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venerdì 7 marzo 2014

Scontro frontale

Ci sono genitori che guardano un proprio figlio che cresce con sguardo per niente preoccupato, anzi spesso sono soddisfatti e compiaciuti.
Lo vedono guadagnare autonomia, muoversi con abilità in ogni situazione e gestire la quotidianità.
Questi genitori sono certi di aver svolto bene il proprio compito, non sentono più la necessità di intervenire e riescono a mettersi in disparte.
Poi ci sono quelli come noi.
Che si ritrovano un figlio confuso dai cambiamenti che attraversa.
Un figlio che fa di tutto per rendersi detestabile, per provocare e per dire che non ne può più delle regole nè dell'ordine nè della disciplina.
Quelli che alternano rabbia a tristezza.
Quelli che non sanno cosa fare.

Lei.
"Non capite niente"
"E certo, avete sempre ragione voi"
"So cosa faccio"
"I miei amici sono fortunati, gli lasciano fare quello che vogliono"
"Voglio cambiare famiglia"
"Non ho niente da mettermi"
"Mi fate sempre la predica"
"Non ho voglia"
"Me ne frego"
"Che schifo!" .

Noi (soprattutto io).
"Finchè vivrai sotto questo tetto dovrai rispettare le regole di questa famiglia"
"Qui le decisioni le prendiamo noi"
"Non se ne parla"
"Devo dire sempre le stesse cose"
"Non sei capace di fare niente da sola, quando pensi di cominciare?"
"Non siamo i tuoi camerieri"
"Metti in ordine altrimenti butto tutto"
"Vai a studiare"
"Posa il tablet"
"Fai come vuoi, io ti ho avvertita"



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