- Ah. E quanti anni avrebbe il cosiddetto fidanzato di tua sorella?
- Non lo so.
- No, concentrati, e`una cosa fondamentale.
- Avra`la sua eta`.
- Sei sicura?
- No, ma e`bruttissimo.

E adesso vado a mangiare un altro pezzo di cioccolato.
Perche`lo so che e`cosi`che deve essere,
lo so che non e`piu`la mia piccolina,
lo so che e`un pezzo che ha smesso di dire "pontomme" invece che ippopotamo,
lo so che non posso tenerla sotto una campana di vetro,
lo so , ma non ce la faccio.


giovedì 18 luglio 2013

Il giorno dei giorni

Il posto in cui avrebbero trascorso i sospirati giorni senza birbe lo avevano scelto con molta cura.

Lui, trasportato dall'animo ecologista e paladino della natura, aveva proposto un bio-hotel.
"E` costruito interamente in legno, privo di giunzioni con chiodi e colle, circondato da campi coltivati secondo i principi dell'agricoltura biologica, capisci?" aveva detto.
Lei, poco sensibile ai progressi dell'edilizia ecologica, ma molto piu`propensa al parossismo dei sensi, aveva scosso la testa e sentenziato tutto d'un fiato: "Si`, bello, ma che ne dici di questo? 1300mq di area benessere, alpine bio sauna, bagno turco ai cristalli di montagna, idromassaggio, vitarium, doccia di ghiaccio, doccia emozionale, doccia a pioggia, vasca a kneipp e sala relax?".
Inutile dire che la scelta era caduta sulla seconda opzione.

Nel giorno dei giorni, i due hanno varcato la soglia dell'albergo,
lei con una valigia 4x4 al seguito,
lui con un borsone in spalla,
lei assalita da incontenibile euforia,
lui mostrando un sobrio entusiasmo,
lei pregustando abbondanti colazioni,
lui progettando passeggiate tra i monti.

Quattro giorni di liberta`sfrenata,
quattro giorni per dormire di un sonno inesauribile,
quattro giorni senza telefono ne`connessione a internet,
quattro giorni di inutili tentativi di comunicare con le creature.
Quatto giorni e basta.
Poi sono tornati a casa.


lunedì 15 luglio 2013

Click

 Signore e signori, vi presentiamo: le birbe in colonia.

 Ore 8.30
"Pronto mamma?"
"Ciao birbona! Come mai questa telefonata cosi`presto, tutto bene?"
"Si`. Ho pensato di chiamarti ora per darti la buonanotte perche`dopo non ho tempo e mi scoccio."
"..."
"Facciamo cosi`, ti chiamo io, un giorno si`e uno no. Va bene?"
"Ah. Va bene."
Click

ore 14:00
"Pronto, birbetta? Sono mamma."
"Ah, mamma. Perche`mi hai chiamato?"
"Cosi`, volevo sapere come stai."
"Bene. Allora ciao."
Click

So' soddisfazioni, non c'è che dire.


domenica 14 luglio 2013

Io e te da soli

E`piacevole consuetudine che durante il mese di luglio, le gradite ma moleste creature assedianti la casa felice, trascorrano due settimane in una colonia montana.
Percio`, sabato scorso, smessi i panni da bagnante medievale e indossati quelli da schiava moderna, Mammacanta ha svuotato le valigie, lavato e stirato il contenuto, passato la polvere e l'aspirapolvere, riempito nuovamente le valigie e fatto alle creature le raccomandazioni necessarie affinche` si convincessero che lavarsi e`una necessita` e tornassero a casa sane e salve.
Quindi la famiglia felice e`ripartita.
Direzione un cucuzzolo non lontano da Trento, denominato Brentonico.
Giunti sul posto, Mammacanta e Pisolo si sono aggiunti alla masnada di genitori preoccupati ma fintamente disinteressati, che osservava le mosse ardite dei propri pargoli cresciuti.
Hanno mangiato ravioli finti e polenta estiva in un ristorante nei pressi della colonia.
Hanno accompagnato le creature nelle rispettive stanze e sono ripartiti alla volta di Merano, per un breve ma romantico soggiorno in due.

"Questo c'ha del corridoio di Shining"
"Dici? Io non l'ho mai visto quel film"
"Nemmeno io"
"???"
"Va be' pero`ho visto il trailer"
"Ah, se hai visto il trailer"
"Perche`devi essere sempre cosi`precisa?"
"Mpf. Secondo te la tipa che ci ha accompagnato in stanza voleva la mancia?"
"Non lo so, pero`non ci mollava piu`, forse si`"
"Cominciamo bene"


venerdì 12 luglio 2013

Particolari

"Sai, quest'anno ci tocca rinunciare alla settimana al mare, dalle mie parti si dice 'la papera non galleggia'. Abbiamo dovuto scegliere e la maggioranza ha preferito la montagna"
"Caspita, per me, senza mare non sono vacanze"
"Eh. Lo dici ad una che e`nata a Napoli, che lo ha sempre dato per scontato e adesso ne sente la mancanza"
"Facciamo cosi`, venite a casa mia, a Zuccarello, tu e le bambine, staremo un po' strette ma ci divertiremo. Il mare te lo faccio vedere io!"

E cosi`, Mammacanta, la preadolescente e la birba piccola si sono ritrovate in un borgo medioevale, a mezz'ora dal mare, in compagnia dell'amica amante della buona cucina e di sua figlia.

All'arrivo sono entrate in una casa con le finestre verdi,
il pavimento in legno di rovere sbiancato e
le pareti del colore del mare.
Era quasi ora di pranzo,
sul fornello friggevano le alici,
nella pentola bolliva l'acqua per la pasta,
in padella c'erano gamberetti e zucchine per condirla e
in frigorifero torta e gelato.
La tavola era apparecchiata in giardino e
i padroni di casa aspettavano impazienti.
Con la scusa dello iodio che stimola il metabolismo, si e`mangiato e bevuto a volonta`,
sotto l'influenza del vino si sono fatti mirabolanti progetti per il futuro,
e poi, all'imbrunire, gli uomini sono tornati a casa e le donne hanno dato il via ad una vacanza tutta al femminile.
Una vacanza fatta di tuffi e bikini,
sabbia e telline,
di shopping e jumpy jumping,
vino e risate,
di cantate con echi di montagna e cene alla Gritta.
Una vacanza che si e`conclusa con un:
" Siamo state proprio bene, magari l'anno prossimo ne facciamo un'altra".


martedì 9 luglio 2013

Mare e monti

Quindi:
la preadolescente ha vomitato lungo il percorso casa/stazione, sul treno per Milano e su quello per Zuccarello;
il capofamiglia ha solerte sfilato sacchetti e fazzoletti di carta dalle capienti tasche dei suoi pantaloni;
l'addetta al lavoro sporco ha solerte impacchettato ed eliminato ogni traccia del misfatto per poi abbandonarsi ai sensi di colpa, incapace di decidere cosa fosse peggio fra tornare a casa, rinunciando alla settimana al mare, o rischiare di trascorrere la vacanza ammalati, a turno, per contagio collettivo;
la birba piccola ha pianto, asciugato le lacrime col braccio nudo e insistito perche`non si rinunciasse.
Stranamente, raggiunta la meta, la nausea e`scomparsa, il vomito dimenticato e i sensi di colpa assopiti.
Zuccarello e`un incantevole borgo medioevale che si trova a pochi chilometri da Alassio, in Liguria.
Un posto d'altri tempi dove i vecchietti, seduti sulle panchine, salutano tutti gli sconosciuti passanti,
dove i negozi aprono a richiesta, basta citofonare al piano di sopra o telefonare al numero scritto sulla porta,
dove la mattina ti sveglia il gracidare delle rane che popolano il torrente,
dove di notte si dorme col piumino, alla fine di una giornata trascorsa facendo il bagno in mare,
dove capita di vedere un uomo, felice di suonare la sua tastiera, nel bel mezzo di una verdeggiante rotonda, lungo la strada provinciale,
dove c'e` un'amica che ama accompagnare ogni pasto con un bicchiere di vino e tu, astemia, un po' per educazione un po' perche`ti piace, accetti di farle compagnia e ridi tutto il giorno.

La vacanza a Zuccarello e`finita sabato ma ne e`gia`iniziata un'altra.
Adesso siamo qui.

Avelengo, Merano