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giovedì 28 novembre 2013

Sospetti

Certi sospetti spuntano all'improvviso.
Affiorano inconsciamente tra impegni e cose da ricordare.
Emergono dal groviglio di pensieri quotidiani come la luna piena dal buio della notte e manifestandosi diventano certezza.

"Hei, birba piccola",
"Eh",
"Ma tu la maglia intima ce l'hai addosso?",
"Certo mamma",
"Ehm. E quale stai usando?"
"La solita, quella di sempre".

Il misfatto appare chiaro:
la birba indossa la stessa maglietta della salute da un mese, perche`una madre svanita, distratta e irresponsabile ha ripetutamente dimenticato di mettergliene una pulita nel borsone degli allenamenti, e perche`lei, creatura innocente ma refrattaria alla pulizia, non si sarebbe mai fatta sfuggire una tale opportunita`.


giovedì 21 novembre 2013

Basta dire no

Ore 20.00, piove.

I tre quarti della famiglia sono appena rientrati da un pomeriggio di attivita`sfrenate e spensierate. La birba piccola giace priva di sensi sul divano, sfiancata da un allenamento sotto la pioggia battente.
La preadolescente, invece, in preda alle scalmane, si aggira per casa a piedi nudi, in maglietta e pantaloncini, anche se fuori ci sono dieci gradi e in casa meno di venti.  

"Come e`andata oggi a scuola?",
"Bene, ho preso nove in tecnica, e`la mia materia preferita, mi sono impegnata molto e ce l'ho fatta a prendere un bel voto",
"Che bella notizia, brava",
Attenta. Sta per chiederti qualcosa.
"Mamma, che dici, mi daresti il permesso di truccarmi?",
Eccola qua la richiesta del secolo, quella che aspettavi e per cui ti sei preparata un discorso inappuntabile. Sarai inflessibile.
"Cioe`metterti l'ombretto, il mascara e il fard?",
"Non tutto, solo l'ombretto e l'eyeliner",
"No",
Brava, stai andando benissimo.
"Ma perche`? Nella mia classe quasi tutte si truccano",
"No, non prima che avrai compiuto tredici anni",
Perfetta, ineccepibile. Complimenti.
"Ecco, lo sapevo, non posso fare mai niente!",
"Il trucco serve a sembrare piu`giovani e a mascherare i difetti, tu non ne hai bisogno. Invece, potresti iniziare ad usare una buona crema per il viso o una superprofumata per il corpo, ce ne sono alla fragola, al mandarino, alla pesca...che ne pensi?",
"Mpf",
Non funziona. Piano B.
"Dov'e`finito il lucidalabbra che ti ha regalato la nonna?",
"Quello posso usarlo?",
"Solo quello pero`. Promesso?",
"E lo smalto colorato, posso?",
Inflessibile, ricordi?
"Non a scuola",
"Dai, quello rosa pelle",
"E va bene, ma non chiedermi altro fino ai tredici anni, chiaro?",
"Chiarissimo!".  

Bene, si tratta di tener duro per un paio d'anni, che sara`mai.
Passeranno in fretta.
In fondo basta dire no.
E`facile.


lunedì 11 novembre 2013

Come l'invincibile Rafael Pinheiro

Gli allenamenti della birba portiere durano novanta minuti.
Novanta minuti con l'allenatore personale, che`il suo ruolo e`diverso da quello di tutte le altre energiche e volitive compagne di squadra.
In quel frangente, la novenne impavida e baldanzosa resiste alle intemperie, alle escursioni termiche e alle pallonate.
Impara a parare, a uscire e a saltare,
a calciare lontano, ad arraffre la palla dai piedi dell'avversario e a non sentire dolore.
Impara ad accettare la sconfitta, a fare squadra e ad esultare.
Impara soprattutto a soffiarsi il naso come i grandi del pallone.
Come l'invincibile Rafael Pinheiro.

"E`facile. Il fazzoletto non serve. Basta tappare una narice e soffiare fortissimo con l'altra; il muco schizza fuori velocissimo e finisce a terra. Va be' se sei sfortunato finisce sulla maglietta, ma quella si puo`lavare".




giovedì 7 novembre 2013

Povera sciocca

E sei li`.
Immersa nelle tue ansie quotidiane, a chiederti dove hai sbagliato,
a contenere il peso sullo stomaco che ti procura dover ripetere sempre le stesse cose,
a lottare contro un'inspiegabile insonnia,
ad incastrare gli impegni che si accavallano con le montagne di compiti.
Sei li`, in biblioteca a consegnare il libro che avresti voluto finire,
che hai rinnovato gia`una volta e per il quale adesso ti tocchera`pagare anche la multa.
Sei li`a cercare le parole per giustificarti, che`ci mancava pure il senso di colpa,
che`forse quel libro lo sta aspettando qualcun'altro.
Sei li`che pensi ai fatti tuoi.

Ad un tratto incroci uno sguardo quasi dimenticato, lo riconosci e saluti.
Lei e`cambiata. E`stanca, ha i capelli in disordine e il viso infelice.
"Come stai?" le chiedi senza pensarci, per educazione.
Ti aspetti la solita risposta.
Lei ti fa una carezza sulla spalla,
aggancia il tuo sguardo e ti mostra il pozzo nero che porta negli occhi:
"Mio figlio ha la leucemia. E`stato in ospedale per mesi, la chemio gli ha provocato crisi epilettiche e sofferenza. Era un bel ragazzino, stava crescendo, sai come cambiano a undici anni. Adesso sambra stia meglio, ma potrebbe riammalarsi, ha bisogno di un trapianto, cerchiamo un donatore compatibile. Non mi illudo, sarebbe un miracolo".

E tu resti li`a pensare che quando vi siete conosciute eravate entrambe incinte,
che quel bambino ha gli stessi sogni della tua preadolescente,
che certe cose che non dovrebbero mai accadere,
che undici anni sono troppo pochi,
che vorresti dire qualcosa ma a confronto tutto ti sembra stupido.
Resti li`a guardare quel dolore emergere, attraversare i suoi occhi e cadere tra voi come un macigno.
Resti li`impotente, con un groppo in gola che ti toglie il resiro,
un cuore  incastrato e lacrime prepotenti.
Povera sciocca con le tue ansie quotidiane.


lunedì 4 novembre 2013

Uffa

Sara`il cielo grigio degli ultimi giorni,
sara`questo strano caldo che non lascia il posto ai colori autunnali,
sara`che per far contenti tutti mi prendo troppi impegni,
sara`che ho quarant' anni.
Sara`, ma a volte basta un attimo e dall'essere donna risolta e soddisfatta mi sento donna agli arresti domiciliari.
Inquieta, suscettibile e nevrotica.
Avvilita da responsabilita`e doveri,
annoiata tra spesa e pulizie,
sfiancata dai quotidiani predicozzi alla prole.
Mi verrebbe da dire solo uffa.
Uffaaaaa.